L’ideologia abortista e la realtà dei fatti. Il caso irlandese di Simone E. Tropea

Il presidente irlandese Leo Varadkar, un medico, è il premier liberale che è stato in grado di trasformare l’assetto etico- politico del suo paese, depenalizzando l’aborto attraverso un referendum, consuetudine ormai consolidata dopo il referendum del 2015 che aveva già portato alla legalizzazione del matrimonio omosessuale. Per far questo, il 25 maggio 2018 ha chiamato alle urne gli irlandesi, con lo scopo di abrogare l’ottavo emendamento della costituzione irlandese del 1983, nel quale si riconosceva al feto lo statuto di “cittadino”.
L’Irlanda era considerata uno dei paesi più conservatori dell’Europa, e questo probabilmente grazie anche alla forza e al radicamento di una solida tradizione cattolica. Tuttavia ad oggi la situazione è radicalmente cambiata.
Eppure c’è un dato che continua ad attirare la nostra attenzione. Cioè il fatto che nonostante i movimenti ultra- femministi radicali e quelli pro-aborto abbiano portato avanti una campagna mediatica ed una pressione politica che alla fine ha dato, purtroppo, i suoi frutti, l’Irlanda continua ad essere il paese europeo con il più alto tasso di natalità.
Questo elemento ci aiuta a riconoscere quanto il tessuto sociale irlandese sia ancora forte.
Ad indicare un divorzio netto e patente tra la vita e l’ideologia. Ci auguriamo che i fatti, che comunque trascendono le leggi, siano sempre e ancora dalla parte della Vita, anche in Irlanda.