Bambini non nati. Descrizione dell’opera di Enrico Savelli

Quest’opera è dedicata a tutti, ripeto a tutti i bambini non nati, a tutte quelle creature discese dal “luogo dell’Eterno”, dalla perennità invisibile oltre le stelle, che sono entrati nelle tenebre della materia, nell’opacità del mondo senza poter vedere la luce del sole.
Hanno trovato un ostacolo alla nascita, uno sbarramento nel loro viaggio, comunque avvolti, protetti nella veste della luce vera che ha vinto il mondo e la morte, Luce del Risorto.
Raffigurata nel vetro, un’Entità angelica sembra sciogliersi in pioggia, in cascate di luce, entra con loro nelle acque lunari del ventre materno indicando custode la risalita e la meta. Io non impongo la forma alla materia- marmo ma la colgo là dov’è, nascente dal bulbo di luce, dal germoglio che affiora dalle tenebre, così ho visto il bambino e il suo gesto, così ho scoperto, sorpreso, che teneva fra le dita una farfalla e ho capito che in questo gesto c’era tutto il significato dell’opera: quel bambino allontanandosi da noi ci lascia, sul confine del mondo un dono che è un simbolo per tutti.
Noi chiusi nel bozzolo oscuro fioriremo, diverremo iridescenti farfalle danzanti nella luce.
Quest’opera vuol essere una parola, forse infinite parole di speranza e di gioia.