Lettera al Popolo della Vita di Marina Casini Bandini

Carissimi

viviamo un tempo incerto, inquieto, delicato. La pandemia globale ci ha spinti a rivedere tanti aspetti della nostra vita. In alcuni momenti ci si siamo ritrovati frastornati, in altri abbiamo riscoperto la gioia delle piccole cose quotidiane.

Certamente ci ha fatto capire quanto interconnesse siano le nostre vite, e quanto le nostre azioni siano legate a quelle di tanti “uomini e donne di buona volontà nel mondo”. Questa ritrovata dimensione, insieme locale e globale, ci ha dato lo spunto per questo speciale. Uno spazio per guardare al mondo da un altro punto di vista, il nostro: il punto di vista di vista pro-life. È il punto di vista della gratitudine per il dono della vita e della gioia per il miracolo quotidiano che è, ben oltre ogni difficoltà.

E’ il punto di vista di chi vede la meraviglia dell’inizio della vita umana quando dal nulla compare all’esistenza, entrando nel tempo e nello spazio, manifestandosi con la sua unicità e irripetibilità. Si apre così la prospettiva pro-life, quella di chi non si arrende e si spende ogni giorno per gli altri, perché legge in quel primordiale abbraccio tra la mamma il figlio che vive e cresce dentro di lei, il segno che la vita umana è segnata – nonostante tutto – dal sigillo dell’amore.

L’orizzonte è grandioso perché rilancia con lungimiranza e profondità i temi fondamentali del vivere personale, familiare, civile: tutti rivisti e rinnovati alla luce dell’esistenza dei “più poveri dei poveri” quali sono i bambini non ancora nati. Si pensi al tema della pace, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, della dignità, dei diritti umani, della solidarietà, rinforzandoli e rigenerati tutti. Davvero quel piccolissimo figlio dell’uomo e della donna è capace di rivoluzionare il mondo, infondendo speranza, se siamo capaci di accorgerci della sua esistenza e di riconoscerlo come “uno di noi”!

Del resto, non è certo un caso se San Giovanni Paolo II, il nostro amico Santo, nell’ “Evangelium vitae” ha collocato anche i Centri di Aiuto alla Vita tra i «segni anticipatori della vittoria definitiva sulla morte» (EV 26). Da qui l’idea di raccogliere le esperienze pro-life in tutto il mondo, una vita pulsante per la vita.

Lo speciale, curato con precisione e dedizione da Giovanna Sedda, è suddiviso per regioni e, a corollario di ciascuna regione, c’è la testimonianza di una organizzazione, impegnata sul campo, proprio come il Movimento per la Vita Italiano, nella tutela della vita umana, dal concepimento alla morte naturale.

Il racconto delle diverse realtà pro-life è preceduto da una breve panoramica dell’aborto nel mondo. Così come ogni approfondimento delle esperienze pro-life di una regione o di un paese sono precedute da una breve ricognizione dei principali aspetti giuridici e demografici: non si può capire a fondo l’operato di una organizzazione se non si hanno chiare le leggi di riferimento, le statistiche dell’aborto, le difficoltà sociali o politiche. E, infatti – anche questo non va dimenticato – i movimenti pro-life non nascono soltanto per dare una risposta immediata ai bisogni e alle necessità di una mamma in attesa, ma vogliono essere «sfida a una mentalità di morte».

La nascita di queste realtà non a caso è contestuale all’inedita pressione per legalizzare l’aborto, tipica espressione di quella «cultura della morte» che – producendo una «vere e proprie strutture di peccato», «una guerra dei potenti contro i deboli», una «congiura contro la vita» – aggredisce in primo luogo i bambini non ancora nati. Eppure la tutela del diritto alla vita dei più piccoli, poveri e inermi tra gli esseri umani dovrebbe essere primario compito di ogni ordinamento giuridico.

L’obiettivo non è dare una descrizione esaustiva, quanto offrire una panoramica, uno sguardo a 360°, aperto a confrontarsi con contesti spesso molto differenti ma con altrettante soluzioni, diverse e originali.

La speranza è quella di avere una maggiore consapevolezza delle questioni legate all’aborto ma anche della ricchezza di espressioni del movimento pro-life mondiale. Una ricchezza che ci aiuta a conoscere esempi e condividere buone pratiche ma anche ad imparare a compiere insieme quella che è una missione universale. Una missione troppo grande per essere racchiusa in una dimensione locale, ma le cui fondamenta restano nella scelta di servire la vita compiuta da ciascun volontario, in ogni angolo del mondo.

 

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