1° Novembre in preghiera per i bimbi mai nati di Paola Dalmonte, Daniela Giorgis e Miriam Granito, Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII

Eventi in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte

La Comunità Papa Giovanni XXIII, anche quest’anno, ha organizzato in diversi cimiteri in occasione della festa dei Santi e dei defunti, delle preghiere o delle messe celebrate da alcuni vescovi, in ricordo dei bimbi non nati, morti per cause naturali o vittime dell’aborto volontario, delle tecniche di fecondazione artificiale, dei contraccettivi abortivi, delle pillole del giorno dopo e del mese dopo.
Da molti anni viene proposto questo momento di preghiera: lo stesso Don Oreste Benzi,  fondatore della Comunità, teneva molto a questo momento e proprio il primo novembre del 2007 era atteso per la celebrazione quando gli fu impedito di partecipare per motivi di salute che ne causarono la salita al cielo. Perdere una figlia, un figlio è certamente uno dei dolori più grandi che si possano provare.
Ci sono vite che, magari ancor prima di essere generate, regalano tanta gioia, perché attese, desiderate e, allo stesso tempo, portano tanto dolore, perché perdute precocemente.
Non importa quale sia stato il motivo e nemmeno se sia stato un evento luttuoso, naturale o procurato. C’è bisogno di Con-solazione, di dar voce ai tanti genitori, nonni, fratelli che nel cuore hanno l‘immagine di un viso forse mai visto per via di una vita che è stata così breve da stare dentro ai pochi battiti di un cuore che nessuno ha mai potuto ascoltare.
Questa esperienza dolorosa può associarsi a complicanze psico-relazionali, perché appare come un dolore non motivato, non giustificato specie nei casi in cui, a monte, ci sono state scelte precise e per questo, da tempo, è diventata oggetto di studio per i corsi di laurea in psicologia e psichiatria.
In ogni caso c’è bisogno, soprattutto, di riconoscere che questo dolore nasce dalla consapevolezza della “gente comune” che la vita umana è tale ancor prima della nascita e nessuna parola o manifesto può metterla a tacere.
Anche la legislazione italiana se n’è fatto carico; occorre diffondere la conoscenza dell’art. 7 del DPR 285/90, il quale prevede che per la sepoltura dei bambini nati morti o morti prima di nascere si osservino le norme istituite in via generale per il decesso di una persona già nata.
Questo diritto è garantito al comma 3 anche ai bambini di presunta età gestazionale inferiore alle 20 settimane, qualunque sia l’origine del loro decesso.
È quindi facoltà  dei  “parenti  o chi per essi”, quindi non solo dei genitori, presentare all’asl domanda di seppellimento, entro 24 ore dal momento dell’espulsione dal grembo materno.
La preghiera nei cimiteri e la deposizione dei fiori su una lapide in loro ricordo, quando non sia stato possibile il loro seppellimento, è un momento in cui, con tutta la riservatezza del caso, chiunque può iniziare o continuare il proprio percorso di elaborazione del lutto e può farlo in modo condiviso, uscendo dalla solitudine, nell’abbraccio di Dio misericordioso.

 

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