Progetto Casa Prossima Vita Don Francesco Coluccia

Le Case di accoglienza del Movimento per la Vita Italiano (MPVI) costituiscono un’importante maglia della fitta rete a sostegno della vita. Uno dei gravi problemi del nostro tempo è certamente il modificato rapporto con la vita.
«Una mentalità molto diffusa ha fatto ormai perdere la dovuta sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita. Il dramma dell’aborto è vissuto da alcuni con una consapevolezza superficiale, quasi non rendendosi conto del gravissimo male che un simile atto comporta. Molti altri, invece, pur vivendo questo momento come una sconfitta, ritengono di non avere altra strada da percorrere[1]». Le Case, strutturate in varie tipologie, nascono per contrastare questa mentalità perdente dando accoglienza a tutte quelle mamme in attesa che per diverse ragioni (economiche, sociali, ambientali, familiari) sono costrette ad allontanarsi per scongiurare l’aborto e dare alla luce in tutta serenità i propri bimbi. Alcune Case accolgono anche donne in gravidanza vittime di violenza, madri con figli a carico, immigrate. Generalmente il periodo di accoglienza va dal momento del concepimento al primo anno di vita del bambino. Il 75% delle Case sono gestite dai Centri di Aiuto alla Vita, le altre da Associazioni, Fondazioni e Cooperative sociali in stretto collegamento con il MPV Italiano. Esse sono organizzate in 64 dimore suddivise in 34 Case di prima accoglienza e 30 Case di seconda accoglienza gestite da 28 organizzazioni.
Le case sono parte integrante e fondamentale della cultura della vita e fanno parte del Movimento per la Vita Italiano in un’unica grande famiglia. Tale prerogativa traccia un cammino unitario con l’unico obiettivo di servire la vita nascente.
La via preferenziale che ne segna il percorso è certamente un Progetto unitario che non ha la pretesa di chiudere la fantasia della carità di ciascuna casa, ma ha lo scopo di aprire dei laboratori comuni mediante un’azione sinergica e costruttiva per una migliore incisività in ordine alle istanze che ne derivano dalla cultura dello scarto e dell’indifferenza in cui siamo immersi.
Non si può pensare di fare da soli di fronte agli assalti contro la vita nascente. Il senso dell’unità ci aiuta inoltre a superare la tentazione dell’autoreferenzialità, che, se lasciata a briglie sciolte, può essere distruttiva.
Costruire collaborazioni è rinforzare il nostro servizio. “Casa Prossima Vita” è il Progetto che traccia gli orientamenti di coordinamento tra le Case del MPV Italiano per il triennio 2018-2021 a favore delle donne tentate dall’aborto.

Casa
rappresenta l’identità ontologica della propria esistenza: è il rifugio dalle intemperie; è un luogo di difesa; è il luogo per ritrovarsi e restaurare relazioni equilibrate che permettano di rimotivarsi nel senso della vita per esse.

Prossima
è la vision d’insieme del proprio agire ovvero le modalità che si vivono all’interno delle strutture. La capacità di individuare i bisogni per dare una risoluzione positiva porta operatori ed ospiti a farsi prossimi con interventi individualizzati, professionali, umani ed amorevoli che aiutano le donne a rimettersi in piedi e camminare con dignità.

Vita
è ciò che permea la mission delle case. Si accompagnano le gestanti a donare la vita, si aiutano le mamme ad assumere il proprio ruolo genitoriale, le si inseriscono nel tessuto sociale possibilmente anche con un lavoro che le porti a vivere bene ed essere autonome.

