L’impegno di Roberto per il popolo della vita di Giuseppe Grande, Segretario Generale MPV Italiano, a nome di tutto il Direttivo Nazionale

Era il 1981 quando il giovane Roberto Bennati iniziava il proprio servizio nel MPV. Un servizio che è progressivamente diventato parte del senso della sua esistenza, e che ha svolto insieme alla moglie Maria e ai suoi figli. Un impegno che lo ha portato a servire il MPV Italiano sia nel Direttivo Nazionale che nella Giunta Esecutiva, da Tesoriere prima e come Vicepresidente poi. Un servizio svolto con passione, determinazione e tenacia. Determinazione, perché determinato Roberto lo era veramente. In tante ore difficili del Movimento Roberto è rimasto, e di questo ne andava orgoglioso, per testimoniare ciò in cui credeva e per cui si spendeva. Penso al duro lavoro da lui svolto per far comprendere la preziosità del percorso di conoscenza della fertilità all’interno del lavoro di promozione umana svolto dai CAV, il cui primo frutto è stato il Protocollo d’intesa con la CIC-RNF firmato a Montesilvano. Non ha visto la firma Roberto, perché come spesso capita, a chi semina non è dato vedere il frutto del proprio lavoro. Non semplice raggiungere quel risultato, di cui andava orgoglioso, e che riteneva il risultato della determinazione di anni di quanti, davanti alle incomprensioni e alle difficoltà, finanche alla fuoriuscita di qualcuno perché non compreso proprio su temi così centrali, o agli smarrimenti su queste questioni talora degli stessi vertici del MPV, sono rimasti, per ricordare al MPV Italiano che quella era l’unica strada percorribile, nel solco dell’identità e delle finalità del MPV. Era tenace e determinato Roberto. Ma è stato sempre illuminato dalla volontà di servire il MPV e di difenderlo, mai di dividerlo. Ha difeso il MPV in questi anni, con il suo sorriso e qualche volta anche alzando la voce, con lo stesso amore che si ha per la propria famiglia, con la volontà sempre di proteggere qualcosa di davvero prezioso, con quella cura, capace di farsi testimonianza, per ciò che è stato tra i doni più belli ricevuti nella propria esistenza. Roberto ha sempre avuto in particolare a cuore l’unità del MPV, come qualcosa di prezioso da custodire e proteggere. Anche nelle difficoltà della vita associativa, ha sempre avuto chiaro il dono prezioso che l’unità del MPV rappresenta per la causa che vogliamo servire.
Roberto ha protetto il MPV, come un dono ricevuto e che deve essere conservato e trasmesso con analoga bellezza. Perché tra i tratti distintivi del servizio di Roberto c’è sempre stata la convinzione che la nostra opera si colloca in un orizzonte temporale definito, per cui siamo chiamati a “dare futuro”, facendo crescere giovani in grado di raccogliere il testimone. Giovani da coinvolgere un passo dopo l’altro, da proteggere anche nelle fasi iniziali, quando non sono magari pronti ad affrontare i problemi che possono esistere all’interno della vita associativa, a cui affidare ogni giorno un poco più di spazio rispetto al giorno precedente, perché quando pronti possano raccogliere il testimone, quasi spontaneamente. Era un impegno voluto e pensato da Roberto, che ha accompagnato generazioni di volontari in questo cammino. Volontari a cui non è mai mancata la fiducia, l’incoraggiante pacca sulle spalle, il sorriso nei momenti più difficili, di un testimone e di un maestro come Roberto.
Costruire futuro, dunque. E Roberto, radicato nella storia e nell’identità del MPV, il futuro lo ha costruito davvero, anche attraverso il coordinamento delle Case d’accoglienza o della progettualità del MPV, aprendo in questi anni autentiche nuove strade d’impegno. Tante sono le idee, le tracce, le indicazioni alle quali Roberto stava ancora lavorando, e che ci consegna, come strada da percorrere per il futuro del nostro servizio.
Tra i tratti distintivi di Roberto ricordiamo poi l’ironia, la capacità di sorridere e far sorridere anche nelle situazioni più difficili, la serenità che gli nasceva dal sapere che siamo chiamati a servire il Signore della Vita e che nelle Sue mani ci sono i fili di ogni percorso umano.
Oggi che Roberto non è più tra noi, egli lo è ancora di più, con la sua tenacia, con il suo appassionato amore per il MPV, la voglia di difenderne l’unità, la capacità di guardare al futuro  sia in termini di progettualità che di generazioni. Tutto questo ora è patrimonio del MPV, di un popolo che in ogni MPV, CAV, Case di Accoglienza, è chiamato, sull’esempio di Santi e testimoni che hanno percorso questa strada, a costruire ogni giorno il futuro del servizio alla vita e a riscoprire tutto questo, ogni volta sempre nuovo, racchiuso nel sorriso di un bambino che nasce.

 

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