Un invito di Lucia Barocchi, Centro Documentazione Solidarietà

Ci fu un tempo – ne parlo per i giovani che non conoscono l’illustre emozionante passato del Movimento per la Vita Italiano- in cui dovevamo inventare giorno per giorno il cammino del nostro volontariato, un volontariato nato in risposta a una Licenza legale (la legge 194) mai concessa prima nel nostro Paese: la licenza di uccidere un figlio non ancora venuto alla luce ma già in corsa nella “pista” della Vita. Come difenderlo? Come aiutare sua madre ad accoglierlo? Le iniziative – marce, locandine, conferenze, ecc. – erano già state molte e fervide nel nostro ambito cattolico anche prima della Legge. Ma una letterina giunta in quei giorni sconsolati spronò particolarmente la mia fantasia: una mamma ci scriveva per ringraziarci di un manifesto incollato sul muro della strada che lei stava percorrendo la mattina in cui andava in ospedale con la Licenza di eliminare il figlio che viveva nel suo grembo. Questa mamma aveva visto quel nostro manifesto con l’immagine di un minuscolo concepito che la supplicava: “Guardami! Sono un bambino…”. E aveva deciso di tornare indietro ad aspettare il suo bambino implorante… Ora, stringendosi al petto la sua creatura appena nata, ci inviava un commosso Grazie, Grazie!, con la foto del piccino che pareva sorridesse a ognuno di noi dicendo: Guardami! Sono un bambino…nato grazie a te! Mi scattò allora l’idea di realizzare un libretto per festeggiare ogni mamma alla nascita di un figlio e al tempo stesso per farle conoscere meglio il tesoro che aveva accolto e come quel tesoro era arrivato e cresciuto in lei, con lei. La mia idea era che il volumetto dovesse centrare due scopi: offrire un testo assolutamente scientifico ma semplice, sereno, e di così basso costo da poter essere diffuso gratuitamente su larga scala, dai nostri volontari; e che non dovesse neppure accennare all’aborto, non per vigliaccheria ma per porgere a una mamma, come un lieto mazzo di fiori, una lettura gioiosa per un evento gioioso, per farle gustare meglio il prodigio che stava vivendo. Mi ci vollero mesi e mesi di studi e ricerche. A metà ottobre 1986 il mio libretto era quasi pronto per la stampa, con il titolo: “A te, mamma nuova”. In quei giorni, a Firenze, fervevano i preparativi per l’attesa Visita Pastorale del Papa, Giovanni Paolo II. Anche noi avevamo chiesto di incontrarlo nel nostro Centro Aiuto alla Vita, nel chiostro di San Lorenzo. Non avendo ancora pronti gli impianti grafici del libretto ne feci tirare a torchio, manualmente, cinque copie, per il Papa!… Ma ci arrivò una doccia fredda: nel programma ufficiale della Visita non erano previsti incontri riservati ad Associazioni e gruppi singoli, che invece erano tutti invitati a un unico appuntamento, il grande raduno dei fedeli con il Papa, nello Stadio comunale. Calò su noi una amara delusione. Il nostro Presidente, Carlo Casini, che era già la “bussola” del Movimento per la Vita, fece l’impossibile per ribaltare le disposizioni… Inutilmente. Finché, verso le 14 del 19 ottobre, si intrecciarono fra noi telefonate frenetiche: il Papa voleva venire a piedi al nostro Cav, dalla vicina Curia Arcivescovile! Poco più tardi, infatti, la sua alta figura bianca, svelta, giovanile, emerse nella stretta via in un tripudio di gente… Aveva con sé una sua pergamena di saluto e di “apprezzamento”, preparata a Roma. Ci parlò nella piazza gremita e, infine, nelle nostre stanzette: Vengo qui – ripeté, in fondo – nel primo Centro italiano di Aiuto alla Vita, per rendere omaggio a tutti i volontari per la Vita; e per ridare forza alla voce della coscienza, poiché la storia non è fatta solo di avvenimenti esterni, essa è scritta prima di tutto dentro di noi, è la storia delle coscienze umane e della vittoria o della sconfitta morale. Indimenticabile giorno! Sento ancora i brividi di quell’emozione. Le fotografie ufficiali ne danno solo una pallida idea. Ma il mio libretto si vede chiaramente nelle mani del Papa che lo sfogliò con me e mi disse: Questa era la nostra prima preoccupazione a Cracovia… E io gli risposi con entusiasmo: Santità, manderemo i libretti a Cracovia! Tralascio gli stupendi dettagli di quel che avvenne allora e in seguito, e di quando la Responsabile dei ProLife polacchi venne ad un nostro Convegno nazionale e chiese i miei libretti per Cracovia! E di quando, consegnai a Giovanni Paolo II in piazza S. Pietro un’esemplare delle migliaia di copie regalate dal nostro Movimento al Pro-Life della Polonia. Dopo la visita del Papa, “A te, mamma nuova” cominciò subito a circolare e a nutrire di coraggio e di gioia la coscienza di tante mamme “nuove”. Ne ricevemmo testimonianze toccanti e sbalorditive. Presto però i nostri volontari sentirono il bisogno di sostituire il testo delle prime due pagine con un testo più generico adatto anche a consultori, scuole, famiglie, farmacie, ecc. Così nacque la nuova generazione del mio volumetto che prese il titolo “La vita umana: prima meraviglia!” e che, tradotto in 16 lingue e diffuso in oltre 6 milioni di copie, è tutt’oggi richiesto e diffuso ovunque, insieme all’omonimo dvd. Con il fantastico risultato di innumerevoli vite salvate in Italia e in varie parti del mondo. Ma di recente, mi sono domandata: Perché non ripetere la prima, felice iniziativa? Perché non riprendere a trasmettere i nostri rallegramenti alle mamme nuove, come facevamo allora? È questo è il motivo della mia ultima versione del libretto “La vita umana: prima meraviglia!”, dedicato nuovamente a una mamma. La copertina è rimasta uguale, per non incidere sui costi di stampa; ma sono state variate le prime due e le ultime due pagine. Il resto del volumetto, offre le medesime, delicate notizie scientifiche che illustrano come sempre, con le emozionanti fotografie, il miracolo di una vita che sboccia. I Cav, i Parroci o gli amici che lo regalano a una mamma possono personalizzarlo firmando o timbrando le felicitazioni; oppure includendo un segnalibro con il nome del neonato, dei genitori, dei padrini, ecc.  Secondo le statistiche ufficiali, le donne che hanno già figli sono le più esposte al dramma dell’aborto. Ecco perché è prezioso ogni strumento di prevenzione e di informazione che dia alla donna una maggiore conoscenza di se stessa e della maternità, proprio nel momento della sua maggiore sensibilità e ricettività femminile, il momento del parto. Sarà dunque una impresa entusiasmante e feconda riallacciarsi alle esperienze del passato, copiandone la fantasia e le iniziative: spedire il libretto con una lettera di felicitazioni alle mamme dei bambini nati nell’anno; convincere i parroci a regalarne una copia in occasione di un Battesimo; visitare le mamme nei reparti Maternità; farne avere copie ai corsi pre-parto, ecc. Condividere con una mamma nuova la felicità per la sua nuova creatura è sempre aiutare la vita! È sempre vivere e far vivere la nostra vocazione! Buon lavoro e fantasia! Di cuore!

 

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