Casa Prossima Vita, dunque, traccia gli orientamenti che intendono rimettere al centro le azioni delle Case a servizio della vita nascente con progetti comuni: supportare l’accoglienza delle donne gravide che bussano senza alcuna copertura economica da parte di enti pubblici; associarsi per realizzare progetti comuni su scala nazionale, regionale e locale; abilitare con percorsi formativi l’esperienza dei propri collaboratori dipendenti e volontari per un’azione conforme alle finalità del Movimento per la Vita Italiano e secondo le leggi vigenti; creare spazi aggregativi che aprano le case all’inclusione interna ed esterna; accostare i giovani alla vita promuovendo percorsi formativi e di volontariato; adeguarsi senza offuscare la propria identità per inserirsi nella Riforma del terzo settore.
Le Case diverranno così, sempre più, luoghi che generano, accompagnano e promuovono la vita. Il Progetto è da realizzare in tre anni e in tre Fasi con obiettivi ed interventi appropriati, supportate da approfondimenti con giornate di studio, itinerari formativi, convegno annuale, verifiche in itinere e finali. Le Fasi potranno essere ampliate e/o modificate a seconda delle situazioni, necessità, leggi vigenti o approfondimenti che il Coordinamento Nazionale delle Case valuterà opportunamente di volta in volta.
Tale flessibilità è data dal fatto che si tratta di persone da accompagnare nell’accoglienza e non di macchine da far lavorare in serie. Il progetto sarà gestito da un Gruppo di Coordinamento delle Case aperto alla partecipazione di tutte le Associazioni, Cooperative e Fondazioni che fanno riferimento al MPV Italiano.

1A FASE
CASA – TEMPI (2018-2019)
OBIETTIVI

  1. Le Case comprendono che isolate l’una dall’altra non possono vivere: sarà necessario pertanto non solo avere un progetto comune di riferimento, ma anche essere pronte, non appena si dovessero intercettare Progetti pertinenti alla propria mission, a costituirsi in una Associazione Temporanea di Scopo che le porti ad azioni comuni e sinergiche in favore della vita
  2. Le Case desiderano accogliere quelle donne in gravidanza che chiedono di abortire e non hanno un alloggio. A volte la copertura economica da parte di Comuni o enti pubblici per queste situazioni manca e non si sa come affrontare le naturali spese ordinarie a carico delle Case. Il problema si acutizza quando la donna è in gravidanza avanzata e presenta il rischio di abbandono del figlio. Si vuole, pertanto, avviare una riflessione in vista di una rete di solidarietà tra le case, i Centri di Aiuto alla Vita e Fondazione Vita Nova.
  3. Si nasce non per vivere soli, ma per stare insieme. Le Case devono diventare luogo di osmosi tra l’ambiente interno ed Luoghi accoglienti e capaci di condivisione del quotidiano. A volte la fatica di andare avanti con i propri pesi crea tensioni ed instaura un ambiente di difficile collaborazione, per questo sarà necessario stemperare le situazioni aprendo questi piccoli mondi al mondo esterno.
  4. Le Case con l’evolversi delle leggi nazionali e regionali necessitano di una formazione ed una qualificazione professionale dei propri collaboratori, dipendenti, Diversi di loro hanno l’esperienza, ma non sono in possesso di un titolo abilitante. L’obiettivo è di fornire percorsi che possano valorizzare ed elevare le Skills del personale, come anche fornire percorsi formativi che permettano di acquisire i crediti necessari per la propria professione.
  5. Valorizzare al meglio la figura del volontario con un itinerario formativo al fine di raggiungere una formazione adeguata alle molteplici situazioni ed esigenze delle case. Una migliore professionalità del volontario potrebbe aiutare le case nell’espletamento dei compiti specifici, riducendo anche i costi di presenza dei dipendenti ove le leggi regionali lo consentano.
  6. Riforma del terzo settore: adeguamento secondo la nuova normativa
  7. Nuova legge europea sulla Privacy

