Happy Life: la bellezza che rimane di Giovanna Sedda

Una delle cinque caratteristiche del pro-life è la gratitudine, lo ricordava Irene, splendida presentatrice di Happy Life, il primo aperitivo solidale tutto online a favore di Progetto Gemma. È questo il sentimento che custodisco anche giorni dopo la conclusione dell’evento, con diverse sfaccettature. Una gratitudine che sa di scommessa e di creatività. Sono grata per avere avuto l’opportunità di partecipare alla realizzazione di qualcosa di nuovo, di fresco, di gioioso ma sempre concentrato sul valore dell’accoglienza della vita umana. Ricordo quando qualche anno fa Papa Francesco scherniva l’attitudine negativa dei cattolici “con il muso”. Ho pensato che a volte anche i pro-life hanno spesso la tentazione di essere volontari “con il muso”, convinti ma tristi, impegnati ma rassegnati. Quella affermazione mi colpì tanto che decisi che sarebbe diventata fondamentale nella mia esperienza di volontaria per la vita: un impegno reale, giorno dopo giorno, a fare volontariato con il sorriso. Che non vuol dire mai vivere l’incontro con l’altro alla leggera, ma avere la consapevolezza di avere un messaggio di bellezza da trasmettere: la meraviglia del dono della vita e la sua accoglienza, in qualsiasi momento o condizione. Gratitudine, dunque, per aver partecipato a creare un sorriso o un momento di festa in un momento storico che ci pone tanti pensieri e altrettante paure. Una gratitudine verso i compagni di viaggio: durante il nostro incontro on line Irene diceva che un pro-life non viaggia mai da solo. È vero, la preparazione di quest’evento è stato un lungo viaggio in compagni di una squadra mossa da passione e professionalità. Sono tanti i momenti in cui mi sono fermata a guardare un attimo dal di fuori come stavano procedendo le cose ed è stato bellissimo vedere tanti giovani dedicare il proprio tempo, i sabati, le nottate a progettare e mettere in piedi questo evento unico nel suo genere. Gratitudine che si estende alle persone che, sentendo parlare di Happy Life, si sono sentite chiamate a dare il proprio contributo per la sua buona riuscita e alle persone che sono rimaste affascinate e hanno deciso di spendere quest’ora con noi: una condivisione spontanea, festosa, ma anche profonda. Mentre scorrevano i diversi interventi, la sensazione era quella di essere tra amici, di vivere un momento insieme a tante altre persone care. Per un attimo anche la pesantezza della quarantena è scomparsa dai miei pensieri. Gratitudine verso chi è intervenuto e ci ha messo la faccia e il sorriso, invece “del muso” come direbbe papa Francesco: Marina, in primis, sempre attenta, disponibile e pronta a supportare e dare la carica a tutta la squadra; Antonella Mugnolo, persona deliziosa che ho avuto modo di conoscere in questa occasione, Alessandro Greco, Beatrice Bocci, Nek (la cui disponibilità è andata oltre quella di un semplice saluto), la Gaga Symphomy Orchestra, che dire di loro, amore a prima vista! Una gratitudine, soprattutto, che arriva ad accarezzare la vita delle donne e dei loro bambini che verranno aiutati grazie i fondi raccolti, anche in questa occasione di festa e di autentica celebrazione della vita! Cosa rimane, dunque, di quest’evento? La gioia, che non è poco, e la consapevolezza che si può costruire bellezza e fare la differenza per qualcuno anche nel quotidiano e nei semplici gesti, come sorseggiare un cocktail in una tiepida sera di maggio, con gli amici di… una vita!

 

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