Utero in affitto a cura del dott. Manuel Massara

I ricchi ridono mentre i poveri piangono

 

Nella Bibbia troviamo la figura di Isacco, il cui nome significa: Ogni figlio è un sorriso di Dio.

In questa visione, ogni figlio è un atto di benevolenza, di grazia da parte di Dio; non è qualcosa che può essere strumentalizzato per le nostre pretese o ridotto alle nostre attese: “In ogni figlio c’è il sorriso di Dio, al di là di ogni desiderio!”.

Faccio questa premessa per porre l’attenzione sul caso di cronaca dei bambini nati in Ucraina da madri surrogate. Si troverebbero presso l’hotel Venezia di Kiev in attesa di essere ritirati dalle coppie committenti.

A questo punto vorrei richiamare l’articolo 30 della Costituzione Italiana che recita: “I genitori hanno l’obbligo di istruire e mantenere i figli”.

Questo principio è molto chiaro anche a livello Internazionale, ad esempio: nella Convenzione dell’Aja (firmata il 29 maggio del 1993), gli Stati dichiarano e sono convinti della necessità di prevedere misure atte a garantire che le adozioni internazionali si facciano per l’interesse superiore del minore e nel rispetto dei suoi diritti fondamentali e che sia vietata la sottrazione e la vendita di minori.

Inoltre ogni Stato dovrebbe adottare misure appropriate per consentire la permanenza del minore nella famiglia di origine. In questa convenzione vediamo l’importanza che riveste la famiglia di origine ed è anche confermata dalla legge numero 184 del 4 maggio 1983 che (disciplina l’adozione in Italia) e dice in sintesi: lo Stato adotta tutte le misure economiche e sociali idonee a far si che la famiglia di origine possa tenersi il bambino, possa crescere e solo quando non è possibile, allora si ricorre ad un affidamento familiare o un’adozione.

Il principio è che l’adozione è lo strumento offerto dall’ordinamento non per dare i figli a chi non ne ha, ma, al contrario, per dare dei genitori a chi non ne ha, tanto è vero che i minori adottabili sono soltanto quelli in stato di abbandono materiale o morale.

Ci chiediamo allora, che cosa è l’adozione? Appare un rimedio di un male. E qual è il male?

Il male è l’abbandono, cioè il fatto che il minore non abbia irrimediabilmente più la sua famiglia. Con il commercio messo in atto mediante alcune agenzie dell’utero in affitto quindi ci troviamo di fronte ad un abbandono procurato!

L’utero in affitto nel nostro ordinamento è un reato ai sensi dell’articolo 12 comma 6 della legge 40/2004 ed è vietato nella maggior parte dei Paesi del mondo, circa 20 su 206 e diminuiscono sempre.

In Svezia era legale, ma dopo una protesta femminista e un’inchiesta parlamentare, ha vietato severamente questa violenza.

Violenza perché si tratta della violazione dei diritti umani di questi bambini come sopra specificato. Ma c’è ancora un’altra violenza: quella che subiscono le madri.

La Conferenza dell’Aja ha stimato che circa il 50% di queste donne è povera ed analfabeta, accetta inconsapevolmente su pressione degli uomini di famiglia che vogliono quei soldi. Ammassate con altre in grandi locali per risparmiare su dottori e strumenti diagnostici, nutrite e medicalizzate come mai in vita loro, quando infine il neonato viene portato via talvolta impazziscono, come raccontano le ONG per i diritti umani. Questo perché fin dal concepimento avviene una relazione continua tra la madre ed il figlio (chimica ormonale) che crea un legame fondamentale ed unico che la farà soffrire terribilmente per tutta la vita quando il figlio le verrà portato via. Tra le clausole che sono presenti nei contratti di surrogacy, si prevede che la madre si impegna a partorire nella modalità a scelta dei clienti e farsi sedare subito dopo il secondamento, in modo che chi ha pagato possa farsi foto e filmini con il bambino, senza rischiare la sgradevole esperienza di sentire la madre urlare.

In conclusione seguito questo ordine di ragionamento, possiamo benissimo affermare con forza che l’utero in affitto è violenza e sopraffazione su mamme bisognose e bambini indifesi.

La deriva culturale a cui stiamo assistendo è il principio della mercificazione di un essere umano fin dal momento del suo concepimento. Per conseguenza logica quella persona potrà essere trattata come un oggetto anche in seguito e pertanto sarà sottoponibile a “ordini”, “giacenze”, “ritiri”, “spedizioni”.

 

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