Lettera al Popolo della Vita di Marina Casini Bandini, Presidente Nazionale Movimento per la Vita Italiano

Carissimi
questa lettera è scritta “al volo” come si dice, in chiusura del presente numero di Sì alla Vita web, all’indomani della liturgia di commiato al nostro amato Roberto Bennati. Siamo ancora tutti scossi, attoniti.
Improvvisamente, silenziosamente Roberto Bennati ha lasciato questa vita. Ma – certo – non ha lasciato la sua sposa Maria, una vita condivisa insieme; non ha lasciato i suoi figli – Andrea, Chiara, Francesca, Simone –; non ha lasciato i suoi nipotini – Agnese, Pietro, Samuele -; non ha lasciato la sua mamma, la signora Ilda Chiassarini; non ha lasciato il Movimento per la Vita. La Fede che ci sorregge di fronte alla morte, sommo enigma della condizione umana, ci dona un gioioso annuncio: «Dio non si è rassegnato al fallimento della sua creatura: nel Figlio suo, incarnato, morto e risorto, Egli torna ad aprire il cuore dell’uomo alla speranza». (Paolo VI, Omelia, mercoledì delle Ceneri, 8 febbraio 1978). Gesù è Risorto. È il Risorto. E ogni uomo, ciascuno personalmente, è destinatario di questa promessa di Resurrezione: siamo fatti per la Vita, per l’Amore infinito.
Per questo possiamo pregare così: Padre nostro che sei Amore e che perciò hai un rapporto di paternità personale con Roberto, Maria, aurora del mondo nuovo e madre dei viventi e quindi madre personale anche di Roberto, Gesù che hai detto «lasciate che i bambini vengano a me», noi – che abbiamo conosciuto Roberto impegnato con convinzione e dedizione nel Movimento per la Vita per accogliere amorevolmente i bambini non ancora nati e le loro madri – vi preghiamo: accogliete Roberto nella gioia infinita del vostro amore e fate in modo che egli resti vicino a noi per aiutarci a diffondere il Vangelo della vita secondo le parole della preghiera “A Maria Aurora del mondo nuovo” che Roberto amava tanto. Chi lo ha conosciuto, come amico, professore, collega, consulente, ingegnere, volontario, uomo politico, ne ha apprezzato, la pacatezza, la cortesia, l’intelligenza, l’equilibrio, l’umorismo, la precisione, la capacità di relazione, l’umiltà, l’onestà. Una volontà ferma in difesa della vita nascente; ci ha regalato storie, sogni, speranze, esperienze positive di sostegno alla fragilità. Ciascuno di noi custodisce nel cuore ricordi di lui e di momenti vissuti insieme. Un testimone, insomma. Uno che ci credeva davvero.
E profondamente credente lo era, Roberto. Una fede solida e profonda, il cui primo seme risale al legame con il nonno materno, Giuseppe Chiassarini, uomo pio, devoto a Santa Rosa da Viterbo, la quotidiana Santa Messa. Una fede vissuta nella frequentazione della Parrocchia di Santa Maria della Verità, nella partecipazione ai gruppi di Azione Cattolica, nell’impegno civile alla luce della Dottrina sociale della Chiesa. La madre lo “stuzzicava” chiedendogli: “ma vuoi farti prete?”. La vocazione di Roberto era un’altra: Maria Fanti. Si conoscono nel 1969, durante il primo anno di università di Roberto allora giovane studente della Facoltà di Ingegneria. Da quel momento Roberto e Maria hanno continuato a camminare insieme, sempre, all’insegna di una comunione totale di vita. Si sposano il 30 agosto 1975, fondando la loro casa spirituale sulla “roccia”. Poi, a ruota nascono Andrea  (1977), Chiara (1981), Francesca (1984), Simone (1987). Una bella e unita famiglia. Alla base ci sono il Rosario, letture sulla vita dei Santi, la Santa Messa, momenti di preghiera personale, familiare, comunitaria.
Un momento molto importante della vita di Roberto e di Maria è la “battaglia” per difendere i bambini nel grembo delle loro madri dall’aborto e da una cultura che ne calpesta il diritto alla vita. Nel 1980 conoscono il Movimento per la Vita e la realtà dei CAV e ne condividono obiettivi e ideali. Durante un campo estivo di formazione della Comunità di San Murialdo, ad Aprica (Sondrio), iniziano ad attivarsi per raccogliere le firme per il referendum abrogativo della legge 194. Generosi nel dedicare tempo ed energie a favore di questa mobilitazione, diventeranno convinti paladini della vita nascente. Nel 1981 un altro incontro importante: quello con i coniugi Billings e il mondo dei metodi di regolazione naturale della fertilità. Da allora per Roberto e Maria Bennati, la strada “del” e “nel” Movimento per la Vita è segnata: un impegno sempre crescente, sia a livello locale che a livello nazionale, li porterà ad essere, insieme, un pilastro del Movimento. Anche l’impegno di Roberto in politica era animato dal suo amore per la vita. Al contempo, tanta cura verso la famiglia, in particolare verso i figli, sostenuti in tutto: educazione religiosa e morale, studio e formazione culturale…
A Roberto il Movimento per la Vita deve molto: idee; realizzazione di corsi di formazione e di aggiornamento; iniziative di vario tipo riguardanti la famiglia, la vita, la bioetica; coordinamento efficiente e brillante delle Case di Accoglienza; “tenuta” salda di FederVita Lazio di cui Roberto era validissimo Presidente; costruttiva e operosa partecipazione alle decisioni relative alla “linea” del Movimento per la Vita Italiano di cui era membro della Giunta e Vice-Presidente.
Grazie, Roberto!

 

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