La realtà pro-life in Europa di Giovanna Sedda

In Unione Europea il tema dell’aborto rimane tra i più discussi e sensibili, ma anche uno dei più trasversali.

Quando, nel 2013, il Parlamento Europeo discusse la relazione Estrela, che puntava a introdurre il concetto di “diritto all’aborto”, una coalizione trasversale di europarlamentari riuscì a modificare il testo incriminato prima dell’approvazione.

Ad oggi, tuttavia, la maggior parte dei paesi UE ammette l’aborto su richiesta o sulla base di rischi per la salute o psicologici. Solo a Malta, il divieto di aborto è totale, mentre norme più restrittive sono adottate dalla Polonia. Molti piccoli stati della regione, a cominciare dalla Santa Sede dove il divieto è totale, adottano norme più restrittive (ad esempio Andorra, San Marino, Monaco, Liechtenstein). Ad eccezione Svezia e Finlandia, tutti i paesi dell’Unione riconoscono l’obiezione di coscienza. Il numero di aborti è in costante diminuzione, il tasso di aborto (numero di aborti per 100 donne in età fertile), stando ai dati Eurostat, nel 2017 si attestava su una media di 7.5, il più basso tra le regioni più avanzate. Il tasso di aborti più basso è registrato in Polonia, appena 0.1, il piu’ alto in Bulgaria, 12.7.

L’Europa è ricca di realtà prolife, soprattutto a livello nazionale. All’interno dei singoli stati, poi, le diverse realtà hanno campi specifici di azione, stili comunicativi e approcci differenti. La più grande realtà prolife europea è One Of Us (a cui è dedicato un approfondimento), nata nel 2014. Accanto ad essa, altre due organizzazioni di rilevanza internazionale sono l’“European Center for Law and Justice” (ECLJ) e il “Political Network for Values”.

ECLJ è “un’organizzazione internazionale non governativa dedicata alla promozione e alla protezione dei di- ritti umani in Europa e nel mondo”[1]. Si occupa della protezione della libertà di religione e della tutela della dignità umana, di fronte a istituzioni come la Corte europea dei diritti dell’uomo, il Consiglio d’Europa, il Parlamento europeo, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). I valori che animano l’azione dell’organizzazione sono “valori spirituali e morali, che sono il patrimonio comune dei popoli europei e la vera fonte della libertà individuale, della libertà politica e dello stato di diritto, principi che costituiscono la base di tutta la democrazia genuina” (Preambolo della Statuto del Consiglio d’Europa).

“Political Network for Values” è una “una piattaforma globale e una risorsa per legislatori e rappresentanti politici radicata in un dialogo transatlantico sui valori condivisi e finalizzata a collaborare come rete a livello locale e globale difendendo e promuovendo attivamente i valori che condividiamo”[2].

Nel loro “Decalogue of Commitments for Human Dignity and the Common Good” (Decalogo di impegno a favore della dignità umana e del bene comune), i primi due punti sono schieratamene prolife: “1. La vita è il primo di tutti i diritti umani, senza i quali gli altri diritti perdono il loro fondamento. È quindi nostro dovere tutelare legalmente il diritto alla vita di ogni essere umano. 2. La difesa della vita dovrebbe iniziare dal momento del suo concepimento, quando l’essere umano è più vulnerabile e indifeso. La distruzione di embrioni umani, la clonazione, la manipolazione genetica e la maternità surrogata sono pratiche che dobbiamo rifiutare”.

[1] Per maggiori info si visiti il sito https://eclj.org/

[2] Per maggiori info si visiti il sito https://politicalnetworkforvalues.org/

 

La realtà pro-life in Europa (.pdf)