Come si vede che l’embrione è persona di Jerome Lejeune

Il Prof. Jérôme Lejeune, genetista di fama mondiale e docente di Genetica presso l’Università di Parigi, illustre Accademico di Francia e socio onorario dell’Associazione dei Medici cattolici italiani, illustra in questo articolo il punto di vista della biologia.

 

All’inizio voglio fare una confessione pubblica: io sono un genetista e tutti i libri di genetica sono sbagliati perché affermano che esiste materia vivente. La materia non può vivere né riprodursi: esiste soltanto la materia animata, animata da un messaggio che è la vita, che fa la vita. E se questo messaggio è umano, questa vita è umana. La materia non è niente, non può vivere, una molecola non può vivere, un atomo non può vivere. E se non esiste la materia vivente, tutta la teoria materialista non ha senso. Noi siamo costituiti di materia e la nostra materia è animata: la materia non vive ma è animata. E tutte le possibilità di riproduzione, naturali o artificiali, sono la dimostrazione di questa verità. Per esempio, quando uno scultore ha fatto una statua e vuole farne un’altra uguale, nel copiarla si instaurerà un rapporto fra l’originale e la copia, ma la replica, di bronzo, di plastica, di marmo, non sarà della stessa materia dell’originale.

La statua riprodotta non è della materia dell’originale, ma della medesima forma, impressa dallo scultore sulla materia. E lo stesso accade con la vita: la cosa riprodotta non è la materia, ma la forma, l’informazione che è scritta dentro la materia.

Evidentemente, è molto più difficile fare la riproduzione di un essere umano che di una statua, non animata, ma si tratta dello stesso processo. E, per fare un esempio, prenderò in esame un fatto oggi molto ordinario: comprare una cassetta per avere la riproduzione di una sinfonia; se possiedi il registratore puoi ascoltare la cassetta della sinfonia. Ma la cosa interessante è che dentro il registratore non ci sono i musicisti e le note musicali, ma un testo astratto, un codice che ha trasformato la pulsione dell’aria eseguita dall’orchestra, una modificazione delle note dell’orchestra. Ora la cosa straordinaria è che ciò che perviene a noi non è il movimento dell’aria, ma il genio di Mozart: questo è il miracolo! La vita è esattamente la stessa cosa, è il genio dell’uomo che si trasmette da una generazione all’altra. Certamente in questo caso la banda magnetica è molto più piccola di quella del registratore. La molecola del DNA è molto lunga, un metro dentro lo spermatozoo e un altro metro dentro l’ovulo. Quando si uniscono un metro del padre e un metro della madre, i due metri insieme costituiscono la legge della vita, scritta dentro l’ovulo fecondato, che è la prima manifestazione del nuovo essere.

Per dare una idea della miniaturizzazione del linguaggio della vita, è necessario capire che questo messaggio, scritto sui due metri di DNA – che sono perfettamente spiralizzati dentro i cromosomi -, è come la banda magnetica dentro una minicassetta in scala molto ridotta. Le molecole di DNA definiscono tutte le qualità di tutte le persone, circa cinque miliardi in tutto il mondo; questa quantità di materia sarà più o meno equivalente a due compresse di aspirina ed è straordinario constatare la miniaturizzazione dell’informazione. Quando è necessario spiegare agli studenti di biologia che cos’è la genetica, che cosa è questa trasmissione del messaggio, basta semplicemente spiegare che all’inizio è un messaggio presente nella vita, e questo stesso messaggio è la vita; se questo messaggio è umano, questa vita è una vita umana.

Il concetto è molto semplice, infatti non è altro che la riscoperta di una verità che è scritta in un libro molto vecchio: «In principio era il Verbo». La dimostrazione scientifica è solamente una parafrasi dell’inizio del Vangelo secondo Giovanni. Infatti non si tratta di un’invenzione, ma di una realtà. Attualmente in tutte le nazioni d’Europa è diffusa una cappa di oscurantismo che ha obnubilato l’intelligenza della popolazione che rifiuta questa realtà ne può trovarla attraverso i mass media. Sarebbe vietato parlare così, ma nel corso universitario di genetica è necessario, perché si tratta della verità. Per tentare di fare un po’ di luce in questa oscurità voglio puntualizzare che è lo spirito che anima la materia. Questo è molto interessante perché nel linguaggio ordinario la stessa parola “concepimento” è usata per un pensiero che si forma nello spirito. All’inizio della vita, dentro la piccola sfera di un millimetro e mezzo che è l’ovulo fecondato, lo zigote, l’embrione, l’informazione e la materia, lo spirito e il corpo, la forma, sono tante cose unite che non è possibile distinguere separatamente l’una dall’altra: per questo parliamo della concezione, del concepimento, del “conceptus” per definire una azione dello spirito, del nostro spirito adulto e per definire l’inizio della vita.

