Saluto di don Maurizio Gagliardini a cura di Simone E. Tropea

Don Maurizio Gagliardini ha rivolto il suo personale saluto all’assemblea generale del MpV e quello dell’ass. Difendiamo la Vita con Maria. Il presbitero ha giustamente sottolineato la dimensione laica che caratterizza l’impegno del Movimento per la Vita e pertanto ha evidenziato quanto questo impegno, proprio per la sua sana laicità, rappresenti uno stimolo ed un appoggio per tutte quelle espressioni di impegno strettamente ecclesiastico e religioso in difesa della Vita Umana. Ha ricordato Giovanni Paolo II e la comunione tra questo papa santo e il nostro carissimo fondatore, Carlo Casini. Entrambi operatori di pace e instancabili difensori della vita umana che hanno lanciato e promosso continuamente una battaglia culturale ancora in atto, guardando oltre le contingenze storiche apparentemente sfavorevolissime, e ancorati ad una speranza che non delude e non può mai venire meno. Di seguito il testo di don Gagliardini:

Cari Amici del Movimento per la Vita,
radunati nell’assemblea generale, sono felice di potervi salutare. Ringrazio vivamente Marina Casini, la vostra presidente, che mi ha chiesto questo saluto. Mentre penso a voi radunati, rievoco alla mente che proprio quest’anno, si compie il ventesimo anniversario del cammino dell’associazione difendere la Vita con Maria, iniziato proprio nel 1999 con un evento che ha lasciato il segno nella nostra storia, ma ha anche inciso profondamente nella vita della Chiesa. Cioè l’appello da Guadalupe, dove un numero grande di persone è convenuto per mettere sotto lo sguardo di Maria l’impegno a favore della vita e compiere un solenne atto di consacrazione. All’inizio del nostro cammino, proprio il cardinale Sgreccia ci ha chiesto di pensare ad una associazione che potesse acquisire la propria identità ecclesiale e quindi divenire un progetto pastorale. Di fatto è stato proprio così. E mentre penso a questo cammino sento vivo nel cuore il desiderio di esprimere un ringraziamento proprio a voi del Movimento per la Vita, perché siete stati accanto a questo progetto pastorale che si è incamminato tanti anni fa. Sostenitori e amici. Ma c’é una persona che è stata sempre presente e mi ha incoraggiato, sostenuto, consigliato, anno dopo anno, ed è Carlo Casini, a cui tutti siamo affezionati ovviamente. Esprimo un ringraziamento per il cammino svolto, da un punto di vista ecclesiale, per l’impegno del movimento per la vita in altrettanti ambiti importanti nei quali sostenere, proclamare ed affrontare le tematiche della promozione e della difesa della vita, dal parlamento alle piazze e poi anche nella comunità cristiana.
Quindi un cammino complementare. La nostra realtà, la realtà della nostra associazione è una realtà piú piccola, anzi è piccola. Però insieme si è potuto individuare degli aspetti che hanno messo in atto un desiderio che era nel cuore di San Giovanni Paolo II, quando ha pronunciato quel grandioso appello nell’Evangelium Vitae. Tutti lo sappiamo a memoria: “È urgente una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita”.
Tutti assieme  dobbiamo  provare a costruire la civiltà della vita. Ma poi soggiunge: “ A partire dalla comunità cristiana”. È questo che ha caratterizzato il mio cammino e il nostro cammino. Proprio animare dall’interno la comunità cristiana. Lungo questi anni mi sono reso molto conto di quanto fosse urgente e necessaria questa animazione all’interno della comunità cristiana. Cosí mentre penso a questo cammino mi torna in mente il convegno svolto a Città del Messico, dove Carlo è stato presente ed ha stilato un appello volto ai presenti, ma anche alla Chiesa e alla comunità, e si intitola “appello da Guadalupe”. Si esprime con queste parole: “Convenuti da molte nazioni a Guadalupe- è complesso, è articolato, ma l’esordio è bellissimo e anche commovente- dinanzi alla Madre di Dio che ha voluto manifestarsi come donna incinta, abbiamo chiesto a Lei aiuto, per contemplare con lo sguardo della mente e del cuore, ogni figlio nella fase piú giovane della sua esistenza, e perciò a dare un contributo a quella mobilitazione generale in vista di una nuova cultura della vita, che il Santo Padre dichiara urgente”.
Questa urgenza non è ancora finita. Voi ora potete svolgere il vostro convegno con tutto l’impegno, sapendo che è oggi urgentissimo difendere la vita. Però non penso che siamo così lontani da questa nuova civiltà della Vita anche se apparentemente sembra che ci siano ostacoli immensi e insormontabili.
Il profeta Isaia ad un certo punto, nel suo testo poetico si rivolge alla sentinella sulle mura della città e gli chiede: “Custos quid de nocte?” A che punto è la notte? E noi in questo buio di una società che non riconosce la sacralità della vita umana possiamo chiederci: Quando finirà questa notte? Quando finirà questo buio?
Se siamo vicini all’alba della civiltà della vita, e dell’amore. Potrebbe anche essere. Perché è Dio che opera nei cuori e che guida la storia. Grazie per il vostro impegno, vi saluto con grande affetto. Saluto e ringrazio Marina Casini e tutti voi. Ogni bene a tutti. Grazie.

 

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