Saluto di Salvatore Martinez a cura di Simone E. Tropea

Salvatore Martinez è un caro amico del Movimento per la Vita. Nel suo pensiero rivolto all’assemblea generale ha richiamato il valore “trascendente” e pertanto indisponibile della vita, vincolando la sua riflessione, che scaturisce da una fede profonda nel Signore della Vita, alle sfide e alle minacce che attanagliano oggi la Vita stessa. Nel suo intervento troverete stimoli diversi.
La consolazione del credente sostiene la sua battaglia, così come l’esperienza grata del vivente, di fronte al Vivente con maiuscola, mette a tacere ogni principio di morte che in mille forme tenta di ridicolizzare, per nasconderla, l’evidenza stessa della Vita incastrando il nostro tempo in un cerchio scuro dove tutto parla di morte e di provvisorietà. Contro questa tentazione, che tocca ogni ambito, dalla sfera più intima e affettiva, a quella sociale e politica, il presidente del Rinnovamento invita il Popolo della Vita a non perdere tempo con alibi e diversioni che spingono verso l’adozione di misure e criteri di comodo, ma a puntare fisso lo sguardo e il cuore verso quel Principio di bene che viene con la vita e pertanto le con-viene di più.
Guardare in alto è pensare ed attuare da viventi, che contro ogni ricatto della morte e della cultura spaventata che l’accompagna, sanno riconoscere il Vivente.

Cari amici, care amiche del Movimento per la Vita,
Vi saluto con tanto affetto. Parlare di vita si può, si deve, lo dobbiamo alle nuove generazioni, sempre più smarrite e concupite da una cultura di morte. Oggi non si riesce più a distinguere un bene da un male. Un bene comune da un bene individuale, un bene spirituale da un bene materiale, un bene eterno da un bene provvisorio. Ricorre come voi sapete il centenario dell’appello ai Liberi e Forti, ma pochi sanno che il primo tra i dodici punti qualificanti di questo programma, parla di integrità della famiglia, ancor più, tutela della moralità pubblica, assistenza e promozione dell’infanzia, ricerca della paternità. Dunque si parla della vita, della vita che nasce, della vita che diviene, e della vita che tramonta, spesso tra sofferenze, inquietudini, e incapacità di dire quanto è grande il dono che noi abbiamo ricevuto. Perché la vita non è un esperimento, non è una manipolazione, non è un prodotto commerciale, la vita è un miracolo, la vita è un formidabile prodigio di Dio.
E noi abbiamo la responsabilità grande, in questo nostro tempo, di difenderla e di promuoverla. Papa Francesco si spende ordinariamente perché le nostre associazioni, i nostri movimenti, tutti coloro che operano, il grande Popolo della vita, non arretri. E dunque abbiamo bisogno di andare avanti insieme. Gesù ci ricorda che è lo Spirito che dà la Vita, la carne non giova a nulla. Cercare ragioni di vita fuori da questo ordine soprannaturale significa perdere tempo, significa abbandonare il campo, significa permettere agli uccisori della vita di progredire in mezzo a noi e soprattutto direi, dentro di noi. Perché sono tanti i nemici spirituali che ci portano a vivere con individualismo, con egoismo, questo nostro tempo. Dunque a me stesso, a tutti voi, auguro che questo movimento continui, perché è davvero necessario, in questo nostro tempo, dire sí alla vita, ed ad una vita che sia buona, felice, giusta, piena, come Nostro Signore ci ha insegnato e come ci chiede di custodire ogni giorno.

 

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