Papà. Niente di più semplice, nulla di più essenziale di Irene Pivetta

“Fare un’anima” è il titolo del monologo che il comico Giacomo Poretti ha portato nei teatri del Nord Italia nei mesi scorsi: la sua riflessione sulla bellezza e il mistero della paternità scaturisce dalle parole di un sacerdote che gli fa visita pochi giorni dopo la nascita del figlio Emanuele e che dice ai novelli genitori “Avete fatto un corpo, ora fategli un’anima”. In poche parole, la missione di una vita intera, per ogni madre, per ciascun padre.
La rilevanza del ruolo educativo paterno, in particolare, risulta decisiva per quanto riguarda il rapporto del figlio col mondo esterno all’ambiente familiare: in una complementare e vitale condivisione, se la madre dà alla luce il figlio, il padre lo “mette al mondo”. Eppure, negli ultimi anni, la figura del padre sembra attraversare una crisi che produce conseguenze negative sul piano educativo, psicologico e valoriale; pertanto, risulta davvero urgente recuperare e rivitalizzare il significato e l’importanza, irrinunciabile, di questo ruolo.
Da queste considerazioni prende le mosse il tema della XXXIII edizione del Premio Internazionale Alessio Solinas, intitolato quest’anno: “Papà! Nulla di più semplice, niente di più essenziale”. L’invito a partecipare, attraverso i loro pensieri, i racconti della loro vita, le loro emozioni, è rivolto a tutti gli studenti delle scuole superiori e delle Università di tutta Italia. All’interno del dossier che accompagna il lancio del concorso per l’anno scolastico e accademico 2019/2020, trovano posto tre differenti spunti di riflessione: un primo intervento di carattere generale, che indaga l’eclissi contemporanea di questa figura, in opposizione alla sua naturale e sempiterna centralità nella storia dell’uomo; una testimonianza diretta: un padre di famiglia che racconta le gioie e le sfide della paternità, le sfumature più autentiche e concrete del nome “papà”.
Infine, lo spunto centrale che esplora il protagonismo del padre anche in ambito di vita nascente. Infatti, quando si nominano gravidanza, maternità e inizio vita subito si materializza in mente la sola immagine di una donna: vorremmo suggerire che invece tutte e tre queste parole devono necessariamente allargare la visione e comprendere nell’orizzonte anche un uomo, anzi un papà. Vorremmo riflettere insieme ai giovani partecipanti su quanto sia fondamentale che quei momenti prevedano il coinvolgimento totale del papà, anche nel tempo della gravidanza, su quanto il sì alla vita di un uomo non sia (e non dovrebbe esserlo nemmeno per legge) secondario a quello della donna.
Il dossier sarà consultabile online a partire dai primi giorni di ottobre, nel sito www.prolife.it; per chiedere chiarimenti invece, è possibile scrivere una mail all’indirizzo

info@concorsoeuropeo.org

Mentre prende avvio la nuova edizione del Premio, la scorsa giunge al termine con la realizzazione dei viaggi-premio: i vincitori nazionali delle scuole superiori raggiungeranno la città di Strasburgo a fine novembre e visiteranno il Parlamento Europeo; il primo classificato della sezione universitari partirà per Seattle nel mese di aprile, alla scoperta della conferenza annuale di Heartbeat International.
Il mio grazie, immancabile e instancabile, ai tantissimi volontari delle regioni d’Italia che si spendono con passione e dedizione per la promozione del concorso: grazie per la fiducia che riservate alle giovani generazioni, per la vostra tenace volontà di condividere anche insieme a loro questa missione gioiosa che è la difesa della Vita, dal concepimento fino alla morte naturale, sempre.

 

Papà. Niente di più semplice, nulla di più essenziale (.pdf)