INTERVENTI

  1. Progetto “Associazione Temporanea di Scopo” (ATS): è il Progetto che le Case intendono attuare a seconda dei Progetti per una azione comune e condivisa. Il Movimento per la Vita Italiano costituirà la stazione base (mandante) che gestirà il progetto scorporato per le parti competenti alle Case partecipanti. Un’Associazione temporanea di Scopo ha solitamente durata coincidente con l’esecuzione dell’opera per la quale è stata costituita e si scioglie nel momento in cui l’opera è conclusa e tutte le partite economiche aperte per la stessa sono state chiuse, ossia con l’avvenuto incasso del corrispettivo finale. Affrontare un tale argomento permette di essere pronti in un futuro prossimo che non colga di sorpresa le Case di fronte alle scadenze generalmente immediate di cui sono costituiti i Bandi Nazionali, Regionali o Locali.
  2. Progetto “Non ti abbandono”. Tale Progetto vuole intervenire nei casi in cui, superato il terzo mese di gravidanza, e quindi il pericolo aborto, si presentano alle Case donne che hanno difficoltà abitative, relazionali, sociali e principalmente economiche, non solo a portare avanti la gravidanza, ma anche ad accogliere il proprio bambino nato. Per questo progetto si costituirà un tavolo di riflessione e di concertazione tra le Case, i Centri di Aiuto alla Vita e fondazione Vita Nova in vista di una reale rete di presa in carico delle situazioni di difficile accoglienza delle mamme in attesa. A tal proposito abbiamo avuto la disponibilità di alcune Case del MPVI ad accogliere anche senza retta e mettendo a disposizione uno o due posti.
  3. Progetto “Insieme è più bello”: Progetto di socializzazione e di inclusione di tutte le famiglie con le ospiti ed i bambini presenti con proposte di condivisione di tempo libero e Le Case diventeranno luoghi di vita che regalano tempo prezioso: mamme, papà, bambini giocano insieme, leggono e ascoltano insieme, creano possibili laboratori di arte, crescono mediante eventi culturali. Le Case, non assistono, ma diventano luoghi propulsivi di vita.
  4. Progetto: “Certifica l’esperienza”, qualificazione dell’educatore professionale socio-pedagogico. Il Coordinamento delle Case di Accoglienza del Movimento per la Vita Italiano al fine di sostenere il perfezionamento e l’aggiornamento professionale dei dipendenti con esperienza si è dato da fare per intercettare la possibilità di un corso valido ai sensi della 205/2017, commi 594-601, inerente la nuova figura dell’Educatore professionale socio- pedagogico. Il Movimento per la Vita Italiano ha accolto l’istanza ed ha stipulato un Protocollo di intesa con l’Università Pegaso ottenendo non solo la possibilità di iscriversi al corso, ma anche uno sconto particolare che abbatte i costi da € 1250,00 a € 600,00. Per le Case avere educatori professionali è essenziale e per i progetti che coinvolgeranno le case queste figure saranno molto valorizzate perché i costi del personale rientrano tra le spese rendicontabili e quindi si potranno alleggerire i costi di gestione delle stesse. Inoltre si è chiesto ed ottenuto di estendere la convenzione, e quindi gli sconti, agli altri corsi di laurea che Pegaso ha attivato inserendo anche come beneficiari: i giovani e le donne in stato interessante. Abbiamo pensato che i nostri ragazzi o qualche donna, seguita dalle Case o dai CAV, che vuole terminare gli studi, possano trarne un beneficio. Questo accordo, triennale e gratuito, completa le opportunità che offriamo agli associati: tirocini per il tramite della convenzione con l’Università di Bologna; Servizio Civile grazie ai Salesiani; tirocini tra MPVI e quindi singole Case; e altri corsi riconosciuti dall’Università Pegaso. La presentazione per l’iscrizione ai corsi dell’Università Pegaso avverrà tramite il MPVI.
  5. Progetto “Volontari DOC”: si analizzeranno i requisiti base del volontario e si predisporrà un itinerario formativo secondo le finalità specifiche del Movimento per la Vita Italiano al fine di: a) acquisire competenze linguistiche per favorire il dialogo educativo con le ospiti provenienti da culture diverse; b) acquisire capacità collaborative in equipe; c) acquisire le norme di igiene per educarsi ed educare le ospiti; d) istruzioni sul burn-out del volontario per superare il rischio dello svuotamento e dell’impoverimento motivazionale; d) psicologia della relazione con l’utente per abilitarsi ad orientare le emozioni e le stesse relazioni al bene; e) scelte etiche conformi al rispetto e alla tutela della vita
  6. Riforma del terzo settore: adeguamento degli statuti secondo la nuova A tal proposito sono state fatte le dovute istanze in sede di revisione degli statuti APS – Associazione di promozione sociale e ODV – organizzazione di volontariato, durante il Consiglio Direttivo del Movimento per la Vita Italiano e sono state inserite tutte le tipologie di accoglienza delle Case affinché nessuna di esse potesse risultare deficitaria e quindi incompatibile con i riconoscimenti già ottenuti dalle rispettive Regioni.
  7. Nuova Legge europea sulla Privacy: il Movimento per la Vita Italiano al fine di aiutare tutti i Centri di Aiuto alla Vita, i Movimenti e le Case di Accoglienza ha predisposto un corso tematico per chiarire come tutelare la privacy dei dati sensibili in proprio possesso. Sono state predisposte le nuove schede anagrafiche e le Le schede inoltre sono disponibili anche con Archivio CAV3.

