La Chiesa ricorda Carlo Casini: difensore dei valori umani e cristiani di Massimo Magliocchetti

A pochi giorni dall’anniversario dell’Evangelium Vitae, nella sua casa romana Carlo Casini è tornato alla Casa del Padre. Già magistrato, politico, professore, bioeticista, Carlo Casini è stato per anni alla guida del Movimento per la Vita italiano. Non è mancato il corale messaggio di cordoglio da parte del suo più grande alleato: la Chiesa Cattolica. Queste le parole di Papa Francesco, indirizzate alla moglie di Carlo Casini, attraverso il Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, «Appresa la notizia della morte del suo caro consorte, Onorevole Carlo Casini, Fondatore del Movimento per la Vita, il Santo Padre Francesco desidera esprimere sentite condoglianze, a Lei, alla figlia Marina, agli altri familiari, e a quanti l’hanno conosciuto e stimato quale fervente cattolico, insigne uomo delle istituzioni che nelle pubbliche responsabilità ricoperte seppe adoperarsi con generoso impegno specialmente per la promozione della vita nascente. Sua Santità eleva fervide preghiere di suffragio perché il Signore accolga nel gaudio e nella pace così testimone convincente della vita buona del Vangelo e, mentre affida la sua anima alla materna protezione della beata vergine Maria, di cuore imparte ai congiunti la confortatrice benedizione apostolica» «Con viva commozione ho appreso la notizia della morte di Carlo Casini, promotore e anima storica del Movimento per la Vita, cristiano esemplare e caro amico», ha raccontato il Presidente della Conferenza Episcopale italiana, Card. Gualtiero Bassetti, che poco prima aveva potuto parlare al telefono con la figlia Marina, che l’ha accostato all’ orecchio del padre perché gli esprimesse alcune parole di conforto e gli inviasse la sua benedizione. Il Card. Bassetti ha ricordato i primi anni dell’impegno pubblico di Casini. «È stato infatti alla fine degli anni Settanta – ha scritto Bassetti sul quotidiano Avvenire – che l’ho incontrato a Firenze. Lo invitavano spesso nelle parrocchie o presso le organizzazioni cattoliche perché parlasse della sua esperienza a difesa della vita umana in ogni suo momento, dal concepimento fino alla morte naturale». Proprio da Firenze è arrivato un altro significativo messaggio di condoglianze alla moglie e ai figli. «Ci tengo a farvi sentire la mia vicinanza e ad unirmi spiritualmente a voi, con sentimenti di profonda gratitudine per quanto Egli ha fatto con acuta intelligenza, estrema competenza e totale dedizione per la nostra Arcidiocesi, la nazione italiana, l’Europa intera, attraverso il suo preziosissimo lavoro nel Movimento per la Vita e in tutte le altre attività socio-politico-culturali che hanno contrassegnato la sua vita», ha scritto il Card. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze in un messaggio indirizzato alla famiglia. «Ho tantissimi ricordi del suo impegno concreto per difendere i più fragili, innocenti e indifesi: i nascituri. “Il bambino non nato – diceva citando Santa Madre Teresa – è il più povero tra i poveri”». L’Arcivescovo fiorentino ha ricordato, «oltre alla formazione del primo Centro di Aiuto alla Vita a Firenze, ed alla fondazione del Movimento per la vita, in particolare la campagna “Uno Di Noi”, che voleva portare al Parlamento Europeo i diritti del concepito. Lavorando in Segreteria Generale della CEI – ha ricordato Betori – ho avuto l’onore di poter sostenere a nome dei Vescovi italiani, il suo impegno per la vita. A noi il dovere di portare avanti la sua testimonianza di un’esistenza intera spesa al servizio dei più deboli».

 

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