Azioni di contrasto alla cultura della morte: la cittadella di Padre Pio di Antonello Cavallotto, Associazione Biomedi@

Eminenza, amici, promotori di questa importante giornata, grazie a tutti per quello che state facendo in per avermi questa possibilità di intervenire in rappresentanza del mio gruppo, Biomedi@.

Centrerò questa mia breve nota nel rispetto del tempo e volendo portare una testimonianza pratica di opera in difesa della vita lasciando poi all’edizione e-book il mio piccolo contributo concettuale alla discussione oggetto di questa assemblea.

Eminenza, amici. Entro nel merito per portarvi una testimonianza che si oppone a quello che con linguaggio accademico i bioeticisti, chiamano “il pendio scivoloso” del cosiddetto pietismo assistito. Un pietismo che propone la legalizzazione delle droghe leggere, del matrimonio egualitario dell’omogenitorialità e appunto del cosiddetto suicidio assistito o peius medicalmente (sic!) assistito. Il che non è poi la stessa cosa! Ma la Provvidenza manda sempre un aiuto a chi lavora per il Bene e per la Vita.

Ed ecco qui a presentarvi il Progetto de: La Cittadella di P. Pio. Si tratta un progetto di struttura socio- sanitaria onco-pediatrica voluto e portato avanti da Irene Gaeta e dall’Associazione I Discepoli di P. Pio[1]. Irene Gaeta oggi una “giovincella” di 82 anni, romana, ex stilista di moda, vive a Vitinia ed è stata figlia spirituale, oggi una delle ultime, del Santo di Pietrelcina. Proprio P. Pio le ha chiesto di fare proprio in Calabria “… un Ospedale Pediatrico…perché i bambini, fin dal grembo materno, nasceranno con il tumore ai polmoni, al sangue e altrove… Si dovranno curare con le erbe naturali, le erbe che nascono lì e l’acqua che scorre là

E dire che Irene è romana de Roma. Ma tant’è che da due anni è partita questa sua nuova avventura, insieme all’aiuto di tanti benefattori[2]. E così a Drapia, una piccola località sopra Tropea, il giorno 28 maggio dello scorso anno (2018) si è posta, con la benedizione di Mons. Renzo, la posa della prima pietra. E il giorno 8 luglio (2019) si è inaugurato già un primo plesso. Naturalmente i lavori continuano e i costi sono alti. Parliamo di diversi se non miliardi di euro[3].

Ma si sta realizzando, anche in mode e forme inaspettate come quella del contributo voluto dare, il giorno 30 agosto ad Anzio, attraverso un suo spettacolo, dall’attore Carlo Verdone. Come vorrei far capire non si tratta di una iniziativa locale, di un Ospedale cioè calabrese, ma di un Ospedale della vita e quindi un Ospedale di Dio. Quello che vi chiedo è quindi darci una mano. aiutarci a realizzarlo facendolo conoscere e perché no, lo spero, divenendone parte attiva.

Come ogni struttura sanitaria e di accoglienza ci sarà infatti bisogno di preparare tanti giovani per accompagnare ad es. i genitori in un percorso per loro difficile. Ci sarà bisogno cioè di tanti volontari, tanti infermieri medici o bioeticisti amici e associazioni pro-live che si potremmo formare attraverso anche esperienze sul luogo. nel cantiere. Concludo con queste parole che molto spesso sento dire a Irene:

Non abbiate paura. Non abbiate paura di donare. Più darete, più avrete. Il Signore della vita chiama tutti per una missione. Bisogna andare. Mettiamo il Signore al primo posto. Perché se lo facciamo, e amiamo il nostro prossimo come noi stessi, a un certo punto è proprio il Signore che ci darà tutto quello che ci serve”. Vorrei che queste parole fossero anche le vostre. Grazie.

*Giornalista, bioeticista Gruppo Biomedi@

 

[1] Il nome Discepoli di P. Pio., è stato fu scelto da Padre Gerardo di Flumeni, Postulatore nel processo di canonizzazione di Padre Pio

[2] Oltre che dall’Associazione Discepoli di P. Pio, il progetto “Cittadella di P. Pio” è stato realizzato e presentato quest’anno a S. Eminenza il cardinale Bassetti presenti la signora Irene, l’architetto Luciano Messina, progettista la dr.ssa Marcella Marletta, Direttore Generale del Ministero della Salute e Direttore Scientifico del Progetto, e di altri valenti professionisti. Per tutte le informazioni vedi www.idiscepolidipadrepio.it oppure lacittadelladipadrepio.it.

[3] Si rifletta solo sul fatto che il terreno acquistato dal Comune di Drapia e sul quale si sta costruendo, non vi era dotato di acqua e luce