7 febbraio 1982. La vita, un dono sempre – IV Giornata per la vita Messaggio della Commissione Episcopale per la famiglia della Conferenza Episcopale Italiana

C’è bisogno, dunque, di gridare “La difesa della vita”. Di qualsiasi vita. Le due categorie di vite più indifese sono quella dei nascituri e quella degli anziani.
Ed è a questi che guarderà la quarta giornata per la vita.

Promozione della vita
Per evitare ogni equivoco e malinteso, precisiamo subito che non intendiamo una difesa pura e semplice della vita, restando, come si dice, nel negativo.
Nella grande operazione che stiamo compiendo e che intendiamo compiere, c’è inclusa la promozione della vita, cioè quell’attenzione particolare e quel generoso slancio che è proprio dell’amore che scaturisce dall’amore di Dio e che Cristo ha incarnato, amore che ci impegna a sacrificarci perché la vita sia aiutata e sorretta con ogni iniziativa di bontà e giustizia, in ogni suo momento in ogni sua esigenza.

La vita: un dono sempre
Cominciamo col dire che la vita è un dono; che soltanto se sarà vissuta in questa luce col cuore aperto all’amore, potrà essere difesa e promossa.
Si dice: è dei giovani donare. Dio lo voglia. È vero in tanti casi. Deve essere vero in tutti.
È quello che auspichiamo e per cui combattiamo. Dobbiamo aprire ai giovani gli orizzonti luminosi del dono della vita ad altre creature in cui rivivere, per contrastare certe linee di tendenza che diverrebbero un suicidio della società

Paternità responsabile
Quando la Chiesa dice e insegna “paternità responsabile”, intendiamo bene il significato del termine “responsabile”. Responsabilità non significa né calcolo né egoismo; significa un amore più saggio e, quindi, un amore più grande.
Se nella paternità una misura ci deve essere, essa non deve servire al proprio comodo, piuttosto al migliore perfezionamento della vita in colui alla quale viene donata.

La vita resta un dono, sempre
L’anziano ha già compiuto il suo dono. Nella sequela dei lunghi anni trascorsi, infinite volte la sua esistenza si è tramutata in dono dentro e fuori dalla famiglia. Ora ha bisogna di essere ricambiato. Non chiede altro.
La vita: è un dono sempre, un dono di Dio
La vita, se è espressione dell’amore dell’uomo, prima ancora è espressione dell’amore di Dio, che ha creato l’uomo. Dio ha creato le diverse specie degli esseri viventi, li ha contemplati per esclamare che tutto era buono (Genesi, 1).
Quando crea l’uomo, la sua gioia di creare diventa gioia di Padre: “Vide quanto aveva fatto ed ecco, era cosa molto buona” (Gen. 1, 31). Anche della vita dell’anziano l’uomo può perdere il senso, può smarrire il valore. Ma Dio lo sa. Dio lo conserva per i suoi scopi. A noi spetta, in ogni momento, assecondare i progetti di Dio.

La difesa della vita nel territorio
L’aborto è entrato nel territorio nazionale e si estende, si moltiplica, sia quello legale che quello clandestino. E c’è chi se ne fa un vanto. È dunque entrata la morte nel nostro territorio, ma i più si guardano bene dal combattere a favore della vita. Quale dono è dunque capace di dare l’umanità: la vita o la morte? Certo! Sono molti coloro che donano la vita, ma aumenta il numero di quelli che si fanno fautori della morte. La società ha stabilito delle strutture che dovrebbero schierarsi a fianco della vita, ma non possiamo non denunciare il fatto che non di rado la loro è solo opera di sostegno e di facilitazione per la morte.
Ché anzi si è già cominciato a parlare di “eutanasia” o di legge sull’ “eutanasia”. Già ci si preoccupa di propagandare l’idea.
Così avremo un’altra fonte di omicidi, che qui potranno diventare perfino suicidi.
È facile, infatti, in chi ha già, per tanti motivi, una psicologia traballante e si riscopre inutile, incamminato in quello che sembra un vicolo cieco, inoculare l’idea che il meglio è troncare un’esistenza che non ha più senso e a cui nessuno attribuisce più un valore.
La Chiesa, la comunità cristiana chiede di moltiplicare in una corsa generosa, quasi in competizione con la morte, consultori, case di riposo centri di accoglienza, voci evangelizzatrici e profetiche: la Giornata per la vita ne vuole essere un segno, una verifica, uno stimolo. Chiediamo di non essere soli.
Chiediamo che tutti ci si possa dare la mano.
La nostra vuole essere una voce di liberazione e di speranza per tutti.

dev.mo Costanzo Micci,
Vescovo di Fano, Presidente della Commissione per la Famiglia

 

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