L’Unità per la Vita, insieme per fare la differenza di Massimo Magliocchetti

L’11 settembre si è tenuto l’importante convegno dal titolo “Eutanasia e suicidio assistito. Quale dignità della morte e del morire?”, organizzato dal Tavolo Famiglia & Vita della Conferenza Episcopale Italiana. Al centro dell’evento sono state le preziose parole contenute nel discorso del Presidente Card. Gualtiero Bassetti, il quale ha fermamente ribadito che l’approvazione del suicidio assistito nel nostro Paese aprirebbe «un’autentica voragine dal punto di vista legislativo, ponendosi in contrasto con la stessa Costituzione italiana, secondo la quale ‘la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo il primo dei quali è il diritto alla vita.
Tale contrasto segnerebbe dal punto di vista giuridico un passaggio irreversibile con enormi conseguenze sul piano sociale.
Il convegno ha ricevuto anche il saluto della Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che nel suo messaggio ha precisato che eutanasia e suicidio assistito sono «questioni di particolare complessità e delicatezza, che interrogano direttamente le nostre coscienze e che richiedono di essere approfondite con serenità, capacità di ascolto e grande senso di responsabilità».
Il presidente del Forum delle associazioni familiari Gigi De Palo, aprendo i lavori ha ricordato che occorre avvicinarsi in punta di piedi al dolore delle persone. Più che di una legge sull’eutanasia abbiamo bisogno di avviare percorsi che ci aiutino a confrontarsi sul senso della vita
Ogni vita è degna se c’è qualcuno che la ama». Un appello «a tutti coloro che vorranno unirsi per costruire una società solidale in cui tutte le vite sono degne di essere vissute» è stato lanciato da Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici. Lo psichiatra ha precisato che «questo evento non è contro o a favore di qualcuno. La domanda di fondo è se vogliamo assumere una posizione che consenta alla donna e all’uomo di oggi di esercitare il diritto costituzionale al benessere».
Una analisi giuridica della questione è stata proposta da Alberto Gambino, Presidente nazionale di Scienza & Vita, il quale ha spiegato che la Corte costituzionale «con grande onestà intellettuale ha già anticipato quanto scriverà, ma ha dato dieci mesi al Parlamento per disciplinare questa materia. Ha già dichiarato come deciderà se non ci sarà un intervento del Parlamento». Infatti, se non arriverà un segnale dalle istituzioni democratiche il finale sembrerebbe già scritto: l’art 580 del codice penale verrà dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui pretende essere reato l’aiuto a suicidarsi di un soggetto affetto da una patologia irreversibile, con sofferenze intollerabili, capace di prendere decisioni libere e consapevoli».
All’evento hanno partecipato delegazioni di oltre settanta associazioni del mondo prolife e profamily, esponenti di ogni partito e autorevoli personaggi del mondo accademico. Sono intervenute ciascuna portando la loro testimonianza, moderate dalla Presidente del Movimento per la Vita Marina Casini Bandini.
Un momento di unità che ha permesso di alzare una voce chiara e netta: «no all’eutanasia e al suicidio assistito» e un «sì alle cure palliative e all’accompagnamento del morente». Perché anche il malato inguaribile è sempre curabile. In altre parole, la dignità non si ammala e va difesa da soluzioni semplici a problemi complessi.