Vita e futuro con le Case di Accoglienza del MpVI di Don Francesco Coluccia, Coordinatore Nazionale delle Case di accoglienza del MpVI

Le Case di accoglienza sono parte integrante e fondamentale della cultura della vita e fanno parte del Movimento per la Vita Italiano in un’unica grande famiglia. Tale prerogativa traccia un cammino unitario che le accomuna nell’unico obiettivo di servire la vita. Il prossimo passo che le Case si accingono a vivere insieme è la riflessione che nascerà all’interno del Meeting pre- congressuale del 14-15 novembre 2019 a Montesilvano (PE) e che precederà il Convegno Nazionale dei CAV. L’attenzione nella prima giornata sarà posta sulla Famiglia quale possibile soggetto capace di interagire con un’altra famiglia al fine di abilitarla a superare difficoltà ed ostacoli per riprendere il proprio cammino. Stili di vita egoistici non permettono di vedere oltre, di accorgersi delle reali necessità dell’altro. Si diventa spesso indifferenti nei confronti del mondo circostante, soprattutto dei più poveri. Per un orientamento antropologico, le Case intendono farsi promotrici di un nuovo modo di guardare le situazioni accostandosi ad esse per farsene carico. L’idea di base è semplice: una famiglia affianca un’altra famiglia in situazione di criticità temporanea ed entrambe si impegnano, con la definizione di un patto, a camminare insieme per un periodo di tempo definito.
Tutti i componenti di entrambi i nuclei vengono coinvolti in questo cammino, portando un contributo diverso a seconda del ruolo ricoperto in famiglia ed in ragione dell’età, della professione, delle inclinazioni: ad esempio, i bambini aiutano i coetanei a fare i compiti, il papà si mette a disposizione per piccoli lavori di manutenzione, una mamma aiuta l’altra nella spesa o nell’accompagnamento dei figli a scuola; gesti concreti e quotidiani, ma anche attività da svolgersi nel tempo libero, come partecipare insieme a cene, gite, feste. In questo modo, un sistema familiare interagisce con un altro sistema familiare in una relazione in cui ciascuno non resta “a casa sua”, ma apre le porte per “lasciar entrare” l’altro a condividere un percorso fatto di parità, reciprocità e fiducia. L’intento è quello di abilitare famiglie che si mettano a servizio di altre famiglie, soprattutto nella fase della dimissione della donna e del bambino dalla struttura, per facilitare al meglio il loro reinserimento nel tessuto sociale ed avere un supporto costante, continuativo e permanente nel tempo, garanzia di sostenibilità e futuro. La riflessione avrà una parte teorica ed una pratica con l’apporto dell’esperienze dirette di alcune Case che stanno sperimentando queste possibilità di vita. Nella seconda giornata l’attenzione sarà posta sul lavoro che, come sappiamo, nobilita l’uomo e lo aiuta ad essere. Le Case sentono la necessità di avviare percorsi di orientamento al lavoro in cui si evidenzino i requisiti per immettere le mamme in una condizione lavorativa che permetta loro di continuare a vivere con dignità. Il coordinamento delle Case di Accoglienza intende avviare percorsi di orientamento al lavoro promuovendo i requisiti minimi pre- lavorativi per le donne-mamme ospiti presso le proprie strutture al fine di avviare un loro inserimento lavorativo e sociale dando reale dignità al proprio futuro. Anche per questa giornata si avrà una parte teorica in cui alcuni operatori scelti all’interno delle Case saranno abilitati ad ascoltare, scorgere talenti, scoprire capacità, individuare percorsi di crescita professionale e attraverso una parte pratica impareranno a stilare un curriculum vitae facendo avvicinare la domanda di lavoro delle ospiti all’offerta lavorativa delle aziende.
Il Meeting concretizza la seconda Fase del Progetto unitario “Casa Prossima Vita”, che sta guidando il cammino delle Case con l’attuazione dei Progetti “Ti tendo una mano” e “Vivo con dignità”, l’uno riguardante la proposta di una famiglia che accompagna un’altra famiglia e l’altro avente come oggetto l’orientamento al lavoro. Per ciascuno di essi verranno offerte, al termine del Meeting, delle indicazioni pratiche da sviluppare all’interno delle rispettive strutture sparse in tutta Italia. Il pre-congresso avrà il suo prosieguo nel Convegno Nazionale CAV nei gruppi di confronto e workshop formativi con il focus su: “Da mamma accolta a mamma accogliente; esperienze di donne che diventano operatrici CAV-Case e Volontari che le accompagnano”. La comunicazione di queste esperienze, rende visibile lo sforzo delle Case di dare dignità alle donne ospiti promuovendo un reale cambiamento di vita. Giornate intense in cui esperti ed esperienze in atto e a confronto diventano il volano per dare vita al futuro guardando insieme lontano.

 

Vita e futuro con le Case di Accoglienza del MpVI (.pdf)