A letto del malato: una storia vera di Don Cristian Catacchio, Direttore ufficio diocesano Pastorale della Salute della Diocesi di Taranto

Avevo iniziato il mio servizio come Cappellano in ospedale e in una delle prime notti in cui ero di turno, giravo per i reparti, quando nel reparto di chirurgia generale, incontrai un ragazzo Giorgio (nome di fantasia) che era affacciato a un balconcino nel corridoio del reparto. Dopo un breve saluto, mi fermai a scambiare due chiacchiere con lui, era in attesa di un intervento abbastanza delicato che avrebbe dovuto subire la mattina seguente. Incominciamo a chiacchierare. In poco tempo mi raccontò di tutta la sua esperienza e di come la malattia lo avesse isolato dal resto del mondo. Si sentiva solo e abbandonato, per colpa della malattia che aveva segnato profondamente tutta la sua esistenza. Di colpo senza rendercene conto era passata l’intera notte e già si intravedevano le prime luci dell’alba e ci salutammo. Un po’ di tempo dopo Giorgio venne a trovarmi in parrocchia; non lo riconobbi subito ma quando incominciò a parlarmi mi ricordai di lui. […] In un primo momento io non capii quello che voleva dire e il motivo per cui mi stesse ringraziando, d’un tratto mi riportò alla memoria quella notte in ospedale e mi confessò che quella sera era preso da grande disperazione ed era vicino a quella finestra, perché aveva intenzione di porre fine alla sua vita; fino a quel momento era stato per lui solo sofferenza e angoscia. Mi disse che il mio averlo ascoltato e accolto, anche se per poco tempo, lo aveva cambiato. Ora Giorgio ha famiglia, una bella figlia e non smette di ringraziare il Signore per l’opportunità nella vita che ha ricevuto.

 

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