Camper per la Vita, tappa ad Arezzo di Elisa Del Cucina, Presidente Mpv/Cav di Arezzo

Il Camper per la Vita è arrivato ad Arezzo venerdì 18, guidato da una splendida ragazza, di nome Chiara, con gli occhi color del cielo e un pancione di sei mesi illuminato da un sorriso contagioso. Il suo viaggio da Ancona alla nostra città mi parla dritto al cuore di tutto l’entusiasmo di una giovane mamma, alla sua prima gravidanza, che in compagnia del suo bambino decide di intraprendere questa piccola grande impresa: trasportare un messaggio su quattro ruote alle donne della mia Toscana.

Ciò di cui sono capaci le madri, specie quando sono assistite dall’”incoscienza” della giovane età, per le altre donne, per i figli e i nipoti delle altre madri, anche sconosciute, è un tesoro senza fondo di cui si potrebbe scrivere per i secoli a venire.

Ci sentiamo così naturalmente gravate della responsabilità di portare a più persone possibili il messaggio di aiuto “SOS VITA” lasciatoci dalla coraggiosa Chiara.

La sera stessa ci dirigiamo all’incontro di Antonio Socci per la presentazione del suo ultimo libro: il nostro intento è quello di portare il camper alla visione di una nutrita platea, anche per  strappare un selfie ad uno dei giornalisti e scrittori italiani più letti d’Italia, contestato (a ragione) da moltissimi, ma pur sempre dotato di rara intelligenza, gravato di grande croce familiare (la delicata situazione della figlia Caterina), forse anch’egli vittima inconsapevole dell’eterna lotta tra il Bene e il Male. Noi desideriamo portare un messaggio di speranza, di fratellanza, che non riguardi solo il dialogo inter-religioso e multietnico, ma prima di tutto noi cristiani, spesso e volentieri divisi in nome di Dio. Il rispetto della vita, dal suo concepimento alla morte naturale, è veramente l’emergenza dei nostri tempi e su questo fronte dovremmo unirci e combattere la buona battaglia. Madre Teresa ci ammonisce, con i suoi preziosi lasciti, che quella per la vita è la battaglia per eccellenza, e che la soppressione di un bimbo indifeso nel grembo materno è la causa di tutti gli altri mali (guerre, violenze): se quel delitto è legittimo, nient’altro può essere più aberrante …

All’indomani, abbiamo visitato i luoghi più popolosi e strategici del centro aretino: il mercato del sabato mattina, l’uscita delle scuole, l’ospedale, i centri commerciali. Una fermata obbligatoria al Banco per l’infanzia dove le volontarie del CAV di Arezzo si sono alternate nella raccolta di prodotti da donare alle mamme e ai nascituri assistite dal centro. Dopo i siti dello shopping, abbiamo diretto il camper verso i luoghi più significativi per la cittadinanza aretina in generale e per la causa della Vita in particolare: l’imponente cattedrale che “ospita” la tanto amata Madonna del Conforto; la casa Thevenin, che da decenni ospita nelle sue antiche stanze donne e bambini sventurati e bisognosi di protezione; infine, Casa Betlemme, fondata e gestita da Flora Gualdani, nata come luogo di accoglienza per le ragazze madri e le maternità difficili e oggi importante scuola di formazione, oramai un’istituzione….

Tra il sabato sera e la domenica mattina, il camper è stato accolto da alcune parrocchie, guidate da sacerdoti che sulla sacralità della vita dirigono i propri fedeli verso l’unica direzione consentita: quella assoluta, senza compromessi né cedimenti alle voci mondane di modernità. La loro benedizione è per noi una conferma, che ci incoraggia nel distribuire materiale e volantini ai fedeli presenti, perchè in città, comunque, non si sa mai chi può passare e quali segreti possano nascondere certi volti silenziosi nell’inquietudine dei cuori….

L’avventura del camper non poteva non contemplare una sosta in provincia, al Movimento per la Vita di San Giustino Valdarno, grazie al quale, dal 1995 ad oggi, sono nati 27 bambini mediante l’adozione pre-natale Progetto Gemma: i loro volti sorridenti tessono un inno alla Vita che non chiede parole né ulteriori immagini. Ci basta per dire che si è trattato, si tratta e si tratterà sempre, fino alla fine, della buona causa, quella per il diritto alla vita di tutti: dei bambini senza voce, i più poveri tra i poveri, gli ultimi tra gli ultimi.

Infine, la certezza che la regia di tutto, “nonostante” i nostri umani sforzi, sia poi sfuggita al nostro controllo: così si spiegano certe impressionanti coincidenze, gli incontri tanto graditi quanto impensati, gli abbracci di quelli a cui non pensavi perché “troppo difficile incastrare tutto”, la partecipazione di volontari “esperti” e di giovani “esordienti”, l’abbraccio dell’ultima nata… l’impressione che certe decisioni organizzative apparentemente sbagliate o certi eventi andati storti siano stati gestiti per un Bene più Grande, di cui forse in futuro sapremo. E se non siamo riusciti ad arrivare all’oratorio gremito perché ci siamo attardati nella Chiesa sbagliata con poche persone anziane, forse è perché il nostro volantino doveva giungere lì e non altrove, per percorrere di mano in mano una linea tesa verso una mamma e il suo piccolo bambino. Questo è ciò che ci dice il cuore. O almeno è un augurio pieno di fiducia.

 

Camper per la Vita, tappa ad Arezzo (.pdf)