Da leggere. Covid 19: preti in prima linea. Storie straordinarie di chi ha dato la vita e di chi non si è arreso a cura di Maria Antonietta Trupia

“Andare incontro a chi ha bisogno”. Un inciso per incarnare la missione di sacerdoti impegnati nella molteplicità dei risvolti spirituali e pastorali della propria vocazione che li ha portati a rispondere alla chiamata del Signore, nella funzione di fare da “ponte tra Dio ed il popolo” con la volontà di formare “buoni cristiani e onesti cittadini per il bene comune”.

Un libro “Covid-19: preti in prima linea” di Riccardo Benotti (giornalista ed esperto di vita della Chiesa in Italia, caposervizio del Sir- Agenzia di informazione della Cei) che appare denso di esperienze vocazionali e biografiche, intrise nel complesso tessuto sociale italiano, con risvolti di vita vissuta ambientati in periferie, ospedali, carceri, comunità di recupero… Un testo che ha voluto concentrarsi sui sacerdoti che sono stati, con il loro impegno quotidiano, non solo pastori, ma padri e fratelli di persone (ammalati o familiari), che hanno potuto contare sulla loro presenza costante anche nei momenti più drammatici. Sacerdoti quali guide spirituali, dunque, ma anche come sostegno generoso all’esistenza di ogni giorno, che hanno sempre saputo mettere al centro le persone nella dura prova che stavano affrontando.

Sono stati duecentosei, da marzo a novembre 2020, i sacerdoti che hanno perso la vita durante l’emergenza Covid (nel momento in cui scriviamo, ancora in corso), senza rinunciare ad essere vicini alla loro comunità, ai detenuti, ai malati, ai bambini ricoverati, coraggiosamente in prima linea per continuare a portare boccate di fede, di ascolto, di speranza, di vicinanza nella preghiera, di aiuti concreti…

La presentazione del testo è affidata al cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana che cita Papa Francesco in una lettera indirizzata al clero romano: “Come sacerdoti, figli e membri di un popolo sacerdotale, ci spetta assumere la responsabilità per il futuro e proiettarlo come fratelli. Mettiamo nelle mani piagate del Signore, come offerta santa, la nostra fragilità, la fragilità del nostro popolo, quella dell’umanità intera”. Il card. Bassetti definisce pellegrini “per vocazione e offerta” i sacerdoti diocesani deceduti in Italia. A sua volta ricoverato a causa del virus, il cardinale ha speso il tempo della propria malattia ripensando “all’amore ricevuto e donato” e ”a tutte le opportunità di fare del bene non sfruttate” ed ha accostato l’immagine dei sacerdoti a quella del buon Samaritano, espressione di una “Chiesa amica che si prende cura del prossimo”.

Parla di “santi della porta accanto” riferendosi ai sacerdoti che hanno donato la propria vita per i fratelli, il card. Angelo De Donatis (vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, anch’egli ricoverato a motivo del Covid), sottolineando come “al cuore dell’esperienza cristiana si trovi prima di tutto il dono della Grazia”. Parlando di uno dei vescovi colpiti dalla pandemia, l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini ha accostato la testimonianza offerta dal prelato, nella sequela di Gesù e nella consapevolezza “di dover passare per la porta stretta del consumarsi per amore e del soffrire con pazienza”.

 

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