Dalla magistratura alla politica: la vita di Casini dedicata «al più fragile» di Giuseppe Grande

Nato a Firenze il 4 marzo 1935, Carlo Casini era ottavo di nove figli. La sua famiglia di origine era semplice, molto unita e profondamente religiosa. «La mia famiglia di origine è stata eccezionale – dirà molti anni più tardi in un’intervista – il nome di Dio che mi ha fatto conoscere è Provvidenza. Colui che provvede, per cui non ci si deve preoccupare del futuro». Impegnato dall’adolescenza in parrocchia, dal 1958 al 1964 fu presidente diocesano e consigliere nazionale della Gioventù italiana di Azione cattolica. Dopo gli studi classici, intraprese gli studi di diritto. Allievo di Giorgio La Pira, si laureò in giurisprudenza entrando poi in magistratura, affascinato dall’ideale della giustizia. Nel 1974 gli venne conferita, dal Ministero della Giustizia la Medaglia d’argento al merito della redenzione sociale per l’assistenza ai detenuti e alle loro famiglie. Con la moglie Maria ha sempre condiviso tutto il suo crescente impegno sociale che lo vide impegnato sin dal referendum per abrogare la legge sul divorzio. È negli anni 70 l’incontro, nell’esercizio della sua professione di magistrato, con la tragedia dell’aborto. Carlo Casini, uomo di profonda spiritualità, vi scorge una “chiamata”: dall’attenzione per l’uomo ferito incontrato nelle aule di giustizia e nelle carceri all’attenzione per l’uomo “invisibile” ma presente nel grembo della madre, minacciato dall’oblio, dalla negazione della piena umanità e di conseguenza calpestato nel fondamentale diritto alla vita. Casini si convince sempre di più che davvero “la difesa della vita nascente è la prima pietra di un nuovo umanesimo”, come si legge nel titolo di un suo bel libro. Non è un caso se a Firenze, nel 1975 nasce il primo Centro di aiuto alla Vita d’Italia. Di qui il totale e generosissimo impegno nel Movimento per la Vita che ha guidato per 35 anni (dal 1990 al 2015) con grande saggezza, coerenza, dedizione, benevolenza verso tutti e di cui è stato dal 2015 presidente onorario. A lui dobbiamo il meglio di ciò che il MpV Italiano è stato. A lui ci ispireremo per continuare la nostra azione. Avvertì sempre l’urgenza di una presenza pubblica sui grandi temi dove il valore dell’uomo è in discussione. Per lui la politica era veramente un servizio e così l’ha sempre vissuta. Il lavoro politico è stato condotto con una duplice ferma convinzione: la questione del diritto alla vita non è “una” delle questioni, ma “la” questione fondamentale, quella centrale, da cui deriva tutto il resto; ed è, nonostante le apparenze, terreno di unità. Nel 1979 inizia il suo percorso politico nel Parlamento italiano per difendere e promuovere la dignità di ogni essere umano, in particolare del più fragile, da cui deriva il diritto alla vita sin dal concepimento. È stato deputato per la Democrazia Cristiana alla Camera dal 1979 al 1994. Nel 1984 si apre lo scenario europeo: il Parlamento europeo lo vede tra i sui membri più attivi dal 1984 al 2014 (con una interruzione dal 1999 al 2006 durante la quale è tornato alla sua professione di magistrato di Cassazione). All’interno del Parlamento Europeo è stato Presidente della Commissione Giuridica e per i Diritti dei Cittadini, della Commissione Affari Costituzionali e membro della Delegazione all’Assemblea parlamentare paritetica Acp-Ue e membro sostituto della Delegazione interparlamentare Ue Cina. A Bruxelles è stato membro italiano della Commissione europea su “Bioetica e nuove tecnologie”. Tra i suoi incarichi in Italia, anche quello di componente del Comitato nazionale di Bioetica. In Carlo il senso dell’unità sul tema della vita era forte e per questo si è speso anche per la costruzione di un impegno condiviso nel mondo cattolico attorno all’accoglienza della vita nascente. È stato membro del direttivo di Scienza & Vita, del Forum delle associazioni familiari, del Forum delle associazioni e movimenti di ispirazione cristiana operanti nel campo socio-sanitario, tre associazioni che ha contribuito a fondare, oltre che membro della Pontificia Accademia per la vita. Insignito del premio “Servant Leader 2011” a St. Louis negli Stati Uniti, nel suo discorso disse che «la cultura della vita ha una sola, ma solidissima motivazione: ogni essere umano è uno di noi. In questa visione planetaria ed epocale, per quanto mi riguarda, lavorerò molto per costruire una alleanza solida, strategica ed operativa tra i movimenti pro-life nel mondo». “Uno di noi” è infatti il nome della Federazione europea promossa da Carlo in seguito all’importante iniziativa dei cittadini d’Europa voluta tenacemente da lui e, non a caso, denominata anch’essa “Uno di noi”. Il suo impegno, però, non si può ridurre alla sola azione pratica. Egli è stato sempre ben consapevole dell’importanza della riflessione, della ricerca e della diffusione delle idee. Sono numerosissime le sue pubblicazioni, libri, articoli (innumerevoli sulle pagine di Avvenire, quotidiano col quale ha sempre avuto un legame profondo e speciale di amicizia, ricambiata) e interventi su riviste scientifiche. Impossibile avere il numero complessivo delle conferenze, delle relazioni in convegni, meeting e interventi alla radio e alla televisione. In tutto questo lavorio frenetico, ha saputo mantenere sempre lo sguardo focalizzato sulla sua vocazione d’impegno pubblico: la vita. E ha saputo lasciarsi illuminare sempre dalla luce del Vangelo e del Magistero della Chiesa, vicino a tutti i Papi che ha conosciuto personalmente. Intenso anche il legame con i pastori della Chiesa italiana e mondiale, con l’intenzione umile e sincera di discernere sulle opzioni e le azioni più opportune e convenienti, in situazioni complesse. L’amore per la famiglia e la forza interiore hanno formato la base per rapporti di amicizia e condivisione estesi, solidi, duraturi. Tra le figure che hanno accompagnato e sostenuto l’autentica vocazione per la vita di Carlo Casini ci sono san Giovanni Paolo II, santa Madre Teresa di Calcutta, Chiara Lubich, Jerome Lejeune. Nell’ultimo tragitto della sua esistenza Carlo Casini ha affrontato la prova di una lunga e difficile malattia, accolta sempre cristianamente ed offerta per la Chiesa e per la causa della vita. Fino all’ultimo istante, insieme alla sua famiglia che amorevolmente gli è stata accanto, con l’accettazione della croce e con lo sguardo costante su Gesù, ha davvero testimoniato in questo mondo il Vangelo della Vita. Il 6 aprile 2014 papa Francesco in apertura dell’udienza al Movimento per la Vita italiano lo salutò così: «Saluto l’onorevole Carlo Casini e lo ringrazio per le sue parole, ma soprattutto gli esprimo riconoscenza per tutto il lavoro che ha fatto in tanti anni nel Movimento per la Vita. Gli auguro che quando il Signore lo chiamerà siano i bambini ad aprigli la porta lassù!».

 

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