I Cav lombardi aiutano a far nascere 3.323 bambini di Mario Sansalone

Istituito premio “Paola Bonzi” – 513 le adozioni a distanza con Progetto Gemma – “Scoperta” la mamma che ha inventato i banchetti “Primule per la Vita”

 

La vita è sempre una buona notizia. Buone notizie sul fronte della vita le ha comunicate Federvita Lombardia in occasione della conferenza stampa – promossa in occasione della 42a giornata nazionale per la vita dello scorso 2 febbraio – svoltasi il 29 gennaio presso la sede milanese di Avvenire.

Attorno al tavolo, coordinato da Francesco Ognibene, Capo Redattore del quotidiano della CEI, Luciano Moia, Responsabile del Supplemento NOI-Famiglia&Vita, Antonella Mariani, Curatrice della Pagina “èVita”, Elisabetta Pittino, Presidente di Federvita Lombardia, Soemia Sibillo, Direttrice del CAV Mangiagalli (subentrata a Paola Bonzi), Erika Palazzi Vitali, memoria storica del MpV milanese e Antonella Mugnolo, Responsabile dell’Ufficio Progetto Gemma di Fondazione Vita Nova. Presenti anche Manlio Grassi e Corrado Brazzabeni, consiglieri del CAV di Via Commenda e Luigi Bonzi, marito della compianta Paola Bonzi. Tre punti e un “nota bene” sono l’estrema sintesi dell’oretta di presentazione che ha visto un rinnovato spirito di collaborazione tra tutti gli attori presenti.

1. Elisabetta Pittino ha delineato lo scenario 2018 (dati disponibili da novembre 2019) dell’attività degli oltre 300 CAV distribuiti in tutta Italia. 3.283 sono i bimbi nati in Lombardia (regione che conta la presenza di ben 74 tra CAV e MpV, 131 realtà a favore della vita nascente oltre ad alcune Case di accoglienza per ragazze madri). I bambini nati complessivamente in Italia grazie ai CAV sono stati 7.271. Naturalmente ad essere aiutate sono state le mamme, ma spesso altre donne – gestanti e no – che sono ricorse al sostegno dei volontari e delle volontarie. Anche in questo caso, qualche numero: 5.021 donne in attesa (82% le straniere) si sono rivolte ai CAV della Lombardia, su un totale di 10.947 donne aiutate dai CAV italiani. Un contributo di vita nascente importante in questo clima di denatalità: è stato fatto notare che a Milano nel 2019 sono nati solo 9.671 bambini (10.831 nel 2018): il dato peggiore da un secolo a questa parte. I bambini aiutati a nascere dai CAV in Italia nel 2018 sono all’incirca i due terzi dei bambini milanesi nati nel 2019. Un contributo concreto per favorire l’abbandono delle culle vuote.

2. Progetto Gemma, l’originale forma di adozione a distanza di una mamma in attesa, ha appena festeggiato il 25° anno di vita. Gestito dalla Fondazione Vita Nova, è un aiuto economico di 160 euro mensili per gli ultimi sei mesi di gestazione e il primo anno di vita del bambino, che in moltissimi casi costituisce un incoraggiamento concreto a donne o coppie in difficoltà di fronte a una maternità inaspettata. Anche qui la Lombardia si rivela in tutta la sua generosità: dalla nostra regione nel 2019, su un totale nazionale di 513 Progetti Gemma, ne sono partiti per tutta Italia ben 191, mentre 64 sono stati distribuiti a mamme qui residenti. Va sottolineato per completezza che in questi primi 25 anni di attività Vita Nova ha istruito ed erogato almeno 23.500 Progetti Gemma.

3. FederVitaLombardia istituisce un premio in memoria di Paola Marozzi Bonzi, in collaborazione e con il sostegno del CAV Mangiagalli e della Fondazione Vita Nova.  Scomparsa nell’agosto 2019, Paola è stata la fondatrice e il cuore pulsante del CAV interno alla Clinica milanese: grazie al suo lavoro infaticabile e intelligente, dal 1984, anno di fondazione, il Centro ha potuto aiutare migliaia di donne, permettendo la nascita di migliaia di bambini.  Ricordare Paola con un premio destinato a una personalità che si sia distinta nell’impegno a favore della vita significa rendere omaggio al suo lavoro e impegnarsi a proseguirlo sui diversi fronti in cui i volontari per la vita sono chiamati ad operare. Il premio sarà assegnato in occasione del tradizionale Gran Galà organizzato dal CAV Mangiagalli.

“Nota bene” finale. Tutti noi, nel corso degli anni, offrendo una Primula ai passanti sul sagrato delle chiese o nei posti più impensati, ci siamo almeno una volta chiesti chi avesse inventato questa bella tradizione. Nell’incontro odierno abbiamo avuto finalmente la risposta! Ci ha pensato Giovanna, una volontaria del Cav Mangiagalli, tanti anni fa. Cercava un modo per raccogliere fondi, ha iniziato così con un gesto semplice: offrire una Primula, primo fiore dopo l’inverno, che lotta per fiorire e aprire i suoi petali colorati alla Vita (proprio come i bambini aiutati a nascere dai nostri CAV). Il resto… lo sapete meglio voi vivendo i vostri banchetti!