Vescovi del Kenya contro Onu di Giovanna Sedda

I Vescovi del Kenya contro l’Onu: siamo una nazione pro-life

I vescovi del Kenya hanno espresso più di una preoccupazione per il “Nairobi Summit”, una conferenza della Nazioni Unite sulla salute riproduttiva che si è svolta nella capitale. L’appuntamento ONU celebra il 25° anniversario della Conferenza de Il Cairo su popolazione e sviluppo. Proprio in quella occasione ha fu associata, per la prima volta, la difesa della salute femminile e la tutela dei cosiddetti “diritti riproduttivi”. Un binomio alla base della promozione dell’aborto e della contraccezione nei sistemi sanitari nazionali, soprattutto nelle nazioni più povere, da parte delle Agenzie ONU.
A 25 anni di distanza i vescovi del Kenya, sicuri del ripetersi di questo copione, hanno alzato la voce.
Mons. Rotich, ordinario militare emerito, dai microfoni dell’agenzia ACI Africa ha chiesto: “Cosa dice la nostra costituzione sul rispetto di Dio? Quale lettura diamo a queste parole noi, come nazione indipendente e sovrana? Siamo consapevoli dei nemici che interferiscono continua- mente sulla nostra tradizione e cultura di protezione della vita?”. Il riferimento alla costituzione è centrale per capire gli interrogativi di Mons. Rotich.
Il documento, adottato meno di venti anni fa, è infatti un invidiabile esempio di unione tra cultura moderna e tradizionale che inizia “riconoscendo la supremazia di Dio Onnipotente su tutta la creazione”. Il testo, quindi, ribadisce l’impegno dei kenyoti a “coltivare e proteggere il benessere dell’individuo, della famiglia, delle comunità e della nazione”.
Mons. Kivuva, vescovo di Mombasa, si è rivolto direttamente al presidente Kenyatta: “la avvisiamo sig. Presidente, sono questi i problemi a cui essere attenti”. Il vescovo ha quindi puntato a sconfessare la tesi neomalthusiana legata ai “diritti riproduttivi”: “bisogna ricordare che gran parte di questa iniziativa riguarda la riduzione della popolazione […] ci dicono che siamo poveri perché siamo in molti. Questa è una menzogna!
Noi siamo poveri perché loro hanno preso e ancora si prendono le nostre risorse”. Mentre la Conferenza Episcopale del Kenya, insieme al Forum delle professioni cristiane nel paese, ha animato una convenzione parallela, l’appuntamento ONU con partecipanti da tutto il mondo ha ripetuto il suo ambiguo programma: sostenendo un modello di sviluppo che passa dalla promozione dell’aborto. Peccato che a farne le spese saranno ancora una volta le donne e gli uomini, i figli e le figlie del continente africano, un copione che avremmo fatto a meno di rivedere.

 

Vescovi del Kenya contro Onu (.pdf)