IIA FASE
PROSSIMA – TEMPI (2019-2020)
OBIETTIVI

  1. Stili di vita egoistici non permettono di vedere oltre, di accorgersi delle reali necessità dell’altro. Si diventa spesso indifferenti nei confronti del mondo circostante, soprattutto dei più Per un orientamento antropologico, le Case intendono farsi promotrici di un nuovo modo di guardare le situazioni ed un nuovo modo di accostarsi per farsene carico. L’intento è quello di abilitare famiglie che si mettano a servizio di altre famiglie, soprattutto nella fase della dimissione della donna e del bambino dalla struttura, per facilitare al meglio il loro reinserimento nel tessuto sociale ed avere un supporto costante, continuativo e permanente nel tempo.
  2. Quello che non è di utilità economica si Viviamo in una sorta di eutanasia nascosta, come ama definirla Papa Francesco. Nel sistema economico non è al centro l’uomo e la donna, come vuole Dio, ma il dio denaro. E tutto si fa per denaro. Invece il lavoro nobilita l’uomo e lo aiuta ad essere. Le Case sentono la necessità di avviare percorsi di orientamento al lavoro in cui si evidenzino i requisiti per immettere le mamme in una condizione lavorativa che permetta loro di continuare a vivere con dignità.

INTERVENTI

  1. Progetto: “TI TENDO UNA MANO”: Progetto di affiancamento di UNA FAMIGLIA a servizio di un’altra FAMIGLIA. L’idea alla base è semplice: una famiglia affianca un’altra famiglia in situazione di criticità temporanea ed entrambe si impegnano, con la definizione di un patto, a camminare insieme per un periodo di tempo definito. Tutti i componenti di entrambi i nuclei vengono coinvolti in questo cammino, portando un contributo diverso a seconda del ruolo ricoperto in famiglia ed in ragione dell’età, della professione, delle inclinazioni: ad esempio, i bambini aiutano i coetanei a fare i compiti, il papà si mette a disposizione per piccoli lavori di manutenzione, una mamma aiuta l’altra nella spesa o nell’accompagnamento dei figli a scuola… gesti concreti e quotidiani, ma anche attività da svolgersi nel tempo libero, come partecipare insieme a cene, gite, feste. In questo modo, un sistema familiare interagisce con un altro sistema familiare in una relazione in cui ciascuno non resta “a casa sua”, ma apre le porte per “lasciar entrare” l’altro a condividere un percorso fatto di parità, reciprocità e fiducia. Ciascun affiancamento viene sostenuto per la sua intera durata da un tutor, dagli operatori dei servizi sociali e dai referenti delle realtà coinvolte, e prevede momenti di formazione e confronto sia all’inizio che in itinere. Per questo progetto si intende stabilire un partenariato/protocollo di intesa con Fondazione Paideia con sede a Torino in via Moncalvo, 1. La Fondazione metterà a disposizione delle Case interessate allo sviluppo di “Una famiglia per una famiglia” la propria competenza tecnica e l’esperienza maturata in anni di sperimentazione, offrendo supporto progettuale agli operatori del territorio, partecipando a momenti di promozione e diffusione dell’iniziativa, monitorando gli affiancamenti familiari attivati e favorendo la costruzione di reti e connessioni tra enti e territori. La Fondazione inoltre sarà presente in alcuni momenti formativi rivolti agli operatori, alle associazioni, alle realtà locali e alle famiglie coinvolte. L’avvio del progetto prevede una fase di sperimentazione di circa 24 mesi, durante i quali vengono attivati in genere 8 affiancamenti della durata di 12 mesi. Obiettivo della sperimentazione è la costruzione delle condizioni di passaggio affinché “Una famiglia