È necessario avere i doni dello Spirito per capire la genetica. Il primo dono è la sapienza, che è il più elevato, il primo, ed è molto evidente nella genetica umana. Per esempio, 50 anni fa, c’era negli Stati Uniti un abortista che reputava una sostanza, l’aminopterina – antagonista di una vitamina, l’acido folico – capace di impedire lo sviluppo delle cellule e quindi di causare un aborto; fece un terribile esperimento uccidendo circa cinquanta bambini nell’utero con questo veleno, ma alcuni sono morti più tardi durante la gravidanza. Si poté riscontrare una difficoltà di chiusura del canale nervoso, una apertura nel cervello o una assenza dello stesso. Egli, pur essendo un abortista, ha pubblicato che l’aminopterina non era un veleno conveniente per l’aborto. Dieci anni fa, due ricercatori inglesi hanno constatato che le madri che avevano un bimbo con un difetto della chiusura del cervello e del midollo, presentavano una deficienza di acido folico, che era la vitamina inibita da quel veleno. Attualmente, durante la gravidanza, se la mamma assume dell’acido folico la frequenza delle malformazioni diminuisce di almeno 10 volte: è una salvaguardia straordinaria perché evita le malformazioni dei bambini.

Dicevo che la sapienza è molto importante. Infatti quello scienziato americano voleva uccidere i bambini ed aveva scoperto che l’aminopterina antagonista dell’acido folico, causava la malformazione, ma egli, non volendo curare, ha visto ma non ha capito. È naturale che, se non si ricerca il bene per il proprio paziente, non si può capire la sperimentazione: la sapienza è l’inizio della ricerca.

Il secondo dono dello Spirito è l’intelligenza, quella della natura umana. Per avere rispetto di tutti i membri della nostra specie è necessaria l’intelligenza della natura umana ed essere quindi sicuri scientificamente del fatto che un essere umano molto giovane e piccolo, di circa un millimetro e mezzo, è un membro della nostra specie.

Attualmente è possibile, con un metodo scoperto in Inghilterra da Jeffries, vedere e prendere una lunga molecola di DNA, dividerla con uno speciale processo enzimatico, che qui non è necessario descrivere, e analizzarla. Il risultato è molto semplice da capire: basta pensare all’etichetta che si trova al supermercato sui prodotti, il codice a barre, che viene analizzato da un

lettore ottico ed immediatamente il computer dichiara la qualità e il prezzo del prodotto. Esattamente con lo stesso apparecchio è possibile identificare la persona. Infatti ciascuna persona ha il suo codice, differente da qualunque altro. È evidente e molto facile. L’unica cosa che la macchina non può leggere sul codice a barre della genetica è il prezzo della persona umana. È l’unica cosa che non può leggere. Ma non è necessaria una ricerca tanto sofisticata per capire che l’essere umano molto giovane è un membro della nostra specie. Ma in un essere così piccolo e di aspetto così differente dal nostro, chi potrebbe dunque riconoscere il suo simile? Chi? La sua madre! La storia naturale dei canguri è particolarmente istruttiva su questo punto.

I canguri sono bipedi molto stupidi. Per questi bipedi l’aborto è naturale: il piccolo canguro viene abortito a circa due mesi quando è grande come il mio pollice e non sembra affatto un canguro: sembra una piccola salsiccia. Infatti i membri posteriori sono minuscoli: è ridicolo! Dopo due mesi di sviluppo in utero inadeguato, il piccolo viene abortito. Esso ignora dove si trovi la tasca materna e non sa neppure che esista, ma è sensibile alla gravità. Appena uscito, esso si arrampica in verticale nella pelliccia della madre, raggiunge senza sbagliare la tasca e vi cade dentro. Confortevolmente installato, imbocca con forza la minuscola mammella e prosegue la crescita per sei-sette mesi. Il fatto sorprendente è che la madre del canguro lo lascia fare, mentre non tollera nella sua tasca nessun altro animale. Se la natura ha avuto cura di “predisporre” nel modesto cervello della madre canguro i circuiti idonei a riconoscere la “congruità” del piccolo canguro, come si potrebbe credere che con il loro grosso cervello del volume di un litro e mezzo, i biologi non posseggano la capacità di scoprire molto presto il carattere umano dei loro discendenti? E come credere che la natura non abbia impresso questa conoscenza meravigliosa nel cuore di ogni donna, di ogni madre? Il piccolo canguro non ha ancora la coda ma è capace di salire dentro il marsupio della madre. La cosa meravigliosa è che la mamma canguro, che non è molto intelligente, che ha un piccolo cervello, è capace prendere solamente questo salsicciotto e non un altro animale. Come avviene la conoscenza? Non lo so: per me è evidente che la natura ha costituito il piccolo cervello della mamma canguro capace di scoprire la congruità del piccolo canguro. Se la natura si è preoccupata di dare alla mamma canguro la possibilità di riconoscere che il piccolo canguro è il suo canguro, non posso pensare che la natura nel grosso cervello degli scienziati – un litro e mezzo – non abbia iscritta la possibilità di scoprire che dei piccoli esseri umani sono esseri umani!

