Eutanasia e incuria. Quali relazioni? di Simone E. Tropea

Donald Driver, un pensionato di 84 anni, è morto nel corridoio del pronto soccorso del Coventry University Hospital. Una storia di malasanità come tante, si potrebbe pensare, eppure questa storia è particolarmente importante perchè può portarci a comprendere quale grande insidia si nasconde dietro la depenalizzazione dell’eutanasia. Stando al racconto di sua figlia, l’anziano, era stato ricoverato per forti dolori allo stomaco. Nonostante si sia lamentato ininterrottamente per sei ore, è stato solo dopo essere caduto dalla barella che i medici gli hanno prestato attenzione. Un’attenzione del tutto inutile dal momento che il paziente è deceduto qualche istante dopo. Donald Driver è solo un caso tra tutti i casi di anziani lasciati morire negli ospedali di quei paesi in cui non è più consuetudine prendersi cura dei pazienti che rappresentano solo una spesa in più nel bilancio della sanità. Dopo che la Gran   Bretagna ha definitivamente stabilito che per procedere con la sospensione degli alimenti ai malati in situazioni critiche, basti l’ok dei medici e dei famigliari, si va inevitabilmente verificando l’abuso prevedibile.
Chi non può pagare, chi costa troppo, chi tutto sommato e meglio che vada perchè ha fatto il suo tempo, viene semplicemente lasciato morire.
Uno scenario che ci rattrista infinitamente e che non vorremmo si verificasse mai nel nostro paese.

 

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