Casa d’Accoglienza di Viterbo Madre Teresa di Calcutta Maria Fanti, Presidente Ass.ne "Maria Madre della Vita" e responsabile della Casa

…dai 37 anni di condivisione con le mamme in difficoltà nel Centro di Aiuto alla Vita, ai 18 anni di accoglienza, protezione e sostegno in un  cammino di autonomia, attraverso una relazione di aiuto con le mamme.

Non è una coincidenza che mi sia stato richiesto da don Francesco Coluccia, responsabile nazionale delle Case di Accoglienza, federate con il Movimento per la Vita Italiano, di scrivere qualcosa in merito alla Casa di Accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” , pochi giorni fa. Non è neanche questa una coincidenza che abbia terminato questa presentazione proprio oggi, che la Chiesa festeggia la Visitazione e fa memoria della visita della giovane Maria, incinta di pochi mesi di Gesù, alla cugina Elisabetta, anch’essa in attesa della nascita di Giovanni, San Giovanni Battista. Noi questi eventi li chiamiamo “Dioincidenze”, dal momento che il simbolo della Casa di Viterbo è proprio l’immagine della “Visitazione” che è appesa allo stipite dell’ingresso alla Casa, una mattonella in terracotta.
Siamo arrivati ai 18 anni dalla apertura della Casa di Accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” di Viterbo, avvenuta nel 2001 ed i bambini aiutati a venire al mondo, aiutando le loro mamme, sono stati 44, sicuramente un bel numero, sono bimbi le cui mamme sono state accolte in gravidanza anche sin dalle prime settimane di gestazione, ma al di là dei numeri, sono le loro vite, le loro storie che ci interrogano.
Ognuno di loro, nei nostri cuori e nei nostri ricordi ha lasciato un segno. La memoria ci riporta volti di mamme arrivate, impaurite, spaesate, ma poi con il trascorrere del tempo, i loro volti sono cambiati e con il loro volto, lo sguardo, è cambiato il loro atteggiamento … hanno iniziato a sorridere, prima con gli occhi e poi con la bocca. Si sono “fidate ed affidate” e così facendo hanno trovato la gioia nello stringere poi tra le braccia la loro creatura.
Altre mamme, giunte a noi con figli già nati (in questi 18 anni di attività sono state accolte 137 mamme con 144 bambini), hanno pian piano affrontato e risolto i problemi per cui sono stati accolti in Casa di Accoglienza e gran parte di loro ha saputo far tesoro degli insegnamenti vissuti e testimoniati, aumentando così le loro conoscenze e competenze.
Qualche accoglienza è stata un po’ “turbolenta”, non è facile vivere in una realtà organizzata secondo uno stile di vita educativo con regole da seguire e condividere con altre persone, mai viste prima, la quotidianità. Occorre spesso fare dei passi indietro per accogliere l’altro. Potremo dire che è sicuramente una “palestra di vita” ed il nostro sforzo è che i messaggi passino con le maniere dolci e non con la durezza e la rigidità, il tutto sempre impostato nella lealtà e nel coinvolgimento sia delle mamme che di coloro che a loro si dedicano.
Gli insegnamenti ricevuti, di questo ne siamo certi hanno portato e sicuramente porteranno frutti nel futuro, con alcune delle mamme occorrerà un po’ più di tempo per comprendere che tutto ciò che è stato portato avanti, aveva ed ha come unico scopo solo il bene delle loro creature, nate o ancora da nascere, e per loro stesse.

La Casa di Accoglienza di Viterbo, per mamme in difficoltà, dedicata a Madre Teresa di Calcutta, proclamata Santa il 4 settembre 2016, proprio nel giorno in cui la nostra città festeggia la nostra Patrona, Santa Rosa da Viterbo, è nata come frutto di un Sinodo diocesano, insieme al Dormitorio della Caritas “La Tenda” per rispondere a quelle che erano le urgenze del momento che ancora oggi, purtroppo, continuano ad essere delle emergenze. Nel 2018 abbiamo ricevuto 27 richieste di accoglienze ed abbiamo accolte 6 mamme con 7 figli, ed il 24 giugno è nata Sofija la 44° bimba.
Vorrei cogliere, unitamente ai volontari dell’Associazione e agli Operatori della Casa, questa occasione per ringraziare tutti coloro che ci aiutano, ci sostengono anche economicamente a cominciare dalle Parrocchie e dai Sacerdoti della nostra Diocesi che la apprezzano, come il Centro di Aiuto alla Vita, perché è una realtà operativa a servizio della vita nascente, tanto da indirizzare giovani, donne e famiglie a rivolgersi a queste associazioni per problematiche inerenti la vita nascente e non solo.
Grazie anche al Vescovo Lino, il quale sulla scia dei Vescovi emeriti ha da subito apprezzato tale Opera, dimostrando la sua vicinanza, le diverse associazioni ed i vari privati che hanno a cuore questo luogo di accoglienza della vita nascente, dove lo sguardo sul bimbo concepito e non ancora nato, accolto, difeso, aiutato e, nella Casa di accoglienza lo si realizza accogliendo, difendendo ed aiutando la sua mamma.
Un immenso grazie a tutti coloro che in diverse modalità di aiuto ci accompagnano da ben 18 anni in questo percorso di accoglienza alla Vita nascente, rendendosi messaggeri della Divina Provvidenza.

