Mozione conclusiva Seminario – 11 luglio 2019

Il Servizio Sanitario verso la “cultura dello scarto” dopo l’ordinanza 207/18 della Corte costituzionale pro-eutanasia?
Ospedali pro morte? Scongiurare subito il pericolo di meno vita per tutti.

Oltre trenta associazioni no profit, molte delle quali impegnate sul fronte socio sanitario, si sono riunite a Roma, nella sala Apollo del Palazzo Maffei Marescotti, l’11 luglio 2019, per un confronto anche con esponenti dei gruppi parlamentari e del Governo, a seguito dell’ordinanza della Corte Costituzionale n. 207/2018, con la quale è stato indicato al Parlamento il termine del 24 settembre 2019 al fine di modificare la norma sull’aiuto al suicidio (art. 580 cod. pen.). Nell’imminenza dell’esame parlamentare a seguito di tale “sollecitazione”, visti i progetti di legge all’esame delle competenti Commissioni di Camera e Senato, nonché condividendo pienamente il comunicato della Conferenza Episcopale Italiana del 10 luglio 2019 sul documento del tavolo di lavoro “Vita e famiglia” presso la stessa CEI, pongono all’attenzione dei deputati e dei senatori le seguenti sintetiche note.

1.SUL METODO
Assegnare al Parlamento i compiti da adempiere, e perfino il tempo entro cui svolgerli non sembra corrispondere a quella “leale e dialettica collaborazione istituzionale” cui pure la Corte costituzionale afferma di ispirarsi nell’ordinanza, tanto più che la lunghezza e l’articolazione di stessa assumono la struttura e la sostanza di una sentenza già annunciata (rectius minacciata). Auspichiamo che le Camere svolgano senza condizionamenti, né di contenuti, né di tempo, il mandato popolare a legiferare, che in uno Stato democratico hanno l’obbligo di esercitare in piena libertà

2.ANCORA SUL METODO
La prima decisione che va assunta  è se la legge debba disciplinare l’intera esistenza umana, inclusi e nel dettaglio i momenti “ultimi” della vita, quando sussistono norme chiare di carattere generale, persino contenute in convenzioni internazionali, e quando i codici deontologici, in primis quelli del medico, permettono di orientarsi nei casi più difficili e controversi. Ben potrebbe il  Parlamento richiamare – con un atto formale ed esplicito in risposta alla Consulta – la propria autonomia legislativa anche in tale auspicata direzione.

3. UN APPELLO
Se invece il Parlamento ritenesse di intraprendere la strada della modifica legislativa, le forze politiche dovrebbero almeno riconoscere che disciplinare la vita e la morte è questione da inserire in un dibattito ampio e consapevole. La stessa recente legge 219/17 sul c.d. “biotestamento”, seppur errata in molti punti tanto da aver persino negato l’imprescindibile diritto all’obiezione di coscienza, ha comunque avuto bisogno di ben venti mesi di serrati lavori parlamentari (da febbraio 2016 a dicembre 2017): chiediamo pertanto a tutti i parlamentari che il tema sia approfondito nei tempi che necessita, senza compressioni.

