A Fasano un percorso di consapevolezza sull’identità umana Segreteria organizzativa, Cenzina Ricco, Natassya Ancona, Aldino Dicarolo

Secondo Incontro. “Vero amore e genitorialità responsabili per la crescita dell’umanità”

L’amore è alla base della pro-socialità. Questo è stato il trait d’union tra gli incontri del 2 e 16  novembre del convegno “Le cinque giornate della consapevolezza. Vivo ergo Homo sum. L’amore genera la vita”, promosso dal CAV di Fasano. Il 2-11 abbiamo cercato le chiavi dell’amore duraturo. A guidare il pubblico in una visione olistica dell’uomo che ha abbracciato il sapere medico, pedagogico, religioso, biologico e antropologico, è stato il Prof. Dott. Matteo Villanova, neuropsichiatra, sessuologo clinico e forense e criminologo presso l’Università Roma Tre. Ha coordinato i lavori la Dott.ssa Sonia Vasco, specialista in Filologia, Letterature e  Storia  dell’Antichità e volontaria del servizio civile al CAV di Fasano. Il Prof. Villanova ha spiegato che cos’è l’innamoramento e approfondito il significato dell’amore che, in senso biologico, «è un flusso energetico in cui c’è un’universalità che va da chi ha attenzione a chi necessita di questa attenzione […] L’amore non può essere consumismo né momentaneità né falso interesse, ma autenticità, profondità, continuità e inclusione dell’altro». Nella promozione dell’affettività, basata sull’ascolto, sulla progettualità e sull’unione, risiede il segreto di una relazione vera e costruttiva. Bambini e adolescenti hanno bisogno di adulti significativi, di “modelli identitari valoriali” che li orientino nelle scelte di vita, comprese quelle sentimentali, attraverso un’educazione «al Bello, al Buono, al Giusto, al Vero» e trasmettano loro i saperi transgenerazionali. Sul rapporto uomo-donna, secondo il Prof. Villanova «sono necessari un riempimento del maschio per farlo diventare padre, uomo sicuro e forte, e un’educazione estetica delle femmine». La cura emozionale dei figli fin dal concepimento è stata valorizzata il 16-11 dalla Dott.ssa Francesca Malatacca, psicologa e psicoterapeuta dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e da Cenzina Ricco, Presidente del MPV e CAV di Fasano, coordinate dalla Dott.ssa Caterina Loconte, assistente sociale esperta in temi relativi a minori e famiglie. «Il mestiere di genitore si impara dai propri genitori e affonda le sue radici nell’attaccamento» ha esordito la Dott.ssa Malatacca, cioè nella «relazione affettiva tra la mamma e il figlio fin dalla fase prenatale». Esso influisce sul rapporto con sé e con l’altro. Una madre sicura e disponibile favorirà la crescita di un bambino sicuro. Anche la figura del padre riveste un ruolo centrale, garantendo «sicurezza nelle relazioni affettive e sociali soprattutto durante l’adolescenza». I genitori devono ridefinire la loro identità per strutturare la famiglia. La Sig.ra Ricco ha presentato l’originalità del CAV, nato come alternativa positiva alla cultura di morte legalizzata con la 194. E ha asserito: «Il nostro motto è: le difficoltà non si superano eliminando la vita, ma affrontando le difficoltà», aggiungendo che «nei colloqui con le gestanti noi entriamo prima in comunicazione con il concepito e per suo tramite affianchiamo i genitori, affinché essi vivano la nascita del figlio con serenità. Offriamo molti servizi alle mamme, ai quali dovrebbe però aggiungersi la riapertura dei reparti di neonatologia». Sono stati, infine, illustrati gli eventi realizzati nel 2019 con altre associazioni locali per la crescita del territorio. L’ultimo incontro si terrà il 14-12-19 sul tema “Eternità della vita: un viaggio infinito di amore”.

 

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