L’editing genetico: una possibilità, un pericolo Simone E. Tropea

Le scoperte scientifiche e il progresso biotecnologico hanno sempre un carattere ambiguo, perché inevitabilmente rappresentano una possibilità, ma allo stesso tempo comportano tutta una serie di pericoli, legati alla gestione etica che ne viene fatta. Questo è particolarmente vero per quanto riguarda la pratica del cosiddetto “editing genetico”.
La bio-tecnologia CRISPR/CAS9, secondo la denominazione corretta, è infatti uno strumento molecolare che viene utilizzato per “rieditare” e “correggere” il genoma di una cellula. Idealmente si può pensare che si tratti, per così dire, di una sorta di forbici molecolari, capaci di intervenire sul DNA modificandone la sequenza. CRISPR è un acronimo, che sta per: Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats, traducibile con brevi ripetizioni palindrome raggruppate e separate a intervalli regolari. Mentre Cas9 è il nome di una serie di proteine, così chiamate proprio perché associate al CRISPR (CRISPR associated sistem). Francisco Mojica, dell’Università di Alicante (Spagna), fu colui che propose l’acronimo, e soprattutto fu colui che fece questa incredibile scoperta studiando il batterio dello Streptococcus pyogenes, nel 1987.
Ricerca che lo portò alla scoperta di alcuni enzimi che giocano un ruolo chiave per la vita di certi batteri, in quanto li difendono dalle infezioni virali. Si tratta di enzimi capaci di distinguere tra il materiale genetico del batterio e quello del virus, i quali, una volta fatta la distinzione, servono a distruggere il materiale genetico del virus, creando un vero e proprio sistema immune dall’attacco dei virus. Questa scoperta, integrata nell’ingegneria genetica, ha determinato una rivoluzione bio-tecnologica dalle fortissime implicazioni etiche.
Stiamo seguendo con attenzione questa biotecnologia, perché, come scrivevamo in un numero precedente di “Si alla Vita”, in sostanza, utilizzando le proteine Cas, siamo capaci di prendere una piccola parte di DNA, modificarlo ed integrarlo nell’insieme delle sequenze CRISPR In modo tale da “disattivare”, intenzionalmente, il materiale genetico indesiderato. Se fin da subito era stato scartato un suo possibile utilizzo nelle cellule del tessuto germinale, incluso negli embrioni procedenti da fecondazione in vitro, nei quali ancora non si sono differenziati i tessuti, la situazione ora non è più così chiaramente definita, da quando in Cina, questo limite etico minimo è stato pacificamente trasgredito[1].
Tanto che a Marzo di quest’anno, Luigi Naldini, l’unico italiano ad aver fatto parte del gruppo di esperti internazionali, incaricati di tracciare le linee guida sull’uso dell’editing genetico[2], ha firmato insieme ad altri numerosi e stimati scienziati, una moratoria per un controllo più stretto sull’utilizzo sperimentale della tecnologia:
“L’editing genetico – dice Naldini- rappresenta indubbiamente una grande promessa della medicina del futuro, l’evoluzione naturale della terapia genica attuale, ma c’è ancora da studiare per affinarlo in termini di sicurezza ed efficacia.
Per quanto poi riguarda l’applicazione in ambito terapeutico, se da una parte non ci sono dubbi nello sperimentarne l’impiego in individui affetti da gravi malattie quali quelle genetiche, certi tumori o la stessa AIDS, diverso è pensare di applicarlo alle cellule germinali prima della nascita, apportando modifiche trasmissibili anche alle generazioni successive.
La riflessione su dove mettere i limiti, su fin dove sia lecito spingersi, è delicata e non può essere appannaggio della sola comunità scientifica, ma della società intera, alla luce di un dibattito aperto e costruttivo”[3].
Questo appello rivolto alla comunità scientifica auspica la creazione di un osservatorio globale che si occupi di “monitorare” l’uso proprio e improprio della tecnica in questione.
Seguiremo con attenzione gli echi di questo appello.

[1] http://www.siallavitaweb.it/2019/03/31/luso-degli-embrioni-umani-e-le- problematiche-bioetiche-del-crispr-cas9/

[2] https://www.osservatoriomalattierare.it/attualita/11931-gene-editing-arrivano- le-prime-linee-guida-internazionali

[3] https://www.osservatoriomalattierare.it/crispr-e-l-editing-genomico-per– le-malattie-rare/14569-l-appello-degli-scienziati-su-nature-stop-alla-sperimentazione-clinica-dell-editing-genetico-su-gameti-ed-embrioni-umani