4. NEL MERITO
Siamo motivatamente e decisamente contrari a qualsiasi normativa che introduca l’eutanasia. Una legge eutanasica sarebbe in contrasto “con la verità e il bene delle persone” (Evangelium vitae, 1995), ennesimo esito di una antropologia ideologica che pretende di affermare un uomo “solo”, “liberato” dal desiderio di Altro da sé come dai legami più cari che lo costituiscono, impossibile misura assoluta e autoreferenziale della realtà. Ma che finirebbe, poi, col far dipendere il valore di ciascuno non dalla sua irripetibile esistenza, bensì dalla “qualità” del vivere e dalla sua “utilità” sociale, introducendo il parametro di un possibile “costo” troppo elevato per alcune situazioni di fragilità, come nella malattia, nella disabilità, nelle età senili e minorili. Così, il valore della vita non sarebbe più fondamentale in sé stesso, ma relativo, in opposizione alla tradizione occidentale e italiana.
Se poi tale scopo eutanasico venisse posto come onere del Servizio Sanitario Nazionale verrebbe gravemente alterata la sin qui strutturale attitudine delle istituzioni a difendere la vita soprattutto quando é più debole, cosicché sarà tutelata di meno la vita di tutti! Oggettivamente si introduce un rischio di minor cura per tutti!
In altri termini, accadrebbe quel che temeva Dame Cecily Saunders, geniale fondatrice degli hospice: “il vero pericolo non è solo che l’eutanasia aumenterebbe la paura; introdurre una legge a proposito toglierebbe soprattutto la terra sotto i piedi a un gran numero di persone vulnerabili, che molto facilmente penserebbero:
«Ho il diritto di abbreviare la mia vita, e dunque ora ho il dovere di farlo, perché sono un peso per altri, e la mia vita come parte della società è ormai priva di valore». Sono davvero convinta che dobbiamo dire alle persone che hanno un valore perché ci sono, e che avranno un valore fino all’ultimo istante della loro vita. E che faremo di tutto per rendere la loro vita quanto migliore possibile”

5. SI AL RAFFORZAMENTO DELLE CURE PALLIATIVE.
Auspichiamo, invece, che il Parlamento e il Governo raccolgano l’occasione fornita dall’ordinanza in commento della Consulta per rafforzare, doverosamente, le cure palliative, in quanto la legge n. 38/2010 che  le regola è stata poco sostenuta finanziariamente, e ancor meno applicata.

6. NO A MODIFICHE DELL’ ART. 580 DEL CODICE PENALE CHE INTRODUCANO IPOTESI DI NON PUNIBILITÀ.
La nettezza del giudizio a favore della sacralità della vita comporta la contrarietà a ogni forma di depenalizzazione; l’invito della Corte costituzionale può essere raccolto – come ipotizzato in alcune proposte di legge – al più solo nel senso di articolare la pena dell’art. 580 del Codice penale sull’aiuto al suicidio con l’attenuazione della sanzione solo a fronte di circostanze concrete ben definite e ragionevoli e individuando a tal fine quale soggetto attivo chi conviva stabilmente con il malato, nonché precisando tipologie di condizioni quali il grave turbamento determinato dalla sofferenza altrui che interessa l’autore del fatto.
Confermiamo la disponibilità agli esponenti del Parlamento perché questo dialogo prosegua nel reciproco arricchimento, animati dal desiderio di servire la centralità di ogni singola persona.
Camminiamo con la Conferenza Episcopale Italiana verso la giornata di lavoro su questi temi indetta per l’11 settembre 2019.

Roma, 11 luglio 2019

 

ASSOCIAZIONI ADERENTI

ALEF – Associazione Liberi e Forti, ALLEANZA CATTOLICA, Associazione I cammini di Francesco, Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici, Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, Associazione Ai.Bi. Amici dei Bambini, Associazione Nazionale FAMIGLIE NUMEROSE, Associazione Nonni 2.0, Associazione Steadfast Onlus, Associazione RISVEGLIO, Associazione TRA NOI, Centro Studi Rosario LIVATINO, Collactio-orientecristiano, Comunitá Papà Giovanni XXIII, Cuore azzurro, L’albero, COSTRUIRE INSIEME, Comitato Difendiamo i nostri figli, Etica & Democrazia, ESSERCI, Forum delle Associazioni Sociosanitarie, MCL – Movimento Cristiano Lavoratori, Medicina e Persona, MOIGE-Movimento Italiano Genitori, Movimento per la VITA, Movimento PER: Politica Etica Responsabilità, Politicainsieme, Osservatorio parlamentare “VERA LEX?”, Rete Popolare, Società Italiana di Bioetica e Comitati Etici, UCID comitato scientifico, Unione Farmacisti Cattolici Italiani, Vivere Salendo

 

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