Aborto: le domande di don Oreste a cura di Giulio Bianchi

Il Servo di Dio don Oreste Benzi, tutti lo sanno, era accogliente e solidale a tutto campo. Teneva d’occhio con particolare attenzione le donne incinte e i bambini che portavano in grembo.

In occasione della festa dei santi innocenti martiri del 28 dicembre, ha “buttato addosso” a tutti noi domande “pesanti” e provocatorie (ma piene d’amore alla vita): “Quei bambini massacrati da un Erode ubriaco d’invidia sono martiri e quindi santi. Quale differenza tra quei bambini e quelli che oggi vengono massacrati con l’aborto? Nessuna, perché i bambini di Betlemme furono uccisi in odio a Gesù; i bambini che vengono resi poltiglia nel seno della madre, sono uccisi in disprezzo al comando di Dio: «Non uccidere». Perché non unirsi tutti assieme per aiutare le mamme senza far uccidere i figli?

Perché non unirci tutti assieme per cambiare la perniciosa mentalità per cui la madre può fare quel che vuole del figlio che porta in seno? Perché non unirsi tutti assieme per cambiare la terribile mentalità per cui l’embrione è una massa di cellule, mentre è persona con un’anima immortale, è una parola irripetibile di Dio, ha una missione da compiere nel mondo?

Perché non unirsi assieme per illuminare i giovani, ovunque si trovano, sulla vita dono stupendo di Dio che non può essere mai tolta? Annunciate che ogni uomo è creato a immagine di Dio, che ogni uomo ha un valore infinito, che ogni uomo in ogni momento della sua vita, in ogni sua condizione, situazione, è l’espressione stupenda dell’amore di Dio!”.