per una famiglia” si inserisca nelle politiche sociali dei territori. Il progetto viene coordinato da un’équipe tecnica – un gruppo di lavoro temporaneo composto dai rappresentanti delle istituzioni e organizzazioni promotrici e del network associativo locale – che si occupa di tutte le fasi dello sviluppo operativo. L’équipe tecnica prevede in fase di avvio la partecipazione della Fondazione Paideia, che assume una funzione di accompagnamento tecnico- metodologico. Nel tempo il ruolo di Paideia si modifica, lasciando spazio a un progressivo appropriarsi del progetto da parte degli altri componenti dell’équipe delle Case.
  2. Progetto: “VIVO CON DIGNITÀ”: Il coordinamento delle Case di Accoglienza intende avviare percorsi di orientamento al lavoro promuovendo i requisiti minimi pre-lavorativi per le donne-mamme ospiti presso le proprie strutture al fine di avviare un loro inserimento lavorativo e sociale dando reale dignità al proprio Per tale progetto si intende stabilire un percorso in rete con Fondazione Adecco per le pari opportunità con sede a Milano in Via Tolmezzo. L’azienda è il primo luogo d’inclusione. Ecco perché lavoreremo insieme alle imprese per migliorare e valorizzare l’attitudine di inclusione delle donne provenienti da situazioni di svantaggio.

Si intende coinvolgere le aziende con tre tipi di modalità:

  • Dialoghi di informazione e sensibilizzazione.Creeremo spazi per l’incontro e il dialogo con i dipendenti delle aziende, per sensibilizzarli su temi quali diversity & inclusion.
    I dialoghi sono tenuti dagli esperti della Fondazione insieme a consulenti, testimonial e rappresentanti di associazioni. Essi si compongono di due momenti: Informazione in aula, in cui il dibattito tocca diversi temi tra i quali: diversità, stereotipo, pregiudizio, discriminazione e buone prassi di diversity management. Dialoghi esperienziali che consistono nello svolgere attività pratiche, in modo da ridurre le barriere e favorire la conoscenza di sé e degli altri. Queste attività hanno lo scopo di generare dialogo e dibattito, dare visibilità alla diversità in azienda, motivare al cambiamento, trasmettere valori, creare empatia con la diversità, ridurre barriere e stereotipi, superare i limiti personali di ciascuno e motivare.
  • Percorsi di educazione al Lavoro. Educare al lavoro significa mettere le persone nella condizione di avere una visione più ampia sul mondo del lavoro e aiutarle a trovare gli strumenti giusti per fare emergere il loro talento

Il percorso di educazione al lavoro si sviluppa in cinque fasi:

  1. Colloquio conoscitivo. Per conoscersi, valutare insieme le competenze specifiche della persona, analizzarne le necessità.
  2. Orientamento. Momenti di approfondimento dedicati alla conoscenza degli scenari del mercato e delle strategie di ricerca.
  3. Analisi delle competenze e dei fabbisogni formativi. Corsi organizzati in collaborazione con enti di formazione qualificati, in base alle concrete esigenze del mercato e alle potenzialità dei soggetti beneficiari.
  4. Accompagnamento al lavoro. Creazione di un percorso mirato per facilitare l’inclusione nel mondo del lavoro anche attraverso l’avvio di tirocini, borse lavoro ed altre modalità di inserimento.
  5. Monitoraggio. Per verificare costantemente con i partecipanti l’evoluzione della loro situazione professionale e raccogliere informazioni utili ad un’analisi completa dei risultati ( successi e criticità).
  • RED. Formazione degli operatori delle Case al fine di favorire l’avviamento lavorativo mediante il Reddito di Cittadinanza.

