Fragilità familiare intergenerazionale: conseguenze della denatalità di Mariangela Musolino

La risposta della Federvita Umbria

Perugia – I dati della demografia nazionale sono drammatici, non è una notizia nuova. Il Movimento per la Vita Italiano non fa che ripeterlo da almeno quindici anni a questa parte, ponendo l’accento sulle intere generazioni di cui da qui a breve sentiremo la mancanza. Ma i figli non sono numeri, si sa. Sono energia vitale, relazioni, scoperte scientifiche, espressione artistica, fantasia e anche forza lavoro. I figli sono il futuro. I figli siamo noi. Partendo da questa consapevolezza, con i dati ISTAT alla mano, i Movimenti per la Vita dell’Umbria hanno voluto celebrare senza retorica la 42° Giornata nazionale per la Vita, il cui tema di quest’anno era: Aprite le porte alla Vita. Iniziative di vario tipo si sono svolte così nei principali centri di una regione sempre più “magra” di nascite, dove anche gli stranieri vanno via, perché la crisi economica ha eroso ogni margine di profitto anche per loro. Ma chi lavora per la vita non si scoraggia e anche davanti all’evidenza e alla serietà della penuria demografica e dell’invecchiamento sensibile della popolazione, va avanti e non cessa di proclamare il suo inno alla vita. Si è iniziato a Perugia, con una conferenza stampa tenuta da Assuntina Morresi, la presidente della Federazione Umbra dei MpV e del MpV di Perugia.

La presidente ha voluto presentare l’elenco di tutte le iniziative messe in essere dai vari MpV e dai CAV, offrendo alla stampa, in quest’occasione, anche alcune riflessioni di carattere socio-economico a corredo dei dati Istat sulla demografia umbra. I dati e le riflessioni sono stati portati dalla sociologa Rosita Garzi, docente presso l’Università degli Studi di Perugia.

Cosa si è fatto in Umbria per la Giornata per la Vita 2020. Nella città di Gubbio il neo nato Centro di Aiuto alla Vita ha promosso venerdì 31 gennaio presso il Liceo Classico Mazzatinti un incontro con Assuntina Morresi e l’ostetrica Nadia Mosca dal titolo “Figlio: ricchezza personale e sociale. Sempre meno figli: che cosa ci perdiamo?”.

Il tema analizzato è stato quello del valore sociale della maternità, riconosciuto anche dall’ostetrica presente, non obiettrice ma convinta della bellezza dell’essere madre. Un inno alla maternità, contro questa evidenza: oggi non c’è più il desiderio di avere bambini. Oggi, infatti, la maternità non è più considerata come una modalità di realizzazione personale e di conseguenza non ha più alcun valore sociale. “Quello che si vuole affermare – ha sottolineato Morresi nel suo intervento – non è che siccome la donna sta a casa per accudire i figli debba ricevere uno stipendio, ma è proprio la considerazione che dovrebbe essere recuperata dell’importanza di quello che la donna fa per tutta la società. Perché i figli sono un valore per tutti e dobbiamo tornare a mostrare la bellezza di essere madri, in un mondo che considera il figlio solo un’opzione personale”.

Altro incontro in cui si è parlato di vita nascente si è svolto a Castiglione del Lago, dove il CAV locale ha proposto un intervento da parte della Fondazione “Il Cuore in una Goccia” Onlus, fondata dal Prof. Giuseppe Noia (Direttore dell’Hospice Perinatale Policlinico Gemelli di Roma) e di un esponente dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi.

La presidente Morresi ha moderato il bell’incontro, in cui un medico della Fondazione Il cuore in una goccia, ha raccontato le esperienze di accompagnamento di donne con gravidanze difficili.

Una di esse è intervenuta, raccontando la sua attesa di un figlio con sindrome di down e come l’incontro con la Fondazione del prof. Noia l’abbia accompagnata e incoraggiata nel suo percorso. Presente anche il figlio, testimonianza vivente dell’amore di una maternità tanto speciale. Anche l’Associazione papa Giovanni ha portato la propria esperienza su quante donne con gravidanze difficili si siano avvicinate alla ricerca di sostegno, così come donne che hanno fatto la scelta dell’aborto.

“Questo tipo di incontri – afferma Assuntina Morresi – ci dice come si può raccontare la bellezza della maternità in tanti modi”.