Ma non è necessario andare dall’altra parte della terra, giacché tutte le nonne hanno raccontato ai nostri piccoli la storia di Pollicino, che è molto interessante perché tutti i bambini del mondo conoscono la stessa storia nelle diverse culture. Le nonne hanno raccontato la stessa storia, di piccoli esseri che stanno sotto terra, che vivono una vita sotterranea e meravigliosa. Era la maniera antica e poetica di fare l’educazione sessuale, narrare la storia di Pollicino. In fondo tutti gli uomini sono stati un Pollicino dentro il grembo della loro mamma; non è una storia, è la verità. Ma non è necessario conoscere i racconti delle buone nonne, è necessario credere alle nonne quando sono buone.

È possibile dare l’impressione della vita dentro il grembo specialmente nella nostra generazione? È molto semplice: basta entrare in una discoteca. L’entrata è sotterranea e sotto una volta molto scura, con un poco di luce rossa, l’atmosfera è umida, calda, e l’odore è forte; dentro ci sono corpi che si muovono lentamente, girano e saltano, e il rumore è enorme, e c’è un ritmo molto forte di sessanta vibrazioni al minuto: il contrabbasso, che con il suo suono causa una pressione sul corpo e ogni battito provoca una risonanza sulla schiena.

Un altro ritmo molto rapido è quello delle “maracas” circa 140 battiti al minuto. Le persone che sono all’interno della discoteca amano questa atmosfera perché è la memoria non cosciente dello stato in cui si trovavano all’inizio; infatti quando il piccolo è dentro il grembo materno trova la stessa atmosfera umida e l’odore forte. Inoltre è vero che il rumore è enorme – il cuore della mamma fa 60 battiti al minuto – e a tutti i battiti del cuore della madre il corpo del piccolo subisce una piccola pressione mentre il suo cuore ha un ritmo di 140-150 battiti. E se questa musica molto semplice, prodotta da due ritmi di 60 e 150 battiti, è universale, è solamente perché all’inizio della vita, essi dentro il grembo della madre avevano ascoltato una sintonia di due cuori, lo stesso ritmo della musica popolare. Dopo l’intelligenza è necessaria la prudenza, che ci aiuta a capire la necessità che la vita umana trovi rispetto e accoglienza perché non è possibile dire «fa ciò che vuoi con il figlio nel tuo grembo» e allo stesso tempo «rispetta l’altro». Se un padre, una madre non ha un rispetto assoluto per la sua carne, per suo figlio, per sua figlia, come è possibile che avrà rispetto per un estraneo? È realmente un pensiero schizofrenico dire che uccidere il proprio bimbo è possibile, ed allo stesso tempo avere rispetto per uno sconosciuto. È impossibile! La prudenza è dire «se vuoi il rispetto dell’uomo, l’inizio di quel rispetto nasce dal rispetto di tuo figlio e di tua figlia».

