La situazione dell’aborto in America di Giovanna Sedda

Dagli Usa possibile stop ai finanziamenti per promuovere l’aborto

 

A seguito delle critiche mosse all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla gestione dell’emergenza COVID19, gli Stati Uniti hanno interrotto il loro finanziamento all’organizzazione. Tuttavia, non si è interrotto il finanziamento statunitense alla sezione regionale dell’OMS, la Pan American Health Organization (PAHO). Ora diversi osservatori hanno fatto no- tare come le politiche di promozione dell’aborto della PAHO non solo siano in contrasto con le politiche pro- life dell’amministrazione Trump, ma potrebbero anche essere in contrasto con le leggi sugli aiuti umanitari.

Appena pochi mesi fa, il Dipartimento di Stato (l’equivalente del nostro Ministero degli Esteri) aveva tagliato i finanziamenti alla Organization of American States (OAS), una organizzazione di cooperazione internazionale nel continente americano, proprio sulla scorta delle iniziative pro-aborto dell’organizzazione.

La stessa scelta dovrebbe essere adottata nei confronti della PAHO, la cui attività pro-aborto non è poi differente da quella dell’OAS.

L’organizzazione è, infatti, allineata all’agenda di promozione dei diritti riproduttivi dell’OMS, ha collaborato apertamente con Planned  Parenthood, il principale gruppo di cliniche abortive negli USA, ed è ricordata per il suo impegno politico per la legalizzazione dell’aborto in Nicaragua, Repubblica Domenicana e Panama.

In molti si aspettano ora una riduzione dei fondi alla PAHO, come già visto per l’OAS, anche tenendo conto di un emendamento (l’emendamento Siljander) alla legislazione americana sugli aiuti internazionali che impedisce espressamente di destinare fondi per fare attività di lobby a favore o contro l’aborto.

 

La situazione dell’aborto in America (.pdf)