“Il corpo della madre” di Elisabetta Pittino

“Il corpo della madre. Per una bioetica della maternità” di Marianna Gensabella Furnari, docente di Filosofia morale e di Bioetica ed etica della Comunicazione presso l’Universitá degli studi di Messina, edito da Rubbettino, è un libro da leggere perché ripercorre il significato filosofico, etico e bioetico della maternità.
“L’abbraccio della madre” durante i 9 mesi della gravidanza, a partire dal primo momento di vita del figlio, cioè dal concepimento, è “fondamento ontologico dell’umana solidarietà”.
Lo stare cuore a cuore di due esseri umani, donna-madre e figlio/a è una “relazione originaria, unica” in cui entrambi “vivono una relazione tra unità e dualità”, “la più intima delle relazioni d’amore”.
Un percorso intenso di 125 pagine, che appassiona il lettore perché spiega da dove veniamo.
È l’abbraccio dei 9 mesi il fondamento di quella che l’autrice chiama l’etica della maternità. Da qui la Gensabella parte per riscoprire il significato della maternità stessa, necessario per affrontare e rispondere e quindi disporsi nei confronti delle “nuove vie” della procreazione (Pma, maternità surrogata) che “spezzano in due o più parti la maternità”. Le risposte non sono scontate e a volte generano domande, guidate da “un unico principio dal duplice volto” quello dei figlio e quello della madre.
L’etica della maternità è un’etica dell’ospitalità, radicata in ogni “nato di donna”, ed è “un seme” che ogni donna, madre reale o possibile, porta dentro di sé. Riportare “ il desiderio di dar vita alla vita” è un po’ la missione relazionale e comunicativa che la donna di oggi si trova ad avere.
La donna come voce nella polis perché tutti veniamo riconosciuti per quello che siamo, “nati di donna, figli, … chiamati al mondo e, come tali, soggetti di diritti, oggetti solo di cura e di responsabilità”.

 

“Il corpo della madre” (.pdf)