Eternità della vita: un viaggio infinito d’amore A cura della segreteria organizzativa (Cenzina Ricco, Sonia Vasco, Natassya Ancona, Aldino Dicarolo)

La linea del tempo dell’umanità con le domande aperte sulle varie dimensioni della nostra vita è stato il tracciato delle cinque giornate della consapevolezza promosse dal Movimento e Centro di Aiuto alla Vita di Fasano con il patrocinio del comune di Fasano e il supporto di alcune aziende locali.
Il 14-12-19 si è tenuto presso il Laboratorio Urbano di Fasano l’ultimo incontro del convegno sull’identità umana. Il tema, “Eternità della vita: un viaggio infinito di amore”, riassumeva il significato profondo dell’essere uomini: nella corsa frenetica del mondo la meditazione sulla propria esistenza inserita nell’orizzonte più ampio della vita dell’intero universo diventa il discrimine tra una mera sopravvivenza e una vita spesa con la coscienza di esserci in ogni istante e di avere una responsabilità morale verso sé stessi e verso tutto il creato. Questa riflessione ci mette in contatto con ciò che è imperituro, con la vita che fluisce e si rinnova nella gioia dell’amore. «È lecito fare tutto quello che è possibile fare?» è stata la domanda provocatoria di apertura che il moderatore dell’incontro, il Prof. Massimo Vinale, insegnante di Religione Cattolica, ha rivolto ai due relatori. Padre Antonio Cassano, monaco dell’Abbazia “Madonna della Scala” di Noci, ha citato alcuni passi della Bibbia che rivelano i limiti della condizione umana.
L’uomo è plasmato con polvere di terra, presagio di mortalità, e Dio soffia la vita nelle sue narici (Gen 2,7), ma è interessante osservare che il termine ebraico per “soffio” (nefesh) significa anche “appetito, desiderio”. L’uomo anela a qualcosa che non possiede. Infine, la creazione della donna indica che l’uomo da solo è incompleto, che ha bisogno di relazionarsi (Gen 2,18). Questi limiti diventano una risorsa per noi se sappiamo accettare il grande mistero della vita. Come si fa ad accogliere il mistero?
Secondo Padre Cassano, come diceva Pascal, “l’ultimo passo della ragione è riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la sorpassano”. Oggi sembra che sulla dimensione etica e spirituale stia, però, prendendo il sopravvento la tecnica al servizio della scienza. Il pericolo che corriamo è che il potere dell’uomo diventi incontrollato secondo il Prof. Francesco Bellino, Professore di Filosofia morale, Etica della comunicazione e Bioetica dell’Università degli Studi di Bari “A. Moro”. Ma egli sostiene che «stiamo vivendo un momento di svolta. Hegel diceva che la storia è come la talpa. Scava inosservata e intanto produce cambiamento. Così le giovani generazioni stanno prendendo consapevolezza dell’importanza della vita».
C’è bisogno di ridestare speranza e senso critico nei ragazzi, di trasmettere loro il valore della libertas (libertà morale), che oggi si tende a confondere con il libero arbitrio, e di promuovere quella che il Papa ha definito “ecologia integrale”.
Questa, secondo il Prof. Bellino, è la strada da percorrere per il futuro dell’umanità e per scongiurare sia il dominio assoluto dell’intelligenza artificiale sia la distruzione totale del pianeta. In conclusione è stato condiviso con i partecipanti un dolce momento conviviale per ricordare i 40 anni di attività del Centro di Aiuto alla Vita locale.
La segreteria organizzativa si propone di realizzare un cofanetto audiovisivo dell’intero convegno da offrire in segno di gratitudine a quanti hanno partecipato all’iniziativa.

 

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