Casa d’Accoglienza di Cesena

TESTIMONIANZE DALLA CASA D’ACCOGLIENZA DI CESENA

Noi possediamo una piccola casa di accoglienza che può ospitare contemporaneamente solo tre mamme con i rispettivi figli. Nel corso degli anni tante mamme sono state accolte ed accompagnate, per un breve periodo della loro vita, verso l’autonomia personale ed abitativa. Nell’estate del 2017 tutte le mamme si sono sistemate in alloggi dell’ASP e noi ci siamo momentaneamente trovati con la casa vuota. Desiderosi di continuare il nostro servizio a sostegno delle mamme in difficoltà abbiamo dato la disponibilità ad accogliere ragazze in attesa, richiedenti asilo. È stata un’esperienza interessante anche se l’eccessiva burocrazia ci ha messo più volte in difficoltà sia per la rendicontazione che per le richieste quotidiane di documentazioni e pratiche da sbrigare. Noi abbiamo sempre puntato sulla relazione e siamo poco efficienti sull’aspetto informatico, sull’utilizzo della Pec e di social in generale. L’accoglienza delle ragazze richiedenti asilo è stata un’esperienza personale molto ricca: abbiamo donato molto e molto abbiamo ricevuto. In poco più di un anno abbiamo accolto cinque mamme in attesa ed una con un bambino di quattro anni. Dopo la diffidenza iniziale le mamme si sono aperte con le volontarie raccontando parte del loro vissuto. Sono tutte storie di grande dolore e maltrattamenti indescrivibili. Pur venendo da paesi diversi hanno instaurato subito un bel rapporto di amicizia e di collaborazione tra loro. Nelle volontarie hanno trovato sostegno prima, durante e dopo il parto. Per accompagnarle e sostenerle in questo particolare periodo abbiamo assunto una giovane ostetrica che ha assistito al suo primo parto. – “È stata un’esperienza molto elettrizzante!”- ha esclamato! le storie meriterebbero di essere raccontate ma due sono particolarmente interessanti.

Stella, una giovane mamma del Camerun, a ventitré anni ha intrapreso la via del mare per sfuggire alle violenze del marito. A quattordici anni era stata costretta ad un matrimonio combinato con un uomo anziano e violento. Aveva avuto due figli che alla sua partenza ha affidato alla madre. viaggio è stato lungo e doloroso. Sente ancora il rumore del barcone e del mare che vive come una minaccia. Lungo il suo peregrinare ha conosciuto un bravo ragazzo, anche lui in fuga dal Camerun, con il quale ha instaurato una relazione affettiva, positiva. Si sono innamorati ed hanno avuto un figlio. Entrambi hanno trovato un piccolo lavoro e sono riusciti a formare una nuova famiglia. Ora vivono insieme a Cesena in un appartamento dell’ ASP. Stella è una ragazza molto positiva, con le volontarie è sempre stata leale e collaborativa. Ha fatto un bel cammino verso l’autonomia ed ha formato una bella famiglia, ma non ha dimenticato i due figli lasciati in Camerun.
Quando ha cattive notizie piange e soffre spesso di un forte mal di testa. Ogni mese manda ai suoi figli i soldi per vivere. Sia lei che il suo compagno sono mussulmani. Hanno tanta fede e sono fedeli alla preghiera e alle loro tradizioni, ma hanno rispetto di noi e della nostra religione.

Denise, invece è una ragazza albanese costretta a lasciare la casa paterna quando era in attesa di Nico. Viveva in un paesino del nord dell’Albania in una zona rurale con tradizioni molto rigide. I suoi genitori, quando hanno appreso che era incinta senza un compagno disposto a sposarla, l’hanno cacciata da casa minacciandola di uccidere il bambino qualora non avesse abortito. La sorella le aveva già preso l’appuntamento per l’aborto ma lei è fuggita. Ha vagato per due anni a Tirana chiedendo asilo a diversi istituti e a conoscenti. Viveva sempre chiusa in casa con il suo bimbo perché temeva che qualcuno venisse a portarle via suo figlio. ha intrapreso per tre volte il viaggio della speranza e per tre volte è stata respinta, perché non le è stato riconosciuto il diritto d’asilo. Un convegno del MpV la nostra presidente ha incontrato una suora laica albanese che conosceva Denise e ha confermato che la sua situazione in Albania era veramente tragica. Ci ha supplicato di trattenerla in Italia, perché lei in Albania non troverebbe nessun aiuto e neppure il lavoro. L’unica sua prospettiva sarebbe la strada. e Nico si trovano molto bene da noi. Attualmente la madre lavora in un albergo a Cesenatico e Nico frequenta la scuola per l’infanzia.
Il fine settimana lo trascorre con le nostre volontarie alle quali è molto affezionato. In occasione della festa per la vita Nico ha ricevuto il battesimo cristiano in Cattedrale dalle mani del nostro Vescovo. Poi abbiamo fatto una bella festa con amici e volontari. Aiutando Denise per il ricorso alla Prefettura affinché, tenendo conto che già lavora, possa rimanere in Italia.
Ci comportiamo con le ragazze da noi accolte come se fossero le nostre figlie, le accompagniamo verso l’autonomia e quando hanno maturato una buona capacità relazionale, soprattutto con i loro figli, le lasciamo andare se sono capaci di volare

 

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