Cardinale John Henry Newman di Simone E. Tropea

Papa Francesco ha recentemente canonizzato il grande cardinale inglese John Henry Newman. Questo figlio spirituale di san Filippo Neri, nato anglicano, ma morto arcivescovo romano, viene considerato da alcuni il più grande pensatore cattolico della contemporaneità. La sua biografia e la lucidità del suo pensiero rappresentano due fari capaci di rischiarare anche la più cupa, arrogante, irrazionalità elevata a norma. Filosofo straordinario ebbe come massima preoccupazione la giustificazione e la retta comprensione del contenuto e della forme di quel mistero che racchiude la particolarità dell’essere umano, in merito alla sua relazione con il mondo dei fatti e delle scelte che in esso è chiamato a compiere: la coscienza. Particolarità che è facoltà di scorgere la “Verità” delle cose, al di là dei comodi compromessi con le interpretazioni arbitrarie della realtà, che elaboriamo continuamente, finalizzate tutte a giustificare scelte egocentriche ed autoreferenziali. Ogni scelta egocentrica infatti, è in realtà una scelta profondamente radicata nella paura. Solo la paura spiega l’aborto, l’eutanasia, e quelle opzioni che producono morte e distruggono, innanzitutto, chi le compie.
La fiducia e la fedeltà ad una coscienza che non è “visione soggettiva della realtà”, ma, secondo Newman, “il primo vicario di Cristo”, porta invece a ri-conoscere continuamente il valore della Vita e soprattutto della Vita minacciata, perchè sempre porta ad incontrare “Cristo”, cioè il paradigma della relazione assoluta, in ogni attesa o inattesa esperienza di incontro con l’alterità che è il luogo della relazione possibile ma spesso, purtroppo, negata. La vita negata, secondo Newman, è la relazione negata, è l’incontro negato, ed è quindi la coscienza negata.
La coscienza è il veicolo dell’incontro, e l’incontro, la relazione, sono per Newman il contenuto fondamentale di questa esperienza che è l’esistenza.
Cosa dice a noi amanti della Vita il pensiero e la figura di san John Henry Newman?
Ci ricorda che quando parliamo di Coscienza, stiamo parliamo di quella facoltà della vita umana che sempre difende e custodisce la vita umana stessa, riconoscendo nell’incontro, nell’accoglienza della vita, il suo fine. La canonizzazione di questo pensatore è un invito a riflettere profondamente sulle ragioni della nostra difesa della vita, che è difesa del suo senso, difesa del senso della nostra stessa vita.

 

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