I metodi naturali nella formazione del volontariato CAV di Giancarla Stevanella, Presidente Confederazione Italiana dei Centri per la Regolazione Naturale della Fertilità

Quando si incontra una persona “speciale” non sono necessarie molte parole o tanto tempo per riconoscerla e capirlo, lo cogli immediatamente dallo sguardo, nella profondità dei suoi occhi, ma soprattutto lo si percepisce dalla sua forza attrattiva, che inevitabilmente ti coinvolge e ti trasporta dentro il bene e la gioia che lo pervade. Questo è ciò che ho provato la prima volta che ho incontrato Roberto Bennati.
È stato in occasione del convegno nazionale del MpV e Cav a Bibione, alla quale ero stata invitata, e con Roberto ci eravamo sentiti telefonicamente perché mi aveva espresso la sua soddisfazione di essere riuscito ad inserire nel convegno per la prima volta e con la condivisione di alcuni membri del direttivo, un gruppo di studio sui metodi naturali di regolazione della fertilità, nella prospettiva che questa proposta potesse diventare argomento di formazione per gli operatori Cav. Quando mi accolse lo trovai molto emozionato e allo stesso tempo trepidante per la riuscita di questa iniziativa, convinto che avrebbe portato un gran bene al servizio stesso dei Cav, i quali accanto alla loro battaglia per la difesa della vita, avrebbero avuto così la possibilità di indirizzare le donne e le coppie a scegliere di vivere la bellezza della sessualità secondo il progetto di Dio. Dopo questo evento nacque una collaborazione attiva fra MpV /Cav e Confederazione Italiana dei Centri per la Regolazione Naturale della Fertilità. Tale collaborazione si è consolidata ufficialmente con la firma di un protocollo d’intesa avvenuta lo scorso novembre a Pescara in occasione del 39° convegno nazionale del MpV /Cav. Le molte telefonate che si sono susseguite con Roberto non sono mai state solo telefonate, ma confronto e condivisione su l’individuazione di modalità e strategie formative per una adeguata proposta dei Metodi Naturali all’interno del Cav.
Anche lui, insieme alla sua cara sposa Maria, avevano fatto esperienza nella loro vita coniugale del metodo naturale e ne avevano colto tutta la valenza educativa e antropologica che fa da base a questa modalità di vivere la sessualità. Eravamo d’accordo sul fatto che il Metodo Naturale è uno strumento a servizio di un valore più grande nella relazione coniugale e cioè quello di vivere intensamente la bellezza della sessualità come dono e accoglienza totale dell’altro in un coinvolgimento d’amore che rende solido il rapporto stesso. Ed è anche uno strumento educativo, perché entrambi i coniugi hanno occasione di imparare un linguaggio nuovo, quello della corporeità, e così si educano ad una conoscenza reciproca, alla valorizzazione del maschile e del femminile all’interno di un rapporto basato sul rispetto e sul dono.
Roberto e Maria facendo esperienza di questa scelta sono diventati anche insegnati del metodo per poterlo così anche testimoniare in prima persona alle donne e alle coppie che hanno avvicinato nel loro servizio. Roberto avrebbe tanto voluto che nel bagaglio formativo dei volontari Cav fosse inserita la proposta dal MN intesa come l’opportunità di capire che è possibile vivere una relazione sessuale bella, come ogni persona cerca e desidera, perché il Signore gliela ha messa nel cuore.
Roberto ci ha lasciati troppo presto per i progetti che avevamo pensato ma il Signore ha desiderato averlo vicino e questo per noi ora significa portare avanti l’eredità che ci ha lasciato, con coraggio e determinazione, doti che lui possedeva. Ed è per questo che lo abbiamo sentito come un amico davvero “speciale”!

Grazie Roberto

 

I metodi naturali nella formazione del volontariato CAV (.pdf)