Il ricordo di CARLO CASINI di Piero Pirovano, Avvenire 24.3.2020

Alla scuola dei suoi ideali per difendere i più fragili. La testimonianza dell’ex giornalista di Avvenire che fu tra i primissimi a seguire lo slancio di quel magistrato fiorentino capace di avviare un’esperienza di impegno sociale, politico e culturale oltre la battaglia referendaria Carlo Casini ricevuto da Giovanni Paolo II.

 

Carlo Casini è tornato alla Casa del Padre. Sono particolarmente commosso nello scrivere queste righe per ricordare gli anni che ci hanno visto particolarmente impegnati nella promozione del Movimento per la vita italiano. Ci siamo conosciuti una sera del 1977, non ricordo la data. Di ritorno da Roma, mi ero fermato a Firenze per incontrare il gruppo che nel 1975 aveva costituito il primo Cav (Centro di aiuto alla vita): erano riuniti in una sala di San Lorenzo e tra di loro c’era anche Carlo Casini, il magistrato che nel settembre 1976 aveva ordinato l’arresto del dottor Giorgio Conciani e di altre sette persone aderenti al Cisa (Centro italiano sterilizzazione e aborto) con una serie di accuse tra le quali quella di concorso in procurato aborto. Dovevo ripartire per Milano entro la mezzanotte e Carlo si offrì di accompagnarmi alla stazione. Fu l’inizio di un lungo rapporto di collaborazione. All’epoca Carlo era sostituto procuratore della Repubblica e non poteva assumere posizioni pubbliche nel nascente Movimento. Pertanto i primi comunicati venivano scritti a quattro mani: lui a Firenze e io a Milano, giornalista ad “Avvenire”; impossibile dire quanto tempo abbiamo passato al telefono. I comunicati così erano tutti datati Milano e io provvedevo a diffonderli ad agenzie di stampa e quotidiani. Dopo questi primi passi la mia collaborazione con Carlo è proseguita con la redazione della pagina Vita di “Avvenire” in tutti gli anni in cui è stato presidente nazionale del Movimento, sino al 22 marzo 2015, quando venne nominato presidente onorario. Sono stato così testimone, sia pure a distanza, di tutta la sua attività. Impossibile ricordarlo con un solo articolo. Qui voglio ricordare il primo convegno nazionale del Movimento a Firenze all’inizio dell’ottobre 1977 presso il convento delle Benedettine di Santa Marta: tra i presenti c’era anche Carlo, che i giuristi fiorentini consideravano già come il loro leader. Si cominciò anche a valutare l’ipotesi di presentare una proposta di legge di iniziativa popolare che potesse rappresentare una alternativa di vita alla legalizzazione dell’aborto procurato di cui si stava discutendo in Parlamento. Sempre a Santa Marta il 6 novembre si tenne un secondo convegno nazionale durante il quale Carlo presentò la proposta di legge. I tempi erano strettissimi; si doveva arrivare in Parlamento con i pacchi di moduli il più presto possibile. Sottoscritta da oltre un milione di elettori, la Plip (Proposta di legge di iniziativa popolare per l’Accoglienza della vita umana e la tutela sociale della maternità) venne depositata in Senato e presentata ai partiti il 25 gennaio 1978. L’aborto procurato però venne legalizzato con la 194, il 22 maggio 1978, ma il gran lavoro fatto per la raccolta delle firme è stato ugualmente fecondo, avendo fatto crescere il Movimento in tutta l’Italia. Il 26 febbraio 1979 il primo incontro con Giovanni Paolo II. Nei due giorni precedenti si era svolto a Milano un secondo convegno europeo dei movimenti pro-life, che si sarebbe concluso con la trasferta in Vaticano per l’udienza con il neoeletto Pontefice; tra i presenti c’era anche Carlo con sua moglie e Marina. n quell’occasione il Papa ci disse tra l’altro: «Non vi scoraggino le difficoltà, le opposizioni, gli insuccessi che potete incontrare sul vostro cammino. È in questione l’uomo e, quando è in gioco una simile posta, nessuno può chiudersi in un atteggiamento di rassegnata passività, senza, con ciò, abdicare a sé stesso». E Carlo non si stancava di ripetere che non ci si può rassegnare alla 194. Ricordo che Carlo venne a Milano il 12 maggio 1979 per partecipare alla manifestazione nel primo anniversario dell’approvazione della legge 194 sull’aborto procurato; l’evento si svolse al Castello Sforzesco, presenti oltre diecimila persone. L’intervento di Carlo precedette quello di Madre Teresa di Calcutta. In quello stesso anno, in vista delle elezioni politiche, si decise di portare in Parlamento la battaglia per la riaffermazione del diritto alla vita di ogni essere umano sin dal concepimento. Carlo venne candidato nella lista Dc per la circoscrizione di Firenze-Prato; fu il primo degli eletti. Seguì una lunga presenza nel Parlamento italiano, alla quale nel 1984 si aggiunse quella nel Parlamento Europeo come eurodeputato nel gruppo del Ppe, esperienza che si è conclusa nel maggio 2014. Quest’ultima è stata però determinante per la fondazione della federazione europea “Uno di Noi”, che nel 2014 è stata preceduta da una campagna per la raccolta delle firme in tutti Stati dell’Ue (allora 28). Vennero raccolte due milioni di adesioni in tutta Europa (la gran parte in Italia) per chiedere che una Costituzione europea fondata sulla tutela del diritto alla vita di ogni essere umano sin dal concepimento e in tutto l’arco del suo sviluppo, traguardo ancora da raggiungere. Ma Carlo ci ha insegnato a non darci mai per vinti quando la causa vale l’impegno. Tocca a chi ne ha imparato la lezione di raccoglierne ora il testimone.

 

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