Brescia, Vite inattese di Elisabetta Pittino, Presidente di Federvita Lombardia

“Noi siamo fatti della stessa polvere di stelle di cui sono fatte le cose e sia quando siamo immersi nel dolore sia quando ridiamo e risplende la gioia non facciamo che essere quello che non possiamo che essere: una parte del nostro mondo.” (Rovelli C., Sette lezioni di fisica)
Vite Inattese è un ciclo di conferenze ed eventi tematici che parte dall’idea di mostrare che può esserci una diversa prospettiva di fronte a ciò che di inatteso, gradevole e sgradevole, irrompe nella vita. Quest’anno è alla sua seconda edizione ed è un evento Cuore a Cuore. Si svolge a Brescia, presso la Fondazione Poliambulanza, grazie ai promotori: Rete CAV-MpV di Brescia e provincia, Ufficio per la Famiglia – Diocesi di Brescia, Biblioteca Diocesana e Associazione per i Migranti.
L’idea di Vite Inattese è nata lo scorso anno mentre ero a Lampedusa insieme ad alcuni amici con l’intento di creare un centro di auto alla vita- CAV proprio lì. Il CAV non è ancora nato, ma è stato l’incrociarsi di  due arrivi, quello del bambino che dal non essere entra nell’essere al momento del concepimento, e quello dei migranti che dal loro paese si spostano verso un altro, che hanno dato il via alla rassegna.
Entrambi, bambini concepiti e migranti, hanno la necessità di essere riconosciuti, accolti, i primi per poter vivere, per poter nascere, i secondi per migliorare la propria vita oppure per poter sopravvivere.
Da qui l’incontro di diverse realtà nella promozione-organizzazione di questo evento che hanno portato a scoprire diverse sfaccettature di una vita inattesa. Inattese sono tutte quelle vite o quegli eventi della vita che ci sorprendono, nel bene o nel male, che ci cambiano, che ci fanno gridare di gioia o di dolore, che ci mettono di fronte a noi stessi.
La vita inattesa può essere quella di un figlio voluto, non voluto o semplicemente fuori dai programmi, quella di un migrante che viene da lontano, quella di una malattia che scombina un’esistenza precedente, quella di una morte, quella di una guarigione, quella di una vocazione, quella di un matrimonio. Di fronte a una vita inattesa appariamo noi come siamo, comunque vulnerabili alla gioia e al dolore. L’incontro con l’inatteso, il nostro sì o il nostro no, cambia la vita. La nostra e quella di altri. Il messaggio che si desiderar dare, attraverso i relatori è che si può guardare a queste “vite inattese” da una nuova visuale che ci permetta di vedere l’altro e riscoprire noi stessi. Vite Inattese ha aperto la sua seconda stagione con Paola Bonzi, che con il suo ultimo libro, per un bambino, ha ispirato la linea di questa seconda edizione, raccontata dalla Dott.ssa Soemia Sibillo, Vicepresidente del CAV Mangiagalli e dell’Avv. Manlio Grassi, Consigliere del CAV Mangiagalli, moderati da un brillante Federico Vincenzi, avvocato e scrittore.
Il secondo incontro ha visto la presentazione del libro Vita e famiglia. Antidoti all’omologazione culturale con l’autore, Gian Luigi Gigli, docente di neurologia all’Università degli Studi di Udine, membro del Direttivo del MpV Italiano, moderato da Mario Sberna,  Vice  Presidente dell’Ufficio per la Famiglia- Diocesi di Brescia, presidente Associazione Nazionale Famiglie Numerose.
Il ciclo si concluderà Venerdì 7 febbraio 2019 con un incontro speciale quello con Maria Katerina Kimete Klenja, fondatrice e direttrice esecutiva del Centro per la Vita S. Giuseppe di Lezha, in Albania, che racconterà come è nata la sua “vocazione” per la difesa della vita e come ha fondato questo centro. Modererà l’incontro don Roberto Ferranti, Direttore dell’Ufficio per le Missioni ed dell’Ufficio per i Migranti – Diocesi di Brescia.

 

Brescia, Vite inattese (.pdf)