Accogliere per promuovere il valore della vita

In questo momento storico l’umanità sta attraversando una crisi profonda, un disagio caratterizzato da forti conflitti ideologici, culturali, sociali, religiosi. È un periodo di apparente accelerazione cui fa riscontro la perdita di umanità. La crisi culturale contemporanea è contrassegnata dall’allontanamento da un mondo oggettivo di valori che possano offrire dei punti di riferimento etici. Non vi sono certezze di alcun tipo, vige il nuovo dogma del «relativismo al di sopra di tutto». La crisi non è solo economica.  Il dogma di dovere ad ogni costo produrre-vendere-consumare sempre di più è considerato indiscutibile o inevitabile, ma si tratta di un pericoloso processo che distrugge la natura e l’umanità, che di essa fa parte. «Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» diceva Gandhi. Non è sufficiente pensare o sperare nel cambiamento: dobbiamo cercare di favorirlo.

Accogliere è un atteggiamento interiore. È prendere l’altro all’interno di sé, è preoccuparsi di lui, essere attenti ai suoi vissuti e alla sua Persona.

Da questo nascono scelte di vita caratterizzate dalla condivisione, intesa come partecipazione alla vicenda dell’altro per assumerne condizioni e problemi. L’accoglienza dà forma all’ascolto, che porta a condividere la situazione di sofferenza e che si manifesta con una presenza viva, vicina. Questa com-passione nei confronti della persona ferita non è una emozione passeggera nè un gesto di tenerezza senza futuro, ma costituisce la garanzia di una fedeltà che si traduce in un progetto all’interno di una relazione d’aiuto.

L’accoglienza non è connaturata all’uomo. E il primo passo per imparare ad essere accoglienti riguarda 1’essere disposti ad aprirsi alla sofferenza altrui, cosa difficile in una società fredda che insegna a chiudersi, a trincerarsi, ad appartarsi, a diffidare di tutte le persone sentite come estranee o problematiche.Per uscire da questa logica ognuno di noi ha bisogno di essere aiutato, costantemente stimolato per non cadere in un bisogno di sicurezza e di comodo. Da qui la necessità di una formazione continua, fatta insieme ad altri con cui i valori del rispetto della Vita e della Persona siano condivisi. Accogliere significa accettare. E accettarenon significa subire, ma guardare le cose nella loro realtà, prendere atto della realtà stessa, in modo da essere liberi di scegliere le nostre strade e le nostre azioni.

Il modo in cui cerchiamo di essere accoglienti e di imparare ad accettare l’altro passa attraverso la capacità di accettare noi stessi, acquisendo la consapevolezza delle nostre risorse, dei nostri punti di forza e dei nostri limiti, delle nostre ferite e della nostra storia.

Non possiamo non comunicare.Comunichiamo attraverso il linguaggio verbale e attraverso espressioni non verbali.Sia il linguaggio che la comunicazione non verbale hanno un loro codice, che varia sia da cultura a cultura a cultura, sia da un ambiente all’altro, sia da un individuo all’altro.

Per essere credibile e autorevole, il volontario per la Vita deve essere coerente nelle sue parole, nelle sue azioni e nei suoi pensieri, e non devono aver paura di riconoscere e ammettere i loro errori. Siamo tutti prima di tutto esseri umani, per definizione imperfetti. Le persone che chiedono aiuto hanno vissuto sulla propria pelle il peso della differenza che intercorre fra avere al proprio fianco delle figure non attente o indifferenti e potersi invece rapportare con persone autorevoli, attente ai loro bisogni e alla loro persona. : i bisogni vanno accolti, i punti di partenza vanno valutati, gli obiettivi tenuti sempre in considerazione, le singole storie tenute sempre presenti in ogni giorno di accoglienza.

Semina impegno, raccoglierai risultati. Semina onestà, raccoglierai onore. Semina gentilezza, raccoglierai gratitudine. Semina amore, raccoglierai felicità. E ricorda: anche se non sembrasse di non raccogliere niente, non stancarti mai di seminare. E abbi pazienza….

Laura Mullich, Formatrice SOS Vita

 

Accogliere per promuovere il valore della vita