Lettera al Popolo della Vita di Marina Casini Bandini, Presidente Nazionale Movimento per la Vita Italiano

Carissimi

questo numero è interamente dedicato a San Giovanni Paolo II di cui il 18 maggio scorso è stato celebrato il centenario della nascita. In suo onore e per rinsaldare la profonda amicizia vissuta lungo i 26 anni del suo pontificato, abbiamo pensato di ripubblicare interamente il numero speciale, già a lui dedicato, di “Sì alla vita” dell’aprile 2005 rispetto al quale nel presente numero ci sono tre nuovi contributi. Abbiamo un vero e proprio patrimonio culturale che dobbiamo conoscere o su cui rimeditare; in questo senso possiamo ben dire che il giornale “Sì alla Vita” è una preziosa miniera a cui attingere. La lettera, come quando abbiamo ricordato l’“Evangelium Vitae”, ce la scrive San Giovanni Paolo II. È una lettera in un certo senso inedita, perché composta traendo passaggi da diversi discorsi rivolti al nostro Movimento.

 

Carissimi

la vostra Associazione da quando venne legalizzato l’aborto in Italia – non ha mai smesso di operare a difesa della vita umana, uno dei valori cardini della civiltà dell’amore. Una parola di lode e di incoraggiamento a perseverare nel nobile impegno, che vi siete assunto in difesa dell’uomo e dei suoi diritti fondamentali.

In più circostanze ho manifestato apprezzamento per le attività che svolgete, incoraggiandovi a compiere ogni sforzo perché sia effettivamente riconosciuto a tutti il diritto alla vita. Dio voglia che strettamente uniti tra di voi continuiate ad essere una forza di rinnovamento e di speranza nella nostra società.

Il Signore vi aiuti a operare incessantemente perché tutti, credenti e non credenti, comprendano che la tutela della vita umana fin dal concepimento è condizione necessaria per costruire un futuro degno dell’uomo. Voi lottate perché sia riconosciuto ad ogni uomo il diritto a nascere, a crescere, a sviluppare armoniosamente le proprie capacità, a costruire liberamente e dignitosamente il proprio destino trascendente.

Sono, questi, scopi altissimi e io mi rallegro nel vedere che, nel perseguirli, sono uniti non solo i figli della Chiesa cattolica, ma anche appartenenti ad altre confessioni religiose e persone di diverso orientamento ideologico, perché considero ciò come un’espressione di quell’accordo nell’appoggiarsi su alcuni principi, elementari ma fermi, principi di umanità che ogni uomo di buona volontà può ritrovare nella sua propria coscienza. In questo contesto si colloca il vostro impegno.

Esso consiste in primo luogo in un’azione, intelligente e assidua, di sensibilizzazione delle coscienze circa l’inviolabilità della vita umana in tutti i suoi stadi, in modo che il diritto ad essa sia efficacemente riconosciuto nel costume e nelle leggi, come valore fondante di ogni convivenza che voglia dirsi civile; esso si esprime, poi, nella coraggiosa presa di posizione contro ogni forma di attentato alla vita, da qualunque parte esso provenga; esso, infine, si traduce nell’offerta disinteressata e rispettosa, di aiuti concreti alle persone che incontrano difficoltà nel conformare il proprio comportamento ai dettami della coscienza.

Si tratta di un’opera di grande umanità e di generosa carità, che non può non raccogliere l’approvazione di ogni persona consapevole delle possibilità e dei rischi, a cui va incontro questa nostra società. Non vi scoraggino le difficoltà, le opposizioni, gli insuccessi che potete incontrare sul vostro cammino. È in questione l’uomo e, quando è in gioco una simile posta, nessuno può chiudersi in un atteggiamento di rassegnata passività senza, con ciò, abdicare a sé stesso.

Non stancatevi, carissimi Fratelli e Sorelle, di proclamare e testimoniare il vangelo della vita; siate al fianco delle famiglie e delle madri in difficoltà. Specialmente a voi, donne, rinnovo l’invito a difendere l’alleanza tra la donna e la vita, e di farvi promotrici di un “nuovo femminismo” che, senza cadere nella tentazione di rincorrere modelli “maschilisti”, sappia riconoscere ed esprimere il vero genio femminile in tutte le manifestazioni della convivenza civile, operando per il superamento di ogni forma di discriminazione, di violenza e di sfruttamento.

Come Vicario di Cristo, Verbo di Dio incarnato, io vi dico: abbiate fede in Dio, Creatore e Padre di ogni essere umano; abbiate fiducia nell’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio e chiamato ad essergli figlio, nel Figlio. In Cristo, morto e risorto, la causa dell’uomo ha già avuto il suo verdetto definitivo: la vita vincerà sulla morte!

Vi assicuro la mia vicinanza spirituale e, mentre invoco la materna protezione di Maria, imparto su di voi, sulle vostre famiglie e sul vostro Movimento una speciale Benedizione.

 

Giovanni Paolo II

 

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