Ma per essere capaci di avere questo rispetto è necessario essere forti e resistere alla pressione dei mass media che inculcano nella mente del singolo che ciò che è dentro il grembo non è niente e nessuno. È stupido! Ma per fare dimenticare la verità viene adoperata una tecnica molto intelligente, in tre punti. Il primo è il diversivo, il secondo è la inversione, il terzo è la perversione. Il diversivo è molto semplice, è dire «non si guarda al piccolo o al vecchio che sarà ucciso con l’aborto o l’eutanasia ma all’interesse dei parenti, al costo per la società» e si fa un diversivo: non si guarda alla vittima, ma agli altri. Dopo viene l’inversione che è dire: «ma guarda, tutta l’attenzione che ci vorrebbe per questo vecchio, per questo bimbo, è meglio averla per un altro, magari per i bimbi dell’Eritrea, per esempio». E infine la perversione che è la cosa più semplice: uccidere l’innocente. È molto interessante questa maniera di fare dimenticare la verità, per diversivo, inversione e perversione; in modo tipico fu attuata 2000 anni fa: in quel tempo una donna aveva un profumo molto prezioso e c’era un uomo che diceva «non è bene usare questo prezioso profumo, sarebbe meglio venderlo e dare il ricavato ai poveri»; quest’uomo dopo tradì il Maestro. Oggi accade la stessa cosa di Giuda Iscariota.

È necessario, infine, avere, altri due doni, la scienza e la pietà. La scienza è capire che la vita è veramente questa informazione che anima la materia. Ne abbiamo avuto una dimostrazione: durante una causa di divorzio, in America, i genitori si erano messi d’accordo in tutto, soldi, macchine e il resto, ma non per i bambini, perché avevano 7 bambini, fatti per fecondazione in vitro, che erano congelati. E la madre diceva «io voglio prendere i miei bimbi per condurli alla vita»; il padre rispondeva: «No, perché non voglio essere il padre dei bambini di questa moglie che non voglio avere come sposa». Ed ho fatto da testimone in quella causa in America a Mariville, “città di Maria”; il nome della madre era Mary ed il giudice, che per la prima volta doveva dire se quei bambini congelati erano esseri umani, i più giovani degli esseri umani possibili, si chiamava Young che vuol dire giovane. Anche il mio cognome significa la stessa cosa. Fu un momento straordinario quando il giudice capì che quando la temperatura viene diminuita, le molecole non si muovono più ed il tempo è congelato. Non è solo l’embrione che è congelato ma anche il tempo è arrestato. Ed è molto interessante che il nostro linguaggio usi la stessa parola per il calore, che si misura con un termometro, e per il tempo che si misura con l’orologio: il tempo e la temperatura. È lo stesso codice perché il tempo della vita è esattamente il movimento delle molecole. Quando il giudice capì che quegli esseri erano umani perché lo spermatozoo e l’ovulo erano umani, che non erano finiti ma che solamente il tempo si era arrestato, decise di darne la custodia alla madre dicendo che un essere che è umano è umano. Era la prima volta che una autorità giudiziaria nel mondo diceva che l’embrione “è un essere umano”. Sfortunatamente la Corte Suprema dell’America non ha poi accettato il ricorso della madre e attualmente i bambini sono congelati per sempre. È un rifiuto della giustizia che è esattamente il contrario del giudizio di Salomone. Tremila anni fa quel re disse a un soldato: «Prendi la tua spada e taglia il bimbo in due parti»; e la vera mamma replicò: «No, per favore, dallo piuttosto ad un’altra ma non ucciderlo»; e Salomone capì che era la vera madre. La Corte Suprema americana non ha capito che il vero genitore era la madre perché lei voleva la vita dei bambini. È un terribile rovesciamento del giudizio.

Io penso infine che viviamo in un’epoca straordinaria perché la scienza ha dimostrato che la vita è l’animazione della materia. Siamo capaci oggi di leggere ciò che è scritto nella vita. È un’enorme avventura poter leggere tutto il genere umano al prezzo di milioni di dollari: ma nella stessa epoca la stessa società non capisce più che i suoi bambini sono esseri umani.

L’ultimo dono dello Spirito è il timore di Dio: non il timore del progresso scientifico, ma il timore di dimenticare che l’uomo non è il padrone della vita e della morte. L’uomo non ha fatto sé stesso e se non ha il timore di Dio è pericoloso per gli altri uomini. C’è una grande regola nella tradizione latina che dice «Timete Dominum et nihil aliud», abbiate timore di Dio ma non di altro. È del tutto vero per la scienza: se gli scienziati e i legislatori non dimenticano che l’uomo non è il padrone della vita perché non l’ha fatta lui, è possibile che tutti i progressi della tecnica siano al servizio della famiglia umana; inoltre giudicare tutte le fecondazioni in vitro e le manipolazioni dell’embrione è molto semplice, non è necessario essere uno specialista, è solamente necessario non dimenticare una parola che dice e che spiega tutto: «Quello che farai ad uno più piccolo lo avrai fatto a me».

 

Come si vede che l’embrione è persona (.pdf)