IIIA FASE
VITA – TEMPI (2020-2021)
OBIETTIVI

Lamore si realizza nella vita di ogni giorno, negli atteggiamenti, nelle azioni; altrimenti è qualcosa di illusorio e diventa solo parole, parole, parole: questo non è l’amore. L’amore è concreto, ogni giorno. Gesù chiede di osservare i suoi comandamenti che si riassumono in questo: «Che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi» (Gv 15,12)”, così Papa Francesco.
Le Case consapevoli di poter essere a servizio della concretezza del Vangelo della Vita intendono far accostare le nuove generazioni al valore ed al rispetto della Vita attraverso l’esperienza concreta presso le proprie strutture.
In questo modo potranno non solo promuovere, ma soprattutto concretizzare un nuovo umanesimo che coinvolge il futuro del Paese: i giovani.

INTERVENTI

  1. PROGETTO: “DI CASA IN CASA A SERVIZIO DELLA VITA”
    Progetto di Volontariato per giovani amanti della vita

Le Case di accoglienza accolgono i giovani del Movimento per la Vita Italiano offrendo: viaggio, vitto, alloggio e formazione per una esperienza di una settimana di volontariato a servizio della vita. Al termine la Casa ospitante trasmette l’esperienza al Movimento per la Vita Italiano e questi rilascia un certificato al fine dell’acquisizione dei crediti formativi scolastici pari a 50h operative + 10 di formazione per un totale di 60h. L’esperienza di volontariato sicuramente creerà entusiasmo nei giovani. A tal proposito il 29 luglio 2018, durante il Seminario Quarenghi avendo ottenuto già preventivamente la disponibilità di alcune case all’accoglienza dei giovani, il progetto è stato presentato a tutti i giovani ed è stato accolto con tanta gioia. Per la realizzazione dello stesso forniremo alcuni strumenti indicativi ed alcune realtà potranno iniziare come apri-pista.

Approfondimenti
Le Case al fine di concretizzare le tre fasi del Progetto triennale intendono vivere due Giornate di approfondimento tematico durante l’anno che preparano il Convegno delle Case, che precederà sempre il Convegno dei Centri di Aiuto alla Vita, e come sta avvenendo già da quest’anno proseguirà con il Convegno Nazionale dei Centri di aiuto alla Vita, come richiesto da più parti.

Gestione del Progetto – Gruppo di Coordinamento Case
Al fine di coordinare al meglio le Case, di progettare insieme e di supportare il lavoro comune si è costituito un gruppo di coordinamento sempre aperto a tutti i responsabili delle Case che vi potranno partecipare.
Il gruppo si è riunito a Roma presso la sede nazionale del MPVI, ha accolto le istanze provenienti dalle Case e il tutto è confluito in questo progetto che è stato approvato in tutte le singole parti. Le riunioni sono avvenute l’8 e il 9 giugno ed il 7 luglio 2018. Progetto che, come già detto, rimane sempre aperto come un grande laboratorio e costituisce nel contempo gli orientamenti che aiutano a camminare insieme.

Verifica
Il Progetto “Casa Prossima Vita” avrà due fasi di verifica in itinere collegate al Convegno annuale delle Case ed una finale

[1] Papa Francesco. Lettera con la quale si concede l’indulgenza in occasione del Giubileo straordinario della misericordia, 1 settembre 2015

 

Progetto Casa Prossima Vita (.pdf)