TESTIMONIANZE DI LILIANA E NOEMI, AIUTATE DALLA CASA D’ACCOGLIENZA DI VITERBO
Sono Liliana, ed ecco a voi la mia storia, un po’ ingarbugliata direi. Sono arrivata in Italia quando avevo a malapena 17 anni, i miei genitori mi hanno lasciata andare via senza tante domande. Provengo dalla Romania e da una famiglia poverissima quindi andando via di casa c’era una bocca in meno da sfamare. Due genitori alcolizzati,un padre violento e i miei fratelli ancora piccoli, il mio desiderio più grande era quello di cambiare vita e cercare un destino migliore. Non ne potevo più di quella situazione e mi sentivo morire dentro.
Giunta in Italia ho imparato la lingua leggendo libri, ho cercato un lavoro con non poche difficoltà e ho conosciuto un coetaneo con il quale iniziai una storia d’amore che durò pochissimo perché da parte sua non c’era l’intenzione di fare sul serio. Da questa relazione concepii mia figlia e lo scoprii qualche mese dopo a causa delle mie mestruazioni non regolari. All’epoca lavoravo come badante con regolare contratto, con vitto e alloggio a Viterbo.
Decisi di andare in farmacia e comprarmi un test di gravidanza ed è allora che i miei dubbi iniziano a rivelarsi. Il risultato fu positivo….speravo cosi tanto che non fosse vero. I giorni seguenti faccio altri due test e ne ebbi la certezza che dentro di me cresceva qualcosa a mia insaputa Paura totale!
Per me è stato come uno schiaffo, il momento non poteva essere più sbagliato.
Vado in internet a cercare un po’ di informazioni al riguardo e poi decido di prendere un appuntamento dal ginecologo … quella forse era la mia prima volta in assoluto. Tremolante, impaurita, anche con un po’ di vergogna mi sentivo persa in uno studio dove tutto mi sembrava cosi nuovo.
Conosco poi la dott.sa Benigni. Mi visita,mi fa qualche domanda e capisce già da subito che la sua paziente si trova in una situazione non proprio facile. Non mi fece neanche pagare la visita,anzi lei mi mette subito in contatto con la responsabile del Centro di Aiuto alla Vita di Viterbo e della Casa di Accoglienza Madre Teresa di Calcutta di Viterbo. Mi ci fece parlare al telefono, e tra un singhiozzo e l’altro riuscimmo a combinare un appuntamento a Prato Giardino.
Mi sentii sollevata e da quel momento non mi ritenevo più cosi tanto sola. Ricordo che il giorno che ci siamo incontrate faceva freddo, ma c’era un sole pazzesco … Maria era con Francesca, la ragazza che stava svolgendo il servizio civile presso la Casa di Accoglienza. Era il 15 Febbraio del 2010 – il mio ventesimo compleanno. Non so, ma per me fu un giorno speciale… perché Maria era pronta ad ascoltarmi,accogliermi senza giudicare, cercando di trovare un modo per riuscire a portare questa creatura alla luce.
Nella visita che feci dalla ginecologa lei mi confermò che aspettavo una bimba e mi disse anche: <<Signora, lei non solo è incinta ma la sua bimba è già grande è una gravidanza avviata già da tempo>>. Erano già più di 20 settimane di gestazione. L’ecografia mi aveva mostrato la piccola vita che stava crescendo dentro di me ed ecco …. già li mi sentivo mamma. Comunque è vero che madri non si nasce e questo è indiscutibile e altrettanto inutile ammettere che molto probabilmente ,una ragazza come me, non indipendente, almeno non fino al punto di riuscire a mantenere una creatura, per prima ancora acerba alla vita, in un paese non mio, mi sono ritrovata di colpo in un ruolo troppo grande per me ma sono dovuta crescere in fretta.
Era giunto il momento di comunicarlo al mio datore di lavoro che era per giunta l’anziano di cui mi occupavo. Lui che prima di allora si permetteva ogni tanto di toccarmi ,quando ha saputo del mio stato interessante mi licenziò in tronco senza pensarci due volte mi diede due settimane di tempo per potermi trovare un posto dove andare … panico totale … e ora cosa faccio?
