Festival Nazionale di musica per la vita di Gianni Mussini, Responsabile organizzativo Festival Nazionale

Il concorso nazionale “Cantiamo la vita” è promosso dal Movimento per la vita nazionale in collaborazione con FederVita Lombardia e concretamente organizzato da Cav e Mpv locali. Aperto a tutti i musicisti, professionisti e dilettanti, il concorso intende promuovere il rispetto della vita nei suoi molteplici aspetti, dal concepimento al termine naturale. Si tratta di un’occasione importante per la diffusione di questo valore: la musica ha un suo linguaggio gentile ed “ecumenico”, che permette di coinvolgere e armonizzare culture anche diverse tra di loro; oltre a ciò, queste iniziative piacciono ai giovani, stimolano l’amor proprio dei partecipanti e li inducono non solo a “ragionare” sul valore, ma anche a “viverlo”.

Sinora hanno partecipato al concorso ben 987 concorrenti, tra i quali – anno per anno – sono stati scelti i finalisti.

Uno sforzo particolare viene dedicato all’organizzazione della serata finale e, soprattutto, alla sua promozione nei media. L’idea che ci guida è sempre quella di dare un taglio simpatico e brioso alla serata, senza troppe prediche e, invece, con tutta una serie di positivi messaggi “indiretti”: è preferibile fornire un’immagine positiva, costruttiva della cultura pro vita, più che insistere in atteggiamenti oppositivi. Per questo, non si parla di leggi, non si fanno polemiche: si propone invece uno stile che “dica” il lavoro straordinario dei nostri tantissimi volontari che tutti gli anni, in Italia, accolgono migliaia di madri disperate aiutando a nascere i loro bambini.

D’accordo con il Direttore artistico Moreno Gemelli, scegliamo ogni cosa (luci, fonico, scenografie, ecc.) secondo il criterio qualificante della professionalità, evitando ogni scivolata di tipo retorico o “provinciale”. L’idea-forza che ci guida è che per difendere la più microscopica delle creature umane e dare voce all’invisibile che pure vive, occorra fare le cose in grande. Anche per questo abbiamo scelto dei magnifici teatri, a partire dal Fraschini di Pavia, un gioiello del Bibbiena sino al Teatro Comunale di Castiglione delle Stiviere.

Un’altra idea-forza è che la finalissima sia l’occasione giusta per una sorta di aggiornato restyling del messaggio pro vita, affidandolo alla “forma” complessiva dello spettacolo. Ci sembra infatti che il vero messaggio pro vita sia la gioia che rimane dopo che le parole se ne sono andate: nella civiltà della comunicazione, se le parole sono troppo esplicite, se ne volano via senza lasciare traccia.

Per questo come presentatori abbiamo potuto contare su professionisti indiscussi come Ettore Andenna, Luisa Moscato, Tamara Donà, Carlo Pastori (da Zelig). E per questo in occasione della serata finale sono stati sempre invitati ospiti di grande rilievo dal punto di vista artistico, culturale, religioso. Tra gli altri ricordiamo: Giusy Versace, Ornella Vanoni, Iva Zanicchi, i Modà, Angelo Branduardi, Davide Van de Sfroos, Ron, Nek, Povia, Paolo Meneguzzi, Claudio Chieffo, Gatto Panceri, Daniele Stefani, Dolcenera, Paola Folli, Mariella Nava, Paolo Vallesi, Alexia, Ivana Spagna, Fabio Concato, i Matia Bazar. Con loro testimoni di carità come don Mazzi, don Benzi, i ragazzi di Nomadelfia, Lucia Barocchi, e personaggi come il regista Pupi Avati, il genetista Angelo Vescovi, il presidente Aisla Mario Melazzini, lo scrittore Claudio Magris. Contiamo inoltre su orchestre di affermati professionisti.

Dal 2003, d’intesa con Comitato Madonna Piazza Grande e Comune di Pavia, è stato attribuito il premio Pavia città della vita. Tra i vincitori il regista Pupi Avati; il genetista Angelo Vescovi; il soprano Cecilia Gasdia; il Prof. Mario Melazzini (presidente Aisla); lo scrittore Claudio Magris; la ballerina disabile Simona Atzori; Don Zeno di Nomadelfia e la poetessa Alda Merini (gli ultimi due alla memoria).

Spesso sono anche state organizzate manifestazioni culturali di contorno al festival: per esempio nel 2011 ci sono state una conferenza del demografo Gian Carlo Blangiardo e la presentazione del libro della stessa Simona Atzori Cosa ti manca per essere felice? (Mondadori).

Sul successo conseguito dalla nostra manifestazione si possono consultare le rassegne stampa sempre fedelmente inviate al MpV nazionale; e, magari, dare un’occhiata ai dvd che regolarmente produciamo e diffondiamo, e anche al cd – che pure regolarmente produciamo – delle canzoni finaliste. “Cantiamo la vita” ha ormai acquisito una sua piccola fama di “Sanremo del bene” ed è sempre meglio nel territorio nazionale. Basti pensare che manifestazioni analoghe, sia pure su scala ridotta, sono sorte, o stanno sorgendo, a noi collegate, in Emilia, Toscana, Veneto, Puglia, Sicilia. Mentre, grazie al dvd appositamente prodotto, sono centinaia gli ambienti, specialmente giovanili (e non solo legati a realtà pro-life e cattoliche) che vengono interessati da questa manifestazione.

Come detto, abbiamo sempre investito molte energie nei massmedia. Oltre che su un sito Internet che ha raggiunto il record di 190.000 contatti, possiamo contare sull’appoggio indiscusso di molte radio locali, specie lombarde. Ottimi i rapporti con la stampa cattolica, stiamo coltivando sempre meglio quella laica. Quanto alle TV, il nostro spettacolo è stato più volte mandato

in onda, in tutto o in parte, da Tele7Gold, Rete55, Telenova, Telepace, Sat2000, Telecity, Teleradiopadrepio. Diversi i servizi su TG1, TG3, TG di Retequattro, TeleLombardia, OdeonTV. Promettenti anche le entrature in due emittenti “giovani” come Radio Italia, Radio 105 (un cui affermato dj ha fatto parte della Giuria) e Radio 103, oltre alla diffusissima Teleradiopadrepio. Proprio partendo da un’edizione di Cantiamo la vita, RAI3 ha anche voluto dedicare una puntata di “Fermata d’autobus” alle nostre case di accoglienza. Per diversi anni tutta la manifestazione è stata ripresa e mandata in onda dalla TV “La6” e dalla rete di emittenti a essa collegate. Diverse edizioni sono scaricabili dal sito web:

https://www.artevarese.com/artevarese/eventi-storici/cantiamo-la-vita-festival/

“Cantiamo la vita” si propone insomma di coniugare la carità e la bellezza, proponendosi infatti per un suo taglio inconfondibile, lontano dalla solita retorica dei buoni sentimenti e vicinissimo invece a quel gioioso senso della concretezza che caratterizza l’attività dei Centri di Aiuto alla Vita e delle Case di Accoglienza espresse dal Movimento. In queste realtà (più di sessanta nella sola Lombardia; 281 in Italia) sono accolte ragazze madri e donne in difficoltà

per una gravidanza inattesa: in tutti i casi viene loro offerta una concreta alternativa alla tentazione dell’aborto. Mediamente, ogni anno in Italia sono oltre settemila i bambini “salvati” dai nostri volontari in Italia (duemila in Lombardia).

Approfondimenti nel sito web: cantiamolavita.tumblr.com

 

Festival Nazionale di musica per la vita (.pdf)