A Fasano un percorso di consapevolezza sull’identità umana di Segreteria Organizzativa, Cenzina Ricco, Natassya Ancona, Aldino Dicarolo

PRIMO INCONTRO. “Le cinque giornate della consapevolezza. Vivo ergo Homo sum. L’amore genera la vita

Il convegno nasce come proposta di un cammino che riunisse in un unico abbraccio scienza e religione, sapere teorico e prassi sulle molteplici dimensioni della vita umana. Come suggerisce il titolo, essere uomo significa essere consapevole di sé e delle proprie azioni.
Gli obiettivi specifici del convegno, in linea con le finalità del progetto di servizio civile in corso al CAV di Fasano, sono i seguenti: creare una rete associativa che dia risposte unanimi ai bisogni sociali; riportare all’attenzione dell’opinione pubblica l’alternativa offerta dalla regolazione naturale della fertilità rispetto alla pratica di metodiche irrispettose della vita umana; valorizzare l’identità del CAV locale che da quarant’anni opera a tutela della vita fin da concepimento.
«L’essere umano è delicato. In mano abbiamo il cuore dell’altro al quale dobbiamo garantire sempre di avere due ali, cioè la possibilità di muoversi con leggerezza, perché il rischio di passare da legàmi a légami è facile» ha esordito nella giornata di apertura la Dott.ssa Mariangela Demola, psicologa e psicoterapeuta. «L’amore che genera amore deve nascere dentro di noi. Noi riconosciamo realmente quello che già conosciamo, quindi se noi non sappiamo amarci, di certo non possiamo amare. […] È molto importante ritagliarsi ogni giorno uno spazio per rigenerare il proprio io e poter poi rigenerare l’amore per l’altro» ha spiegato la Dott. ssa Demola, che ha tratto spunto da “Il piccolo Principe” di Saint-Exupéry per suggerire i pilastri di una relazione sana: ascolto attivo, costanza rituale del tempo per l’altro che alimenta la fiducia, giusta distanza, attesa che genera desiderio. La Prof.ssa Deodata Cofano, sociologa, ha analizzato il contesto di oggi citando “La modernità liquida” di Bauman.
Nella nostra società globale assistiamo a omologazione, precarietà, negazione del male e della sofferenza, rottura tra passato e presente, perdita delle nostre radici. Quali vie d’uscita? Per la Dott.ssa Cofano «bisogna ripristinare le reti sociali, rivalutare la famiglia, recuperare i luoghi antropologici e riscoprire la fede per sviluppare la resilienza. Bisogna anche affidare alle minoranze creative la ricostruzione della società». La Prof.ssa Maria De Mola, moderatrice, ha offerto il suo contributo da storica dell’arte.
Il 2° incontro è stato aperto dalla lettura dell’inno alla vita di Madre Teresa da parte della moderatrice, la Prof.ssa Palmina Cannone, Presidente dell’Università del Tempo Libero di Fasano. Due esperti in Ginecologia e Ostetricia hanno riportato alla luce la verità scientifica sull’origine della vita umana: con la fecondazione nasce un nuovo individuo e a 18 giorni di vita già pulsa il suo cuore. A rendere evidente il messaggio sono state le immagini dal vero della vita intrauterina commentate dal Dott. Alessandro Mastrorilli.
La fertilità di coppia e il confronto tra le metodiche contraccettive, intercettive e contragestative e i metodi naturali di regolazione della fertilità sono stati i temi approfonditi dalla Dott.ssa Francesca Iuspa Chiriàco, la quale ha illustrato il Metodo Billings.
A seguire altri tre incontri sul riconoscimento di un amore vero, sulla genitorialità responsabile e sul senso profondo dell’eternità della vita umana.

 

A Fasano un percorso di consapevolezza sull’identità umana (.pdf)