Casa d’Accoglienza di Trento Antonio Mazza

Erano gli inizi degli anni Ottanta quando è nata la Casa di Accoglienza alla Vita Padre Angelo come servizio residenziale del Centro di Aiuto alla Vita di Trento. Le prime figure a sostegno di tale associazione sono state due suore dell’Istituto “Maria Bambina” (Suor Beppa, Suor Angela) insieme a un gruppo di volontarie. Loro decisero di prendersi a cuore un’emergenza sociale diffusa in quel periodo legata al voler contrastare l’aborto e sostenere le gravidanze inattese, ospitando in una struttura di via S. Croce a Trento giovani madri in difficoltà. Il fine ultimo fu da subito il voler sostenere e difendere quel contatto naturale che lega la madre e il suo bambino tutelandoli, offrendo loro un luogo accogliente e sicuro. “Una donna che ha fatto la scelta di portare a termine la gravidanza pur nelle difficoltà è una ‘superdonna’”, queste sono le parole di Suor Beppa, figura carismatica della casa purtroppo scomparsa nell’estate di alcuni anni fa. La Casa Accoglienza nel 1996 si è costituita come associazione onlus con Personalità Giuridica, acquisendo la possibilità di poter operare anche in terre lontane pur mantenendo le finalità di aiuto a mamma e bambino. Il nome “Padre Angelo” è legato al nome del cardiologo che, dopo anni di professione medica ha deciso di diventare frate carmelitano, rinunciando ai suoi beni, dedicandosi con amore alle madri e bambini in difficoltà. Ogni martedì Padre Angelo raggiunge la casa per dare ascolto e un conforto spirituale alle ospiti. Altra colonna portante della nostra casa è la quotidiana presenza di una Suora dell’ordine religioso di Maria Bambina, Suor Caterina, costante e indispensabile riferimento dei piccoli e delle mamme.
Il cuore dell’Associazione è il centro residenziale, Casa Accoglienza alla vita “Padre Angelo” di viale Bolognini a Trento: una realtà, dove lavorano 12 dipendenti e danno il loro contributo, una sessantina di volontari coordinati, da un educatore responsabile.
La casa accoglienza attiva progetti di volontariato per il Servizio Civile Nazionale. “Il volontariato, affianco al personale dipendente, rappresenta la nostra forza. Tra le varie potenzialità del volontario si pone l’accento al valore che rappresenta nel mantenere solidi collegamenti tra le ospiti della casa e la realtà del territorio, futuro ambito di accoglienza delle mamme una volta dimesse.
Con il passare degli anni si è registrato un incremento delle situazioni di rischio per il minore. Gravi crisi dei nuclei familiari, madri che mostrano sofferenza psichica, psichiatrica, presenza di vecchie e nuove forme di dipendenza, esiti di rapporti fallimentari con i propri genitori o con il proprio compagno.
Tali comportamenti spesso favoriscono e permettono l’allontanamento dalla realtà. Nel tempo a causa dei cambiamenti sociali e la complessità delle situazioni specie nei riguardi della criticità delle famiglie è stato  necessario creare e mantenere costanti rapporti con vari servizi (servizio sociale – servizi sanitari – Procura e Tribunale per i Minorenni – associazioni di privato sociale).
La casa può accogliere dodici mamme con relativi bambini fino a un massimo di diciotto minori con età compresa dallo zero fino ai 12 anni. Due accoglienze sono dedicate a situazioni di emergenza, per lo più donne vittime di violenza.
Anche la comunità residenziale ha subito cambiamenti tenendo sempre al centro del nostro servizio le necessità di mamme e bambini. Si è composta un’equipe che si riunisce settimanalmente o al bisogno con la figura di un supervisore esterno.
Si sono creati spazi idonei per offrire a mamme e bambini momenti di scambio e reciproca crescita. La residenzialità, oltre agli otto monolocali di prima accoglienza, con educatori presenti sia durante il giorno che la notte, ha previsto la creazione di quattro appartamenti nominati prove di volo (mini alloggi situati al terzo piano della struttura residenziale).
Sono inoltre presenti sul territorio della città sei appartamenti in semi autonomia dove vengono accolte mamme che, dopo un periodo in prima accoglienza, maturano le condizioni per vivere da sole con un minimo sostegno nel caso nascano difficoltà impreviste. Se possibile si favoriscono le situazioni di convivenza di due mamme in un unico appartamento incoraggiando un reciproco sostegno tra di loro. Tale situazione oltre a favorire relativi risparmi consolida relazioni positive che facilitano la crescita reciproca delle mamme e dei loro bambini.
Due criticità che riguardano non solo la nostra realtà di volontariato sono:

  • Garantire percorsi di avviamento al lavoro per far acquisire i prerequisiti e i requisiti lavorativi e favorire la conquista di un’ attività per ottenere la piena autonomia
  • Ottenere adeguate opportunità abitative a prezzo calmierato per offrire a mamma e bambino la possibilità di sostenere il costo di un affitto

 

Casa d’Accoglienza di Trento (.pdf)