Il Belgio e l’eutanasia di Giovanna Sedda

Belgio. Si chiude la disputa sull’eutanasia negli ospedali cattolici. Il carisma della carità non può essere in alcun modo conciliato con la pratica dell’eutanasia sui malati mentali

 

 

In Belgio un gruppo di cliniche psichiatriche controllate dalla congregazione religiosa dei Fratelli della Carità aveva acconsentito a eseguire l’eutanasia sui propri pazienti, pratica che nel paese è stata legalizzata nel 2002.

La decisione era stata presa dal Board del gruppo non profit e invano contrastata dalla congregazione religiosa.

La questione è stata quindi portata davanti alla Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) che ha deciso a fine marzo “con grande tristezza” che gli ospedali amministrati dalla Provincia dei Fratelli della Carità non possano più qualificarsi come cattolici. La comunicazione della CDF, firmata dal prefetto Cardinal Luis Francisco Ladaria Ferrer, è stata ora ratificata dalla congregazione religiosa, tra le prime impegnate nella cura dei malati mentali nel paese.

Il superiore generale della congregazione, commentando la decisione arrivata da Roma, ha ricordato che “il carisma della carità non può essere in alcun modo conciliato con la pratica dell’eutanasia sui malati mentali”.

La CDF ha così posto fine a una disputa iniziata nel 2017 quando le cliniche acconsentirono all’uso dell’eutanasia.

All’epoca la scelta era stata ratificata dai 15 membri del consiglio direttivo delle cliniche, e ben due dei tre membri religiosi supportarono quella scelta. Una scelta subito ricusata dall’ordine che chiesero l’intervento del Vaticano. La disputa tra l’ordine e le cliniche, stato a quanto riportato dall’agenzia CNA, aveva coinvolto sia la Congregazione per la Vita Consacrata che il Segretariato di Stato, mentre papa Francesco era stato informato della gravità della situazione.

Ora l’intervento della CDF ribadisce che le scelte del gruppo clinico non sono in alcun modo compatibili con la visione cristiana della dignità della vita umana. Una visione con forza riaffermata anche dai Fratelli della Carità che nel capitolo generale del 2018, nel pieno della disputa, aveva ribadito la “sacralità e l’assoluto rispetto di ogni vita umana, dal concepimento alla morte naturale”.

 

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