Fortunatamente la dottoressa aveva informato la responsabile del Centro di Aiuto alla Vita sugli sviluppi della situazione, non avevo più né un lavoro né un alloggio dove stare e fu così che dopo un nuovo incontro al CAV fui accolta nella Casa di Accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” di Viterbo.
Mi preoccupava l’incomprensione da parte della gente il cui giudizio allora avevo molto timore … mi violentavano psicologicamente poiché mi sentivo diversa in una società dove ai miei occhi erano tutti sposati o conviventi con prole al seguito e dove le ragazze- madri venivano compatite oppure etichettate come “poco di buono’’. Li per li avevo bisogno di una mamma ma lei non c’era … i miei mi hanno rinnegato come figlia appena sono venuti a sapere che io aspettavo una bambina al di fuori del matrimonio e dato che erano molto all’antica, questa cosa non riuscivano ad accettarla…da noi le ragazze-madri erano una vergogna agli occhi della gente. Ma per me c’era Maria, che dal giorno del nostro incontro non mi ha mai lasciato da sola anzi,nel giro di qualche giorno sono entrata a far parte anche io di questa meravigliosa comunità dove non mi facevano mancare niente. Lei insieme agli altri volontari della casa mi hanno seguito in tutto per tutto … dalle pratiche burocratiche, visite specialistiche di cui necessitavo alle cose più essenziali di tutti i giorni. Magari c’erano un po’ di regole da rispettare ma nulla di impossibile.
Ora avevo una famiglia, mentre prima di conoscerla, nella situazione in cui mi trovavo, avevo pensato di tutto … anche al suicidio. Invece cosi, pronta ad accogliere la mia bambina il mio percorso in Casa di Accoglienza continua col trionfo della nascita di Noemi.
Il suo papà non c’era … in fondo non c’è mai stato e quindi me ne sono dovuta fare una ragione. La mia bambina in quel momento aveva bisogno soltanto di tanto amore … tutto il resto è solo il contorno. Lo sappiamo tutti che senza amore nulla viene bene! 41 settimane di gestazione e Noemi non voleva nascere per qualche complicanza legata al mio ciclo irregolare, dopo 12 ore di travaglio i medici decisero di sottopormi al cesareo d’urgenza.
Ecco, oltre al dolore, quei momenti sono stati di un’emozione indescrivibile … quell’ esserino piccolo (che poi tanto piccolo non lo era perché pesava quasi 5 kg.) mi ha riempito di orgoglio. Sapere che c’era lei mi veniva tutto più facile, all’improvviso diventai più forte … la mia forza veniva da lei.
Un passero non ha mai paura che il ramo si spezzi perché non ripone la sua fiducia sul ramo ma sulle sue ali.
Nessuno mi ha mai detto che sarebbe stato facile ma dentro di me ero convinta che potevo contare sulle mie forze…
Il rifiuto e l’indifferenza da parte della società, il peso di una gravidanza non voluta ma ormai esistente, il bisogno di essere aiutata si trasformano nei miracoli quotidiani e cosi piano piano mi ritrovai a crescere la mia bimba.
Senza i miei angeli custodi, senza il Centro di aiuto alla Vita, senza la Casa di Accoglienza, dedicata a Madre Teresa di Calcutta, non ce l’avrei mai fatta … Non smetterò mai e poi mai di essere riconoscente per quello che hanno fatto per me. Ho bussato alla loro porta e loro mi hanno dato sostegno, un aiuto concreto, quando gli altri mi hanno girato le spalle … loro sono rimasti per me, loro non mi facevano pesare la mia gravidanza ed io mi sono fidata di loro… e questo vuol dire tanto. Sono passati quasi 9 anni dalla nascita di NOEMI … alle persone fuggite della mia vita avrei voglia di dire tante cose ma non lo faccio perche è anche grazie a loro che sono diventata più forte.
Alle persone che si ritrovano nella mia situazione posso dire soltanto che una soluzione si trova sempre a prescindere… importante è bussare alla porta giusta.

NON VERGOGNATEVI DI CHIEDERE AIUTO… LA VITA UMANA
È UNA MERAVIGLIA!

Con affetto
Liliana

 

Casa d’Accoglienza di Viterbo Madre Teresa di Calcutta (.pdf)