Festival della Teologia di Vito Rizzo, Direttore Festival della Teologia "Incontri"

La centralità della vita nella riflessione teologica e nel dibattito pubblico necessita di sempre maggiori attenzioni proprio perché relegata a tema d’appendice declinato prevalentemente con pregiudizi ideologici da parte di chi, da tempo, ne ha perso di vista la dimensione integrale. Di recente Papa Francesco ha provato a focalizzare l’attenzione sulla cultura del creato a dispetto della cultura dello scarto, ma la Laudato Sii è stata scientemente derubricata a Enciclica “ambientale” per non doversi far carico delle verità interconnesse che ne erano a fondamento. Ecco che allora il tema della vita è stato, doverosamente, il cuore del Festival della Teologia “Incontri” per l’edizione 2019. Il Festival è nato sullo stimolo dell’Evangelii gaudium di Papa Francesco, l’enciclica che, raccogliendo e sviluppando pienamente l’eredità del Concilio Vaticano II, ha invitato il Popolo di Dio a riscoprire la gioia della missione. Una missione che deve rinnovarsi tornando all’antico. Cos’è l’uscire se non il tornare nelle piazze a parlare della bellezza del Vangelo? Riscoprire il vecchio aeropago rafforzato dalla forza e dagli strumenti del nuovo aeropago mediatico? Di qui l’idea di portare la riflessione su Dio e sull’uomo lì dove l’uomo c’è e dove Dio troppo spesso è lasciato fuori. Potrebbe sintetizzarsi così il cuore stesso di “Incontri”. Una teologia che esce dagli ambiti accademici per farsi prossima delle persone, che si propone con linguaggio popolare ma con solidità scientifica, con una formula non rivolta agli “addetti ai lavori” ma alla gente, al popolo vacanziero, nelle piazze agostane di una delle mete di maggior richiamo turistico, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Un tema generale per ogni edizione che faccia da traccia alle diverse serate, un percorso itinerante che coinvolga diverse piazze, una breve relazione teologica per ogni serata e un momento di spettacolo “a tema” per vivere la gioia dell’annuncio attraverso la testimonianza viva e vera di quanti si fanno Chiesa ogni giorno. Nel 2018 il Festival ha aperto la sua esperienza sul tema della Felicità, una felicità piena da riscoprire, da riconoscere e da vivere come esperienza di grazia. Un tema di profonda attualità per provare a fare breccia nella monotonia alienante del luogo comune, che soffoca il pensiero dietro un’illusoria autorealizzazione. È questo il percorso disegnato grazie ai contributi di Vincenzo Ippolito, Bruno Lancuba e Damiano Modena che hanno rispettivamente accompagnato la riflessione sulla felicità dalla Genesi ai Libri Sapienziali fino alla novità del Vangelo. Quest’anno la traccia è proseguita sul tema della Vita, la declinazione più forte e più vera della relazione tra Dio e l’uomo e della pienezza della stessa felicità.
Naturale legare il tema della Vita al Movimento che da più di quarant’anni se ne fa interprete e promotore conferendo alla sua presidente Marina Casini Bandini il Premio “Incontri 2019”. L’azione delle volontarie e dei volontari del MPV è stata infatti in questi anni un’esperienza concreta di santificazione «per riflettere e incarnare, in un momento determinato della storia, un aspetto del Vangelo» (Ge 19). La storia di oggi chiede al cristiano di «mantenere la posizione», per usare un’altra felice espressione usata da Papa Francesco e di farlo a servizio della Verità e della Vita.
L’anteprima del Festival si è svolta il 5 agosto al Castello dell’Abate di Castellabate (SA) con il conferimento del Premio a Marina Casini Bandini e la tavola rotonda sul tema della Vita, sviluppata da Elisabetta Pittino, delegata del MPV, Lorella Parente, docente dell’I.S.S.R. San Matteo di Salerno e Giovanna Abbagnara, direttrice di PuntoFamiglia. Il 7 agosto il festival ha fatto tappa nella piazza di Caggiano (SA) con la prof.ssa Giuliana Albano, critico d’arte e docente presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. San Luigi. La Albano ha tracciato un percorso della “Vita nell’Arte” guidando gli spettatori alla scoperta delle emozioni umane e dell’anelito divino, un viaggio da Munch a Caravaggio, passando per Klimt, Hopper, Dalì e tanti altri, un invito a riflettere su come l’arte racconti di Dio all’uomo. La cosiddetta “via della bellezza” che vede nelle opere «un ausilio essenziale, ontologico della fede che si esprime nel bello dell’arte». Il giorno seguente nella piazza balneare di Ascea Marina la riflessione del Prof. Marcello De Maio, docente di Teologia Morale presso l’I.S.S.R. “San Matteo” di Salerno, ha accompagnato alla scoperta della profonda attualità della sacralità della vita come scelta di verità e di amore pieno, vero, autentico: la vita quindi intesa come dono di sé, prima ancora che come dono all’altro. Un percorso che, rafforzato dalle fonti magisteriali, da ultimo la Laudato Sii di Papa Francesco, ha voluto interpellare le coscienze e fornire solidi strumenti di discernimento anche alla luce delle derive legislative contemporanee che sembrano sempre più dimenticare la sacralità della vita umana dal suo principio biologico alla sua fine naturale. Ultima tappa del Festival il 9 agosto ad Agropoli (SA) con Don Luigi Maria Epicoco, docente presso la Pontificia Università Lateranense, che ha completato l’itinerario descrivendo la bellezza della Vita in Cristo: un incontro che cambia la vita, la rende nuova, vera, viva. Un incontro dopo il quale nulla rimane più lo stesso. Un incontro che, se vissuto autenticamente, porta con sé una gioia e una pienezza che donano la vera felicità.
Un bilancio positivo che si arricchisce sempre di nuove esperienze di Chiesa e di Cristo e che conferma l’importanza dell’originaria intuizione. La ragione del Festival è quella di richiamare ciascun cristiano a una grande responsabilità, quella dell’annuncio universale che non può essere vissuto con timidezza o vergogna ma è un dovere da assolvere innanzitutto nei confronti di quanti si sentono lontani. Ecco che allora non bisogna avere timore di mostrarsi, di uscire, di rincorrere, di essere rifiutati o dileggiati. Nessuno di questi è un buon motivo per rinchiudersi o per fuggire. Guai «lasciarci rubare la gioia dell’evangelizzazione» (Eg83) perché «la gioia del Vangelo è quella che niente e nessuno ci potrà mai togliere» (Eg84) e quella della quale noi non abbiamo il dritto di privare nessun nostro fratello. È questo lo stimolo che anima il Festival; è lo stesso stimolo di amore e di verità che alimenta ogni giorno il Movimento per la Vita.

 

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