Prato, una statua per i bimbi non nati: un’ode alla vita di Lucrezia Mastropasqua, Mpv Prato

Da sabato 26 novembre 2019 a Prato, nel cimitero della Misericordia, è esposta un’ode alla vita. Una scultura alta tre metri in vetro e marmo dello scultore Enrico Savelli a ricordo dei bimbi mai nati. Emblematica la scelta di unire due materiali così diversi tra loro ma che ben rende la profonda unione insita nell’essere umano fra materia e spirito, fra corpo e anima, fra creatura e Creatore.
Un grande angelo di cristallo punta il dito verso il Cielo ed indica Dio: da lassù è scesa la vita del bimbo nel seno materno scolpito nel marmo e lassù è ritornata, senza vedere la luce. A ben guardare nei due elementi, il vetro e il marmo, si scorge anche una farfalla, simbolo di vita, fragilità e coraggio. Basta un alito di vento per farle spiccare il volo, così come basta un palpito per dire sì alla vita.
È un’ode alla vita che si fa arte. È un piccolo grande gesto di Amore. Un amore che accoglie, che unisce, che condivide. Ricordare i tanti bimbi mai nati permette di vincere l’oblio della morte e considerare l’unicità e preziosità dell’essere umano dal suo primo anelito di vita, il concepimento. È un monumento che si situa in un contesto storico-culturale particolare, in cui la vita del concepito è ritenuta meno importante della libertà individuale. Non vuole essere giudicante, né offensivo per alcuno ma vuole indurre alla riflessione. Come tutte le opere d’arte spinge gli uomini a prendere coscienza di quel che sono e li spinge ad aprirsi al trascendente.
Per la città di Prato, e per tutto il Paese, è un invito al cambiamento. Un invito a combattere la cultura dello scarto, la cultura della morte e così aprirsi al culto della vita. La vita è sacra e va difesa dal principio fino alla fine. Testimoniare questo oggi è difficile ma non impossibile.
Ma qualcosa nella società si sta muovendo…
Pensiamo allo scandalo suscitato dall’opera scultorea “Notre-Dame des Innocents”, esposta dal primo ottobre scorso alla Biennale di Arte Contemporanea Sacra in Francia, che rappresenta la Madonna inchinata verso sette corpicini di neonati, alcuni ancora poco più che feti attaccati al cordone ombelicale, altri intenti a proteggersi il volto con le mani. Oppure ricordiamo la tesi di dottorato di un ricercatore dell’Università di Chicago che ha raccolto il parere dei biologi di tutto il mondo (5.577) sul momento in cui inizia la vita umana: per il 97% di loro è il concepimento. Quindi risvegliare le coscienze passa anche da qui, dal soffermarsi dinanzi ad una scultura.
Il monumento di Prato è posto al centro di un giardino circondato da pareti che riportano nomi. Tali nomi sembrano evocare la presenza di qualcuno che, anche se senza nome, anche se non è stato accolto, è passato da questa vita e ne ha lasciato una traccia.
Questa opera scultorea deve provocare in Tutti noi il coraggio di sostenere con la parola e l’azione ogni mamma in attesa, ogni grido silenzioso del bambino appena concepito perché le difficoltà della vita si superano insieme. Il Movimento per la Vita insieme al Centro di Aiuto alla Vita testimoniano proprio questa unione di parola ed azione in difesa della vita, sempre!
Allora avanti tutta…

 

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