Le Case di Accoglienza e il servizio di Roberto Bennati di Don Francesco Coluccia, Coordinatore Nazionale delle Casi di Accoglienza del MPV Italiano

«Vivi quello che sei! In modo prudente, giusto, forte e con temperanza». Questa citazione del filosofo greco Pindaro (522-445 a.c.) descrive Roberto Bennati per lungo tempo Coordinatore Nazionale delle case di accoglienza e fa appello all’essenza della propria identità di persone che si sentono chiamate e decidono di offrire un servizio qualificato ed umano accanto a chi vive situazioni di disagio, specie se si tratta di donne molto vulnerabili che attendono un bambino e sono esposte a tante difficoltà.
La Case di accoglienza afferenti al Movimento per la Vita Italiano sperimentano ogni giorno la bellezza e nello stesso tempo la grave responsabilità di accogliere e accompagnare donne, che alla notizia della propria gravidanza si ritrovano sole, senza alcun sopporto positivo, prive del necessario per vivere e con accanto persone, familiari e non, che istigano all’aborto.
Roberto Bennati si è inserito in questa realtà perché si è sentito chiamato ad accompagnare con amore donne e bambini per fare loro sperimentare la gioia della vita. In prima persona ci ha messo il cuore perché ha sentito l’umanità sofferente di chi, disperato, non era in grado di saper decidere se tenere in grembo la vita o eliminarla mediante l’interruzione volontaria di gravidanza. Per dare una risposta concreta alla domanda emergente da parte della donna in situazione di pericolo: «Cosa devo fare? Abortire o tenere il bambino?», Roberto ha deciso, insieme a Sua Moglie Maria Fanti, di aprire una Casa di Accoglienza, non senza difficoltà burocratiche o di tipo economico, per rispondere agli standard richiesti dalla Regione Lazio al fine di ottenere le autorizzazioni necessarie all’apertura della stessa. Convinto assertore della Vita non ha esitato per un attimo a ripensare alla scelta fatta e ciò l’ha portato ad acquisire una tale esperienza sia in termini di conduzione, sia di relazione educativa con le ospiti, che di interpretazione e risposta alle tante leggi che nel corso degli anni per questa materia sono cambiate, tanto da portarlo ad assumere l’impegno di Coordinatore Nazionale delle Case di Accoglienza afferenti al Movimento Per la Vita Italiano.
Per tutte queste Case di accoglienza Roberto si è speso in termini di ascolto, collaborazione, condivisione dei progetti comuni, istanze e sfide. Roberto ha donato ciò che era, una vita per la vita. Egli ha creduto fermamente nella rete delle Case stimolando le stesse a meglio coordinarsi per essere una voce che concretamente promuove la vita nascente, con risposte adeguate alle tante situazioni difficili portate dalle donne gravide che bussano alle stesse. Ma dov’era la sua fonte di umana ricchezza ed infaticabile solidarietà? L’amore per Gesù Cristo. Sebbene abbia sempre rispettato la diversità di pensiero o di orientamento religioso, Roberto ha sempre fatto trasparire la sua scelta fondamentale, l’amore che sentiva riversarsi nel suo cuore da parte di Cristo e l’appartenenza all’unica Casa, quella del Padre celeste, ecco perché tutte le case erano per lui una sola grande casa dove ciascuno può svolgere il proprio compito con dedizione, competenza e formazione continua. Roberto non ha cercato di spiegarsi il problema della donna gestante in difficoltà con parole, ma ha fatto come Gesù, il problema lo ha fatto suo e lo ha inserito nel mistero della morte e risurrezione di Cristo trovando luce e donando pace al cuore di ogni donna e di ogni bambino venuto al mondo grazie al suo operato e a quello di tutti gli operatori che sono a servizio delle vita nelle Case.
Nel consegnarmi il testimone per il servizio di coordinamento delle Case, Roberto mi ha fatto capire che era necessario guardare al futuro, perseguirlo senza esitazione, con nuovo slancio e vigore. Devo essere sincero. Non avevo capito che in questo futuro Roberto sarebbe entrato da lì a breve, non solo, ma avrebbe trascinato tutti noi come in una grande cordata verso l’amore eterno e la vita eterna la sola capace di illuminare e dirigere le nostre vite terrene. abbiamo un testimone che nella fede nella vita eterna ci dice che essere casa e fare casa è possibile.
Tutto questo è ciò che spiega la predilezione, la cura e l’amore di Roberto per le Case di accoglienza che rimarranno sempre grate per il suo prezioso ed instancabile servizio reso con amore.
Tutte le Case con i responsabili, operatori, ed ospiti ringraziano Roberto per quanto Egli ha fatto e nelle stesso tempo si impegnano a continuare il percorso tracciato implementandolo e seguendo il suo entusiasmo propositivo nella disponibilità ai cambiamenti in atto in vista di un bene sempre grande che chiede di essere pronti ad coglierne le sfide: la vita.

 

Le Case di Accoglienza e il servizio di Roberto Bennati (.pdf)